Venerdì, 15 Ottobre 2021
Economia

Lavoro, riforma Fornero: quattro dipendenti licenziati a Latina

Il caso della Luna Serrande denunciato dalla Fiom Cgil. "Non sono i primi e non saranno gli ultimi licenziamenti con tale provvedimento" commenta il segretario generale Maronna

Dopo il caso di Aprilia della Crown Closures, prime conseguenze anche a Latina dell’applicazione delle legge Fornero sui licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo.

Presso l’azienda metalmeccanica del capoluogo “Luna Serrande”, sarebbero 4 i dipendenti licenziati, lo scorso venerdì, con decorrenza immediata. La denuncia arriva dalla Fiom Cgil di Latina.

Non sono i primi e non saranno gli ultimi licenziamenti con tale provvedimento – commenta Tiziano Maronna, segretario generale della Fiom Cgil di Latina -, e il tutto rientrerebbe “nella normalità”, di una crisi devastante che ormai non trova argini di contenimento, se non fosse che tre dei quattro licenziati erano iscritti alla Fiom Cgil, che uno dei quattro era il delegato della Fiom CGIL, che uno dei quattro non più tardi di questa estate aveva vinto una causa nei confronti dell’azienda che veniva condannata dal tribunale di Latina al pagamento della 14° mensilità impropriamente decurtata dalle retribuzioni dei lavoratori, che a seguito della sentenza del tribunale l’azienda unilateralmente aveva dato disdetta di tutti gli accordi integrativi aziendali, che alla regia di questa macelleria sociale dando suggerimenti e indicazioni su come mettere in mezzo alla strada quattro famiglie, ci sia la mano dell’associazione degli Industriali di Latina (Confindustria)”.

Tale presa di posizione non è accettabile – continua il sindacalista -, ed è palesemente discriminatoria, anche per il fatto che l’azienda aveva la possibilità di attivare ammortizzatori sociali, visto che da mesi nei vari incontri fatti presso la sede di Federlazio Latina, alla quale Luna Serrande era associata, si discuteva di quali strumenti erano utili per traghettare e mantenere a galla la società verso tempi migliori. Si era anche raggiunto l’intendo di ridurre l’orario di lavoro a tutti i dipendenti, con l’utilizzo del contratto di solidarietà, pur di mantenere i livelli occupazionali”.

“Guarda caso – conclude Maronna - il tutto è andato in fumo, comprese le relazioni sindacali, quando l’azienda decide di abbandonare l’associazione datoriale della Federlazio per approdare in Confindustria Latina, che pericolosamente sta alzando il livello di conflitto nelle relazioni sindacali, quando il buon senso dovrebbe indicare un percorso di concertazione e di “compromesso” per la difesa e la tenuta del sistema industriale nella nostra provincia senza perdere ulteriori posti di lavoro che di fatto deprimono ulteriormente il sistema economico e sociale”.

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