rotate-mobile
Giovedì, 22 Febbraio 2024
EmergenzaCovid-19

Infiltrazioni delle organizzazioni criminali nell’economia: “Fare rete per contrastare il fenomeno nel sud pontino”

La proposta della Caritas Diocesana di Gaeta di un tavolo di cittadinanza attiva per contrastare cultura mafiosa e corruzione nel territorio del sud-pontino

Un tavolo di cittadinanza attiva per contrastare cultura mafiosa e corruzione nel territorio del sud pontino: questa la proposta che arriva dalla Caritas Diocesana di Gaeta. “La regione Lazio è al secondo posto, dopo la Lombardia, nella relazione dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia che segnala i flussi anomali di denaro verso territori e paesi a fiscalità privilegiata (i cosiddetti paradisi fiscali), mentre le operazioni finanziarie, segnalate alla Direzione nazionale antimafia, rivelano collegamenti con la ‘ndrangheta tali da farne una regione di spicco nelle indagini investigative, come nelle denunce e negli arresti per riciclaggio e concussione - viene spiegato attraverso una nota -. Dopo anni di affiancamento ai clan tradizionali provenienti dalle regioni del Sud Italia, le associazioni criminali nel Lazio hanno assunto una loro peculiare fisionomia. Il fenomeno delle mafie bianche è molto diffuso e aggredisce in modo subdolo, affatica l’economia sana e fa prosperare quella sommersa; in sintesi inquina l’economia laziale e il tessuto sociale in un territorio che si credeva incontaminato, dove il business dell’azzardo, il traffico di droga e il riciclaggio sono le principali fonti di approvvigionamento.

L’evoluzione delle mafie conduce a profili organizzativi più flessibili orientati alla mimetizzazione. Il basso profilo - aggiunge la Caritas Diocesana di Gaeta - è una scelta che porta le organizzazioni criminali ad agire ‘sottotraccia’; la violenza viene sostituita dalla ricerca di legami con il mondo politico e imprenditoriale e con un massiccio ingresso nell’economia legale, nei diversi settori produttivi, sia quelli ‘tradizionali’ (edilizia, appalti, commercio, sanità pubblica e privata, trasporti e infrastrutture, contraffazione, contrabbando) sia ‘nuovi’ (rifiuti, energie rinnovabili, turismo, giochi e scommesse, servizi sociali, accoglienza dei migranti, investimenti finanziari, comparto immobiliare etc). A questo si aggiunge l’accesso privilegiato alle risorse pubbliche tramite pressioni e accordi con esponenti delle pubbliche amministrazioni, facendo largamente ricorso alla corruzione per facilitare l’infiltrazione negli appalti e nei sub-appalti”.

“Non è facile frenare questa permeazione delle mafie nel territorio laziale, per questo occorre esporsi con maggiore decisione contro queste collusioni silenziose, perché ‘il silenzio consente di operare in libertà e di non avere interferenze’, mentre servono le denunce, i sequestri e le confische come testimonianza di una società sana che si riappropria della priorità del bene comune sugli interessi malavitosi”.

Da qui la proposta di una “rete di collaborazione e di crescita di una nuova sensibilità tra le istituzioni e la società civile” che consentirà di isolare le organizzazioni criminali, recidendo le relazioni di collusioni e complicità con attori della cosiddetta “area grigia” (imprenditori, professionisti, politici, pubblici funzionari e altri)” e di indebolire il loro potere economico, e poi nello specifico di un tavolo di cittadinanza attiva in collaborazione con il Laboratorio Socio-Politico della parrocchia di san Giacomo, l’Associazione Gocce di Fraternità Aps sede di Gaeta, l’Associazione Vittorio Bachelet, il Circolo Intercomunale Legambiente “Luigi Di Biasio”, la Cooperativa Sociale Osiride, l’Associazione per la Tutela dei Beni Comuni di Formia, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sezione di Formia, l’Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau sezione di Formia.

Il tavolo di lavoro si configurerà come una rete per condividere esperienze, promuovere la conoscenza di quei meccanismi che consentono il radicamento delle mafie nell’economia legale, formulare risposte di mitigazione al processo invasivo delle mafie, sviluppare un percorso di cittadinanza attiva attraverso una serie di incontri focalizzato sulle principali fonti illecite delle mafie, quali il gioco d’azzardo, il traffico di sostanze stupefacenti e il riciclaggio di capitali illeciti nel mercato legale. “Ogni ambito - spiega la Caritas diocesana di Gaeta - verrà inizialmente analizzato dai membri del tavolo di lavoro e poi trattato con l’ausilio di esperti e rappresentati istituzionali in un incontro aperto a tutti, per approfondire i dettagli di rigenerazione del tessuto mafioso e le nefaste conseguenze delle offerte provenienti dalle organizzazioni criminali. Si inizierà dalla conoscenza dei diversi fenomeni in oggetto, con lo studio dei suoi dati reali e concreti, per passare poi a verificarne cause e sviluppi, a cui seguirà una fase propositiva di possibili interventi”. La collaborazione tra le diverse forze ha quindi lo scopo di “promuovere uno stile di legalità, di giustizia e trasparenza volto alla formulazione di risposte di mitigazione al processo invasivo delle mafie nel territorio laziale”.
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Infiltrazioni delle organizzazioni criminali nell’economia: “Fare rete per contrastare il fenomeno nel sud pontino”

LatinaToday è in caricamento