Economia

Federlazio, Olivetti dopo le dimissioni da presidente: “Non è più il mio ideale di associazione”

Dopo il terremoto che ha travolto Federlazio di Latina la lettera dell’ormai ex presidente ai soci: “Gli imprenditori non possono più dare un indirizzo strategico e politico all’associazione"

“Questa Federlazio non corrisponde più al mio ideale di associazione”: questo uno dei passaggi della lettera che, a circa una settimana dal terremoto che ha sconvolto Federlazio Latina con il licenziamento del direttore Saverio Motolese, Giampaolo Olivetti ha voluto inviare ai soci dell’associazione per spiegare anche i motivi delle sue conseguenti dimissioni da presidente. Una decisione, quella di licenziare il direttore di Latina Motolese, arrivata dai vertici regionali e presentata come una strategia di riorganizzazione della sede locale ma che ha travolto l'associazione pontina portando alle dimissioni del presidente Olivetti.

La lettera di Giampaolo Olivetti ai soci

"Come noto, in data 22/05/2018, durante la Giunta di Roma, che ha sancito il licenziamento del Direttore di Latina Saverio Motolese, ho rassegnato le dimissioni da Presidente di Federlazio Latina.
Sulle mie dimissioni nei giorni scorsi molto si è scritto e molto è stato detto, ma vorrei condividere con Voi la mia opinione ed alcune considerazioni su ciò che è accaduto.
Il motivo che mi ha portato a lasciare l'associazione sia come Presidente, sia come associato, è che questa Federlazio non corrisponde più al mio ideale di associazione. Dieci anni fa, quando sono entrato per la prima volta nel Consiglio Direttivo di Latina e nella Giunta Esecutiva di Roma, ho trovato un'associazione che voleva aggregare gli imprenditori e farsi portavoce delle politiche industriali degli stessi presso gli organi e le sedi più opportune. Tale era peraltro anche la finalità del mio mandato quale Presidente del quale mi avete onorato e che ho accettato e svolto nella consapevolezza della complessità e della delicatezza dell'incarico.
Ritengo, purtroppo, che - ad oggi - la finalità di ‘rappresentare gli interessi dei propri associati’, come si legge nel sito dell'associazione, sia venuta meno e che il "caso Motolese" rappresenti solo un evento esemplificativo di tale progressivo depauperamento degli interessi e delle aspettative degli associati.
Gli imprenditori in Federlazio non hanno più la possibilità di dare un indirizzo strategico e politico all'associazione.
A Latina si era creato un gruppo di imprenditori fortemente coeso che partecipava attivamente ai Consigli Direttivi e alle numerose iniziative organizzate, portando sempre nuove idee e nuovi progetti per far crescere le imprese e la Federlazio. Avevo l'onore di presiedere questo gruppo, diretto con competenza e professionalità dal Direttore Motolese e supportato egregiamente da tutto lo staff della sede di Latina.
Latina rappresenta nell'universo Federlazio una sede esemplare sia nei risultati economici raggiunti, sia per il fattivo contributo degli imprenditori coinvolti: una sinergia operativa e concreta tra gruppo imprenditoriale dirigente e struttura, che ha (recte aveva) consentito agli imprenditori di Latina di sentirsi il vero motore dell'Associazione. Principii ispiratori erano, infatti, condivisione e forte spirito di appartenenza!
Gli eventi organizzati dalla Federlazio Latina hanno sempre riscosso un grande successo in termini di partecipazione e di gradimento. Mi limito qui ad enunciare solo i più recenti: GO Business (incontro tra imprenditori per conoscersi e fare business insieme), Incontro in Luiss Enlabs (abbiamo portato gli imprenditori a conoscere il mondo delle start up) e, da ultimo, il Seminario sulla Privacy e Nuovo regolamento europeo GDPR.
Nonostante, quindi, gli ottimi risultati raggiunti e l'inequivocabile gradimento da parte degli imprenditori per il lavoro svolto sul territorio da Motolese e dallo staff, il Direttore Generale ed il Presidente hanno portato all'attenzione della Giunta di Federlazio Roma la controversia relativa al licenziamento di Motolese, ritenuto necessario in quanto lo stesso, a loro dire, non era allineato alle "direttive romane".
Senza entrare nel merito delle motivazioni sottese a tale questione, gli imprenditori del Consiglio Direttivo di Latina, notiziati ex post, hanno sottoscritto ed indirizzato alla Giunta di Roma una diffida dal prendere qualsiasi decisione senza aver preventivamente ascoltato la sede territoriale direttamente interessata; dettagliatamente enucleando i motivi dell'assoluta contrarietà al licenziamento di Motolese.
Dunque, il Consiglio Direttivo di Latina ha provato in tutti i modi a convincere la Giunta che il licenziamento del Direttore non sarebbe stato né opportuno, né condiviso. Tuttavia, nonostante questa forte presa di posizione, non è stata in alcun modo ascoltata la voce e la volontà dei due organi statutari eletti dall'assemblea generale dei soci di Federlazio Latina, dunque ad ogni effetto loro rappresentanti, quali il Consiglio Direttivo ed il Presidente.
Tale accadimento rappresenta un fatto gravissimo ed intollerabile che ha leso un principio fondamentale del mondo Associativo, vale a dire che l'Associazione è e rappresenta gli interessi degli imprenditori e non del Direttore Generale. In virtù di tale principio, ferme restando le prerogative statutarie, il potere decisionale in merito al licenziamento del Direttore si sarebbe dovuto riservare — quanto meno in termini di opportunità e condivisione - agli imprenditori di Latina e non alla Giunta di Roma, composta da imprenditori che non conoscevano (ed evidentemente non conoscono) assolutamente la preparazione e il lavoro (di lungo corso, 18 anni!) del direttore Motolese.
Ingerenze inaccettabili che hanno minato in modo irreversibile il vincolo fiduciario che è, o meglio dovrebbe essere, il fondamento della finalità e della vita associativa.
Per questo motivo il sottoscritto, nonché tutti i membri del Consiglio Direttivo di Federlazio Latina, e gli altri imprenditori, hanno deciso di dimettersi da tutte le cariche statutarie (Presidenza e Vice presidenza di Federlazio Latina e delle Categorie Regionali, Consiglio Generale, Giunta Esecutiva Regionale e infine Consiglio Direttivo di Latina). Ovviamente, ogni imprenditore ha altresì comunicato il recesso delle proprie aziende anche da Federlazio. Anche altri imprenditori, a quanto mi consta, compresi bene i fatti sottesi a tale vicenda, hanno comunicato il loro intento di dimettersi dall'associazione che, evidentemente, non li rappresenta più.
Ringrazio tutti voi per la fiducia che mi avete accordato a novembre 2017, quando mi avete eletto Vostro Presidente. Mai avrei pensato che il mio mandato sarebbe stato così breve. Al contrario pensavo che avrei potuto contribuire a far crescere la Federlazio di Latina, come negli ultimi anni ho fatto crescere le mie aziende, ma - come noi imprenditori sappiamo bene - non sempre le cose vanno come uno desidera.
Lascio ad altri fantomatiche quanto ridicole teorie complottistiche, vivo con e per le mie aziende e non ho interesse a collezionare gettoni di presenza.
Rimango a vostra disposizione per qualsiasi approfondimento sulla vicenda ed auguro a Voi ed alle Vostre aziende un Grande Futuro e tanta Prosperità
”. 

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