Lunedì, 25 Ottobre 2021
Economia

Turismo, un’estate da brividi: mercato immobiliare a picco

Le previsioni della Fiaip sull'estate 2013: "Crisi e mentalità sbagliata il cocktail micidiale per il crack delle nostre coste"

Un’indagine di Trademark Italia – i cui risultati sono stati diffusi nei giorni scorsi – ha dipinto un quadro desolante per il turismo pontino in vista dell’estate 2013 con un calo che dovrebbe registrarsi in quasi tutte le zone del litorale da Sabaudia a San Felice, da Terracina a Sperlonga fino a Formia e Gaeta, senza trascurare anche il picco dell’arcipelago pontino.

E una fotografia altrettanto preoccupante viene scattata anche dalla Fiaip per quanto riguarda il turismo immobiliare: “il responso è un lamento funebre, unanime e disperato, e le percentuali fornite sul calo delle compravendite e degli affitti turistici vanno ben oltre le più cupe previsioni”.

Colpa della crisi? Anche, ma non solo: “La nostra è una zona dalle potenzialità enormi – esordisce Vittorio Piscitelli, agente Fiaip di Formia – ma, schiacciato tra crisi e mentalità sbagliata, il segmento turistico è al collasso. Si fa accoglienza per forza d’inerzia, non certo perché le coste pontine fungano da calamita per vacanzieri italiani e non”.

E basta guardare i numeri; a “giugno non lo si lavora praticamente più. Per l’intero periodo estivo, i fitti turistici son diminuiti di ben oltre la metà negli ultimi tre anni, e per quanto mi concerne anche sino all’80”, continua l’agente.

E non tutta colpa è della crisi: “Manca la mentalità giusta per affrontare il mercato attuale; siamo ancorati al vecchio. Non esiste più il cliente che fitta per un mese, al massimo si loca per una quindicina di giorni se non per una settimana. E chi soggiorna per tempi così brevi vuol trovare un alloggio adatto – spiega il Piscitelli -, chi si ferma sei notti non si sobbarca certo il peso di un trasloco, deve trovare sul posto alloggi forniti di biancheria, stoviglie e tutti i comfort per una permanenza breve. I proprietari sono invece molto restii ad investire per rendere gli alloggi adatti a soggiorni di questo tipo e continuano a proporre immobili costruiti negli anni ‘60/’70 e rimasti tali e quali, con tutte le rughe fisiologiche. I clienti scappano: io, a questo tipo di mercato ho rinunciato volontariamente”.

Non riusciamo a fare turismo né di massa né di qualità” commenta l’agente; e solo un segmento pare immune dal tracollo: l’immobile di qualità. “Segno che il mercato è ancora vivo – sottolinea Piscitelli– e che, se ben proposta, la nostra costa sarebbe in grado di catalizzare una buona affluenza turistica”.

“È proprio così – gli fa eco Rita di Immobiliare Casamare, al Circeo -. Il mercato “alto”, quello per vendite da oltre un milione di euro, per capirci, è ancora vivace. Ed anche l’appartamento piccolissimo appare in sofferenza solo lieve. Il disastro è sul medio, specialmente non vicinissimo al mare, o non ristrutturato di recente. In quei casi il mercato è completamente fermo”. 

Le compravendite, rispetto a due/tre anni fa, sono calate di oltre il  50% - afferma la mediatrice -, lo stesso dicasi per i fitti; e anche il boom dei russi appare ormai un ricordo: arrivati qui dopo essersi innamorati della Sardegna, ora sono avvistati in massa sull’Adriatico”. I motivi dell’allontanamento? “Sempre quelli: migliori infrastrutture, organizzazione turistica molto più efficiente, sicurezza maggiormente garantita, immobili proposti di maggior pregio”.

Pare quasi che il contesto naturalistico sia di secondaria importanza: “Fa rabbia costatare che siamo perdenti rispetto a zone paesaggisticamente molto meno attraenti della nostra – riprende Piscitelli -, purtroppo dobbiamo ammettere che è l’amara realtà. Manca anche una proposta strutturata: la maggior parte delle offerte non passa neanche tramite agenzia, si appendono cartelli per strada, il massimo dell’improvvisazione. L’intervento del professionista servirebbe a calmierare il mercato, fornire l’assistenza per realizzare al meglio la locazione, consentirebbe visibilità infinitamente superiore ma da quest’orecchio ci si ostina a non sentire: si preferisce il far west, alla stregua di cinquant’anni fa”.

"La politica fiscale non può ostinarsi a vedere il nostro settore come l’unico bancomat da cui attingere senza limiti – conclude il presidente provinciale Fiaip, Santino Nardi -. È vero che un cambio di mentalità di chi affitta è auspicabile, altrettanto vero è che, strangolati da Imu e gabelle varie, chi propone un immobile in locazione ad uso turistico è disincentivato su tutti i fronti. È miope continuare a tartassare il mattone: fermando l’immobiliare, si blocca il motore economico dell’intero paese”.

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