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Lunedì, 16 Maggio 2022
Economia Gaeta

Italcraft, nuova destinazione per il sito? L'appello di Consormare del Golfo

Lettera del Consorzio a Regione e Comune dopo pubblicazione della curatela fallimentare del bando per la procedura di vendita dell'Italcraft

"Mantenere la medesima e attuale destinazione urbanistica d'uso dell'area demaniale". Questo l'appello della Consormare del Golfo, un consorzio che riunisce 56 imprese della nautica e della cantieristica del territorio pontino, all'indomani della pubblicazione, da parte della curatela fallimentare, del bando per la procedura di vendita dell'Italcraft, senza specificare, però, con precisione i vincoli derivanti dalla destinazione urbanistica dell'area demaniale.

Per questo il Consorzio ha scritto al presidente e al vicepresidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e Massimiliano Smeriglio, agli assessori alle politiche del territorio Michele Civita, allo sviluppo economico Guido Fabiani, al lavoro Lucia Valente, al presidente della Camera di Commercio di Latina Vincenzo Zottola e al sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano.

DI SEGUITO LA LETTERA INTEGRALE DELLA CONSIRMARE DEL GOLFO

"La seria preoccupazione che ha invaso gli operatori del settore nasce dalla circostanza che il bando pubblicato dalla curatela non delinea con precisione i vincoli derivanti dalla destinazione urbanistica dell'area demaniale interessata in modo da precludere l'acquisto dell'azienda da parte di soggetti interessati allo svolgimento in loco di attività economiche estranee a quelle compatibili con la destinazione alla cantieristica e alla nautica.
In un periodo di crisi epocale quale l'attuale risulta, infatti, assolutamente necessario compiere ogni sforzo per salvaguardare e proteggere figure professionali qualificate e maestranze preziose per il futuro dell'economia del nostro territorio, che, come noto, vanta una vocazione ultramillenaria nei succitati settori produttivi.
L'area interessata dall'Italcraft, e le strutture ivi esistenti, per la loro enorme estensione e localizzazione, rappresentano una risorsa nazionale e regionale indispensabile alla conservazione e allo sviluppo dell'intera economia del comparto. Per la sua naturale vocazione, infatti, risulta, la più idonea allo svolgimento su ampia scala di attività di formazione, progettazione, costruzione, e manutenzione di imbarcazioni da diporto, da pesca e militari di medie e grandi dimensioni.
Ciò comporta che una qualsivoglia mutazione della destinazione urbanistica, magari pretesa da un eventuale acquirente dal fallimento intenzionato ad attività diverse da quelle tradizionalmente e storicamente ivi svolte, finirebbe, all'evidenza, per infliggere alla nostra realtà un ulteriore gravissimo danno geo-economico.
Basti pensare alle innumerevoli imprese del nostro territorio - tra le tante i Cantieri Navali Fortunato, i Cantieri Navali Parente, i Cantieri Navali Poseidon, I Cantieri Navali Giomar, i Cantieri Navali del Golfo, la Tecnoresina, la Fabbrica Formiana Fiberglass, i Cantieri Navali Marycraft, Cantieri Navali Di Paola, Centro Nautica - costituite, per l'appunto, da ex dipendenti dell'Italcraft formati all'interno di quel cantiere - e ancora all' "esercito" di imprese artigiane di tappezzieri, elettricisti, meccanici, resinatori, maestri d'ascia, carpentieri, ebanisti, verniciatori, ed altro ancora, che pure ne sono derivate, e che hanno nel tempo operato su commissione dell'Italcraft.
Per le esposte ragioni, si invitano le Istituzioni ed Enti in indirizzo a voler con sollecita urgenza convocare un tavolo di concertazione con gli operatori del settore e le loro rappresentanze sindacali e imprenditoriali, al fine di adottare gli strumenti amministrativi ed operativi più efficaci a scongiurare che, all'esito della vendita bandita dalla curatela fallimentare, possano compiersi attività e scelte in grado di ledere la già critica economia del comparto
".

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