Giovedì, 17 Giugno 2021
Economia

Imprese pontine, sono 3.778 in più nel 2017. In calo il dato dell’agricoltura

I dati Movimprese relativi all’anno appena concluso; tasso di crescita del +1,18%, al di sopra della crescita nazionale

Sono state 3.778 le imprese in più nel 2017 (+1,18%) al di sopra della crescita media nazionale. Questo il quadro che emerge dai dati Movimprese relativi all’anno appena concluso sulla base dei dati messi a disposizione da Unioncamere ed Infocamere. I dati sono stati diffusi dall'Osservatorio Economico della Camera di Commercio di Latina - Osserfare. 

“L’anno 2017 si chiude in maniera positiva per quanto riguarda l’andamento demografico delle imprese italiane, per un avanzo di +45.710 mila unità; tale saldo è l’esito della differenza tra le 356.875 iscrizioni e le 311.165 cessazioni (non d’ufficio) registrate durante l’anno. In termini relativi, il tasso di natalità si è attestato al 5,88%, confermandosi pressoché in linea con i valori precedenti, mentre la mortalità scesa al 5,12% ha mostrato minore mordente, proseguendo la lenta progressione avviatasi dal 2014” si legge in una nota. 

La regione Lazio ha registrato nel 2017 il miglior valore di crescita demografica su base nazionale (+1,65%), sebbene risulti in rallentamento rispetto ai dodici mesi precedenti (+1,77%). 

La situazione in provincia 

L’universo imprenditoriale della provincia di Latina chiude a fine anno con 57.911 unità registrate delle quali 47.271 attive, pari all’81,3%. Complessivamente ammontano a 3.778 le iscrizioni (a fronte delle 3.958 dei dodici mesi precedenti), per un tasso di natalità in leggera flessione al 6,53% (rispetto al 6,86% del 2016); altrettanto avviene in termini di cessazioni, attestatesi a 3.097 unità in meno, per un tasso di mortalità in lieve calo al 5,35% (5,54% il precedente, pari a 3.197 cancellazioni nel 2016).

“Si chiude dunque - commenta la Camera di Commercio di Latina - un’annualità in cui si registra un turnover imprenditoriale più contenuto rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, che genera un tasso di crescita che si ferma al +1,18%, a fronte del +1,32% tra gennaio e dicembre 2016”.

Per quanto attiene i settori più “tradizionali”, si evidenzia la contrazione dell’agricoltura (-77 unità), in ragione delle dinamiche negative delle coltivazioni di cereali, delle colture permanenti e dell’allevamento. L’industria e le costruzioni si mantengono, diversamente, su un sentiero positivo. “Il bilancio risulta attivo per la gran parte dei segmenti, con un’accentuazione maggiore per la fabbricazione di prodotti in metallo, l’alimentare e le confezioni”.

Le attività commerciali mostrano una leggera accelerazione, “in ragione del maggior vigore dei segmenti dell’ingrosso e della più contenuta contrazione del commercio al dettaglio; in decisa accelerazione i trasporti che mostrano un rimbalzo significativo delle attività di magazzinaggio. I servizi di alloggio e ristorazione replicano grossomodo le dinamiche dello scorso anno; al riguardo, contribuiscono a tali esiti il segmento della ristorazione seppur ad un passo più 'circostanziato', i bar ed esercizi simili senza cucina (pub, birrerie, enoteche…), nonché la new entry degli affittacamere che raddoppiano la crescita rispetto ai dodici mesi precedenti”.

Le attività artistiche, sportive di intrattenimento e divertimento, in decisa accelerazione rispetto ai dodici mesi precedenti, sono trainate dalla maggiore vivacità delle attività legate al fitness e dalle consuete sale giochi. Altrettanto vigorosa l’accelerazione delle altre attività di servizi, che mostrano il ritorno su dinamiche più accentuate del segmento dei parrucchieri ed estetisti.

Dall’esame della componente straniera alla fine del 2017, a tutti i livelli territoriali si confermano valori di crescita superiori a quelli rilevati per le imprese italiane. “Il bilancio annuale ammonta a 172 unità in più che si vanno ad aggiungere alle complessive 4.312 imprese non indigene; il trend risulta in contenimento rispetto all’analogo periodo 2016 (+209 imprese), per un tasso di crescita del +4,13%. La componente straniera del tessuto imprenditoriale corrisponde ad una quota del 7,43%, in lenta ma costante crescita e si mantiene al di sotto del dato nazionale (9,62%) e regionale (11,82%)”. 

A fine 2017, le imprese juniores registrate in provincia di Latina ammontano a 6.621, pari all’11,4% dell’intero universo delle aziende locali; tale dato è superiore sia alle evidenze laziali (9,5% la quota), sia a quelle nazionali (9,7%). Il saldo tra le 1.208 iscrizioni e le 503 cessazioni (non d’ufficio) si è attestato sulle 705 unità in più, mostrando un tasso di crescita in leggero contenimento.

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