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Economia

Il Lazio nella top ten delle regioni in cui i prezzi aumentano di più

Il Codacons ha elaborato i dati Istat relativi all'inflazione. Nel Lazio il costo della vita aumenta mediamente di 3.635 euro

L'Istat conferma le stime dell’inflazione per novembre: a meno di un mese dalla fine di un 2022 tristemente caratterizzato dallo scoppio della guerra in Ucraina e dal caro energia, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic) ha registrato al lordo dei tabacchi un aumento dello 0,5% a livello mensile e dell'11,8% su base annua, con il carrello della spesa aumentato del 12,7%. E il Lazio rientra tra le 10 regioni in cui la spesa annua per le famiglie è aumentata di più.

I dati sono stati elaborati dal Codacons, che ha stilato appunto la classifica delle regioni dove i prezzi al dettaglio a novembre hanno registrato gli aumenti più pesanti. Un incremento che ha effetti diversi sulle famiglie a seconda della regione di residenza: l’aumento medio in Italia è di 3.625 euro a nucleo familiare, nel Lazio è di 3.635 euro, in linea dunque con la media nazionale (ai primi tre posti ci sono Emilia Romagna, Trentino Alto Adice e Toscana con 4.325, 4.208 e 4.236 euro di aumento).

A pesare di più, al netto del caro energia, è il carrello della spesa, con i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona che a livello nazionale accelerano su base tendenziale da +12,6% a +12,7% (era di +12,8% la stima precedente) seppur a fronte di un rallentamento dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +8,9% a +8,8%).

Nel Lazio potere d'acquisto calato del 7%

La Cgil d’altronde aveva già tratto conclusioni preoccupanti a ottobre, quando aveva calcolato che il potere di acquisto nel Lazio è calato del 7% e stimato una diminuzione delle entrate annue di duemila euro, in media, per le famiglie e di 1.400 euro per i pensionati, proprio alla luce del caro bollette e dell’aumento dei prezzi dei beni al consumo.

Proprio per supportare le famiglie in difficoltà, la giunta regionale del Lazio a inizio dicembre aveva approvato un delibera che disponeva un primo stanziamento di 15 milioni di euro per l’erogazione di un contributo una tantum di 150 euro ai nuclei familiari con Isee non superiore a 25 mila euro, cumulabile le misure già in essere.

“Viene recepita, da parte della Regione, la richiesta di Cgil e Uil con la scelta di allargare la platea dei beneficiari, rispetto a quanto stabilito dal governo, dando priorità ai nuclei che non hanno già ricevuto sostegni e ai soggetti con macchinari salva vita - è stato il commento della Cgil - Il contributo aiuterà 100 mila nuclei familiari ma resta un tema centrale: senza misure strutturali e importanti a livello nazionale, a oggi assenti nella legge di bilancio del governo, per molte famiglie sarà davvero complicato far fronte alla crisi. Ci aspettiamo che il fondo a sostegno delle famiglie sia integrato con risorse da parte degli enti locali, a partire da Roma Capitale, e con nuove risorse della Regione anche nel 2023”.

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