Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

“Garanzia Giovani”, presentato a Formia il progetto per aiutare i ragazzi

L'Assessore regionale Lucia Valente al convegno organizzato dal Comune: "Lavoro, superiamo le politiche di sostegno passivo". Il progetto per i ragazzi che non studiano o lavorano

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Un taglio netto col passato. No alle forme passive di sostegno al reddito che “per anni hanno costretto all’inattività le persone disoccupate, estromettendole definitivamente dal mercato del lavoro”. No ai finanziamenti a pioggia elargiti per corsi di formazione che “hanno arricchito solo gli Enti organizzatori senza costruire competenze realmente spendibili ai fini di un inserimento lavorativo”. Sì a politiche del lavoro nuove che “mirino ad attivare i lavoratori, a renderli protagonisti e artefici del proprio futuro”.

“Garanzia Giovani”, il programma della Regione Lazio finanziato dall’Unione Europea, risponde pienamente a questa inversione di tendenza. Parola di Lucia Valente, Assessore alle Politiche del Lavoro della Regione Lazio, ospite oggi del convegno organizzato dal Comune di Formia nella sala “Ulisse” del Centro Commerciale Itaca.

Salone gremito di studenti delle scuole superiori di Formia, esponenti delle sigle di categoria e del mondo produttivo, rappresentanti di Enti di formazione e Centri per l’Impiego. A fare gli onori di casa il Sindaco Sandro Bartolomeo e l’Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Formia Eliana Talamas. Moderatrice la giornalista Antonia De Francesco.

L’Assessore regionale Lucia Valente è entrata nel merito delle opportunità offerte da ‘Garanzia Giovani’, il programma nato per aiutare le ragazze e i ragazzi dai 15 ai 29 anni che non sono iscritti a scuola, né all’università, che non lavorano e non seguono corsi di formazione. “La Regione – ha spiegato– investe 137 milioni di euro per garantire ai giovani un percorso di formazione o di lavoro. Non si tratta di un ‘postificio’ ma di una guida per orientarsi nel mercato e trovare una propria collocazione. Una volta iscritti, i giovani entrano in un circuito nel quale i Centri per l’impiego giocano un ruolo centrale. Quelli del Lazio sono i più performanti d’Italia. I CPI ricevono i ragazzi aderenti, informandoli sul programma e i servizi. Una volta effettuato l’orientamento di primo livello, le parti stipulano un ‘Patto di Servizio’, attraverso il quale il Centro per l’Impiego indirizza i ragazzi verso le varie opportunità offerte dalla Regione”.

Tra queste c’è il tirocinio extracurriculare che consente di effettuare la formazione direttamente sul posto di lavoro con 500 euro mensili pagati dalla Regione per sei mesi, più bonus per il datore di lavoro che, concluso il tirocinio, deciderà per l’assunzione. Riscritta anche la disciplina dell’apprendistato, contratto di lavoro misto (un pezzo a scuola, un pezzo a lavoro) che trova forme di finanziamento nel programma “Garanzia Giovani”, così come avviene per percorsi di autoimprenditorialità. “Qualche ritardo c’è stato nell’erogazione delle somme – ha ammesso l’Assessore - ma l’Inps mi ha garantito che ora il sistema è a regime”.

“Quello del lavoro - ha sottolineato l’assessora Eliana Talamas – è un tema centrale. Per questo abbiamo voluto fortemente questo convegno. Vogliamo che i ragazzi abbiano l’opportunità di conoscere e informarsi sulle opportunità che il programma propone. Il grande investimento della Regione va sfruttato e il Comune si sta impegnando per accompagnare i ragazzi in questo percorso. Lo dimostra il protocollo d’intesa siglato con la Confcommercio che presto porterà all’apertura in Comune di uno sportello per l’informazione e orientamento dei giovani in merito alle opportunità del programma”.

“Credo fortemente in questo nuovo corso impresso dalla Giunta Zingaretti – ha dichiarato il sindaco Sandro Bartolomeo -. Passare da un sistema di assistenza passiva ad una politica di incentivazione attiva del lavoro significa superare i ritardi che per troppi anni l’Italia ha palesato in questo settore. Tenere lavoratori in regime di pura assistenza per 10-15 anni significa privarli di ogni capacità di reinserimento lavorativo. Quello dei corsi di formazione è stato uno scandalo. Un sistema anche di potere che è stato negli anni abbondantemente finanziato dalla Regione. Questo ha prodotto una marea di disoccupati, sempre più arrabbiati perché impossibilitati a trovare un lavoro nonostante il percorso di formazione effettuato. Su questo politica e sindacati devono riflettere con attenzione. Basta col vecchio – ha concluso -. Avviamo un percorso nuovo ed efficace”.

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