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Venerdì, 20 Maggio 2022
Economia

Crac Midal, sigilli ai supermercati: quale futuro per i lavoratori?

Dopo il sequestro dei punti vendita in Q4 e Q5, i sindacati hanno chiesto un incontro con le curatele proprio per chiarire il futuro dei dipendenti

Si è scritto ieri l’ennesimo capitolo della vicenda Midal. La guardia di finanza ieri mattina ha posto sotto sequestro tre supermercati a marchio Sigma di cui due nel capoluogo pontino, quello di Largo Cirri in Q5 e quello di viale Paganini in Q4.

Il provvedimento di sequestro preventivo, disposto dalla Procura, si è reso necessario a fronte della mancata riconsegna dei tre locali gestiti dalla società Brio Srl. Ma quale futuro attende ora i circa 100 lavoratori?

Come spiegano le sigle sindacali Filcams, Fisascat, Uiltucs e Ugl Terziario quella che c’è stata è “un’interruzione rispetto ai supermercati Sigma già riconsegnati nei giorni scorsi di via Piave, via Epitaffio e Iperbon di Sabaudia che sono ora nelle mani della curatela e con i circa 100 lavoratori interessati, inseriti nelle procedura fallimentare Ex Midal con il passaggio diretto art. 2112, che  garantirà loro nel momento di rassegnazione delle attività, l’assunzione con il nuovo gestore che acquisirà nel bando di gara predisposto dalla curatela l’affitto o la vendita delle attività stesse e per il momento in cassa integrazione in deroga concessa dalla Regione Lazio per quattro mesi”.

A questo punto le stesse organizzazioni di categoria hanno chiesto un incontro con le curatele dei fallimenti “Le Botteghe srl” e “Midal spa” per avere evidenza sia sulle riconsegne già effettuate, sia sui sequestri in corso, soprattutto in merito al destino dei circa 200 lavoratori coinvolti.

“Ci aspettiamo che l’incontro richiesto alle curatele dia a breve chiarimenti su come si intenda procedere in ambito di risposte occupazionali e di riapertura dei supermercati – commentano i segretari provinciali Ugl Terziario Maria Antonietta Vicaro e Michele Virgilio -, soprattutto perché gli ammortizzatori sociali non possono essere la risposta e la soluzione ai problemi di famiglie che da ormai due anni non hanno più certezze sul posto di lavoro”.

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