Dati Osserfare: tante le imprese dei giovani. Crescita lenta ma positiva

La provincia di Latina, nel 2016, ha conosciuto una maggiore vivacità (+0,19% il tasso di crescita) rispetto alla stazionarietà rilevata su scala nazionale. Lo rivelano i numeri resi noti dall'Osservatorio della Camera di Commercio

Una discreta vivacità si è registrata, nel 2016, nell’economia e nell’imprenditoria provinciale. A rivelarlo è Osserfare, l’Osservatorio economico della Camera di Commercio di Latina, che come di consueto, rende pubblici i dati Movimprese registrati alla fine dell’anno 2016 elaborati sulla base dei dati forniti da Unioncamere.

Nel Lazio le dinamiche complessive sono come di consueto determinate prevalentemente dalla crescita capitolina pari al +2,08% (a fronte del +2,05% nel 2015), al secondo posto nella graduatoria provinciale subito dopo Nuoro. Ma quest’anno anche la provincia di Latina è sugli scudi con un ottimo +1,32% (12° posto nazionale), in decisa accelerazione sui dodici mesi precedenti (+1,01%). Fanalino di coda è invece Viterbo, unica realtà imprenditoriale laziale che mostra un bilancio di demografia imprenditoriale in rosso

La provincia di Latina, nell’ultimo scorcio d’anno, ha conosciuto una maggiore vivacità (+0,19% il tasso di crescita) rispetto alla stazionarietà rilevata su scala nazionale, pur confermandosi comunque al di sotto delle dinamiche regionali (+0,41%).

IL NUMERO DELLE IMPRESE PONTINE. Passando ad esaminare nel dettaglio le dinamiche locali, in provincia di Latina a fine 2016 lo stock di imprese è pari a 57.846 unità registrate (l’81,8% attive), ed il saldo annuale è positivo per +761 unità, risultante della differenza tra le 3.958 nuove imprese nate nell’anno e le 3.197 aziende cancellate nello stesso periodo. In termini relativi sono in miglioramento sia il tasso di natalità, attestatosi al +6,86% (a fronte del +6,61% precedente), sia il tasso di mortalità, pari al -5,54% lievemente inferiore a quanto rilevato nel 2015 (-5,60%). Dopo il brusco calo registrato nel corso del 2015, anche negli ultimi dodici mesi si conferma la positiva riduzione delle aperture di nuove procedure fallimentari, che si fermano a 105 totali, per una flessione su base annua dell’11,8%, che nell’ultima porzione d’anno si manifesta con la maggiore accentuazione.

I SETTORI ECONOMICI. Il segnale più significativo dell’anno appena trascorso è il deciso rimbalzo del comparto agricolo, che per la prima volta dal lontano 2009 mostra un’espansione del tessuto produttivo, per la gran parte sostenuta dagli incentivi legati al Piano di Sviluppo Rurale regionale 2014/2020. Nel dettaglio, i segmenti più vivaci sono le coltivazioni orticole e la coltivazione alberi da frutto, diversamente, si registrano flessioni nel campo cerealicolo. Inoltre, vanno sottolineate le difficoltà dell’allevamento complessivamente in calo, in particolare con riferimento ai bovini da latte.

Dopo un bilancio in rosso quadriennale, la manifattura torna su un sentiero positivo, nonostante l’ulteriore perdita della componente artigiana, che in tale comparto occupa uno “spazio” imprenditoriale superiore al 40%. Il contributo più significativo è quello delle attività di riparazione, manutenzione ed installazione, che comprende interventi tecnici sui macchinari come impianti di refrigerazione, forni, bruciatori e macchinari agricoli (+25 imprese, per un saldo del +9,12%). Trend in espansione anche per l’alimentare; diversamente, risulta pressoché stazionaria la fabbricazione di macchinari e autoveicoli. Medesime considerazioni valgono per le costruzioni, che approcciano una timida crescita (+0,6%), dopo un anno piuttosto “neutro”..Le attività commerciali replicano la performance dell’anno precedente (+0,40%), all’esito delle tendenze positive del settore auto e del segmento dei grossisti; più “caute” le dinamiche del segmento al dettaglio (-0,2% la variazione dello stock).

L’ARTIGIANATO Anche nel corso del 2016 si conferma il periodo di grande difficoltà del comparto, che a fine anno registra in provincia di Latina uno stock di 9.060 imprese iscritte all’apposito albo; in termini relativi l’artigianato rappresenta il 18,87% dell’intero tessuto imprenditoriale (al netto delle imprese agricole).

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IMPRENDITORIA GIOVANILE. Il 2016 si chiude con 6.694 imprese under35, delle quali l’86% attive; si tratta di una quota superiore all’11,8% dell’intero tessuto imprenditoriale locale, che risulta più elevata alla percentuale delle stesse riferita alla regione Lazio (9,80%) e all’Italia (10,01%). Se da un lato può essere considerato come un dato positivo, dall’altro potrebbe essere indicativo di una situazione occupazionale giovanile che non trova sbocchi, se non nell’autoimpiego. Per quanto attiene la ripartizione settoriale, il maggior numero di imprese giovanili è concentrato nelle attività commerciali (1.823 imprese),  che rappresentano quasi un terzo degli imprenditori juniores, ma si posiziona per la prima volta quest’anno al secondo posto l’agricoltura (811 unità, pari ad oltre il 12% delle juniores). Per ciò che riguarda l’incidenza della componente giovanile sui singoli segmenti economici, questa  risulta più elevata nelle attività terziarie; sono le Altre attività di servizi  (come parrucchieri e centri di estetica) a mostrare la quota più significativa di juniores: a Latina, ogni 100 imprese operanti in tale segmento, 19 sono condotte da giovani. 

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