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Economia

Cassa integrazione in caso di temperature troppo elevate: "Battaglia di civiltà"

I sindacati sulle nuove norme relative alla sospensione o riduzione dell’attività lavorativa se il termometro supera i 35 gradi

Finalmente le imprese di potranno chiedere all’Inps il riconoscimento della Cassa integrazione ordinaria quando il termometro supera i 35° centigradi. Ai fini dell’integrazione salariale, però, possono essere considerate idonee anche le temperature “percepite”. Le indicazioni sono contenute in una pubblicazione Inail dedicata a lavoratori, datori di lavoro e figure aziendali della salute e sicurezza, le linee guida per prevenire le patologie da stress termico.

Fillea Cgil di Latina e Frosinone, Filca Cisl di Latina e Feneal Uil di Latina, le organizzazioni sindacali di categoria che rappresentano gli operai dell’edilizia e settori affini della  provincia di Latina, accolgono pertanto favorevolmente queste circolari interpretative  degli enti preposti e ne daranno la massima diffusione nei luoghi di lavoro, definendo “una battaglia di civiltà la possibilità di poter accedere agli ammortizzatori  sociali per questa motivazione. È un problema che da anni unitariamente viene segnalato e discusso, ad oggi la salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché la mitigazione dei fattori esterni e coercitivi che possono comportare una incidenza maggiore del fenomeno infortunistico, ed anche del correlato sviluppo di possibili patologie professionali, è stato evidenziato dalle scriventi organizzazioni. Il caldo torrido non è più un fenomeno eccezionale – sottolineano i segretari Massimo Purificato Paolo Masciarelli Alessio Faustini - ma un problema con cui dovremo fare i conti sempre di più nei prossimi anni.

Il caldo attanaglia le nostre città e il ministero della Salute e molte amministrazioni sconsigliano alle persone di uscire di casa, però nei cantieri ci sono centinaia di migliaia di  edili che continuano a lavorare sotto il sole cocente. In molti cantieri si è affrontato il problema rimodulando l’orario, ma non basta. In questi periodi è opportuno pensare a una riduzione dell’orario di lavoro, da recuperare nei periodi più freschi. Nei cantieri si eviti di mettere a rischio la salute dei lavoratori per il caldo. Snellire ulteriormente l’iter per chiedere questa misura non potrà che facilitare il compito e aumentare ancora di più le tutele per i lavoratori. L’edilizia deve stare al passo con i cambiamenti climatici in atto, non solo per la qualità del costruito - concludono - ma anche per il benessere, la salute e la sicurezza dei  lavoratori della nostra provincia di Latina”. 

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