Prezzo del latte, Confagricoltura Latina: "No a contratti al ribasso e tetti produttivi"

I vertici dell'associazione di categoria pontina fanno il punto sulle proposte e le trattative che riguardano il settore lattiero caseario e che rischiano di penalizzare i produttori in una fase di ripresa

“La pandemia del Coronavirus ha colpito tutti i principali comparti produttivi del Paese, senza risparmiare la filiera lattiero-casearia, sulla quale ha pesato il drastico calo delle vendite in fase di lockdown e la chiusura del canale HoReCa. Ma ciò non può voler dire accettare proposte di contratti di conferimento basati su prezzi penalizzanti e non in linea con gli andamenti di mercato, che rischiano di affossare e dare il colpo di grazia al settore”. A parlare della situazione del settore è il presidente di Confagricoltura Latina Luigi Niccolini.

Confagricoltura, spiega il presidente dell'associazione di categoria di Latina si scaglia contro proposte e trattative parziali sul prezzo del latte che rischiano in realtà di creare divisioni: "E' inaccettabile - spiega - proporre contratti di fornitura che tengono conto della negativa congiuntura economica di febbraio, quando il Paese era in piena emergenza, ma non dell’andamento decisamente più favorevole del mercato dell’ultimo periodo, nel quale si è registrata una lieve ripresa delle quotazioni”.

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“Altrettanto inaccettabile – sottolinea il direttore Mauro D'Arcangeli -, è poi prevedere un limite mensile di produzione, vincolando peraltro i tetti produttivi non a un premio aggiuntivo, ma addirittura al pagamento di una rilevante penale, con la quale si ottiene il risultato di abbassare ulteriormente il prezzo di conferimento, oltre ad altri vincoli e oneri per gli allevatori”. A nostro avviso – aggiunge il presidente Niccolini - in tal modo non si va a premiare la qualità né si va a dare un beneficio al produttore, costretto a confrontarsi con nuovi ribassi e nuovi oneri, né al consumatore, che non vede trasferiti sugli scaffali gli effetti di queste quotazioni ribassate”. “Ricordiamo – concludono i vertici di Confagricoltura Latina - che stiamo parlando di un settore che, per motivazioni intrinseche, non ha la possibilità di ridurre la produzione, se non a titolo definitivo, ma che allo stesso tempo assicura prodotti sostenibili e salubri, nonché condizioni di benessere animale tra le più elevate al mondo. Le aziende italiane, infatti, sono le più controllate al mondo e garantiscono la sostenibilità e il benessere animale”.

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