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Economia

In provincia di Latina poco meno di 3mila incidenti sul lavoro nel 2023, 10 mortali

I dati sono stati resi noti dall’Ugl; nel Lazio si parla 41.539 casi nei primi nove mesi dell’anno. Numeri in calo ma che non devono far abbassare la soglia dell’attenzione su un tema che resta delicato

Poco meno di 3mila incidenti sul lavoro in 9 mesi, di cui 10 con esito mortale: sono questi i dati del 2023 nella provincia di Latina. Quello degli incidenti sul lavoro è un triste fenomeno su cui va mantenuta alta l’attenzione, anche se questi ultimi numeri raccontano di una leggera flessione. 

Un andamento, questo nel territorio pontino, che rispecchia quanto accade a livello nazionale. I dati, che conisderano l'arco di tempo fino al 30 settembre, sono dell’Inail e sono stati resi noti dal segretario Regionale Ugl Lazio Armando Valiani e dal responsabile Dipartimento Ugl Sicurezza Wladymiro Wisocki.

Per quanto riguarda il Lazio, spiegano Valiani e Wisocki, "rispetto al periodo gennaio/settembre 2022 (41.539 casi) al 2023 registriamo 29.521 casi, (12.018 in meno) e sui casi mortali registriamo 65 incidenti rispetto ai 72 dello stesso periodo del 2022”. Analizzando i dati di infortuni per singola provincia a Frosinone ne son stati registrati 1.496 (767 in meno del 2022), a Latina 2.728 (1.422 in meno rispetto al 2022 quando ne erano stati registrati 4.150), a Rieti 853 (255 in meno rispetto al 2022), a Roma 23.074 (8.898 in meno del 2022) e a Viterbo 1.370 (676 in meno del 2022).

Se si considerano invece gli incidenti con esito mortale, ce ne sono stati 7 a Frosinone (6 in meno ai 13 del 2022), 10 a Latina (2 in meno rispetto ai 12 del 2022), 4 a Rieti che purtroppo registra un aumento (nessun incidente mortale c’era stato nel 2022), 39 a Roma (7 in meno rispetto ai 46 del 2022) e per finire 5 a Viterbo (4 in più rispetto al 2022 quando ce n’era stato uno solo).

“A livello nazionale il Lazio è tra le regioni con il maggior decremento di infortuni, oltre Campania, Molise e Liguria, sicuramente un dato positivo ma che non deve ingannarci e farci abbassare la guardia - commentano i due sindacalisti -. Sicuramente il periodo pandemico, dal quale siamo finalmente usciti, ha drasticamente influito infatti nel periodo gennaio/settembre 2022 nel settore della sanità i casi di infortunio sono stati 7.328 mentre nello stesso periodo di riferimento del 2023 sono stati 2.106; nel settore dei trasporti invece si passa dai 5.314 del 2022 ai 2.173 di quest’anno”.

Uno dei settori più preoccupanti resta quello dell’edilizia dove come riportano i due sindacalisti, nel 2023 i dati sono stati addirittura in aumento: son stati 1.464 gli infortuni nel 2022 e 1.479 nell’anno in corso (15 in più). Un altro dato importante da evidenziare è l’incremento degli infortuni per gli under 20 anche nel Lazio; sono stati 3.066 i casi rispetto al 2022 in cui ce ne erano stati 2.744.

“Questo deve farci riflettere come la sicurezza o meglio dovremmo dire, la cultura della sicurezza debba cominciare proprio nella scuola commentano Valiani e Wisocki -. Una materia che deve essere oggetto di studio al pari di tutte le altre proprio per educare il ragazzo di oggi, futuro lavoratore, datore di lavoro, imprenditore alla forma mentis del lavoro sicuro. Sempre più spesso ci si accorge e si riscontra che tra i ragazzi, così come negli adulti, la conoscenza del pericolo e del rischio nel lavoro, delle lavorazioni che vanno a eseguire sono ancora molto sottovalutati. Vuoi per quella errata concezione di esperienza del lavoro, vuoi per quel senso di leggerezza giovanile perché ci si sente invincibili e furbi, ma il pericolo e il rischio di un incidente è sempre dietro l’angolo. Oggi la formazione e l’addestramento devono essere la priorità non solo del mondo del lavoro in genere ma anche e soprattutto della scuola. Una formazione che deve essere di partecipazione dei discenti e non solamente una divulgazione nozionistica di leggi, una formazione che poi deve trasformarsi in attuazione e applicazione delle procedure di lavoro condivise e a conoscenza di tutti gli addetti ai lavori.

La sicurezza nei luoghi di lavoro pertanto non deve essere una cosa imposta ma deve essere parte dello spirito di ogni lavoratore, un modus operandi. A tal proposito stiamo ancora aspettando il nuovo accordo Stato-Regioni sulla formazione che ormai si sta facendo attendere da troppo tempo e che seppure qualche timido segnale di cambiamento lo abbiamo visto con la Legge n.215 del 2021 che è andato a toccare alcuni aspetti del Testo Unico della sicurezza, ancora troppi dubbi sono rimasti e ancora troppe lacune sono presenti. La sicurezza sul lavoro deve essere una prerogativa di tutti, un dovere e un diritto ma troppo spesso è ancora sottovalutata e in alcuni casi addirittura inapplicata” concludono i sindacalisti.

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