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Lunedì, 26 Settembre 2022
L'intervento

Nubifragio sul litorale, aziende agricole in ginocchio: “Subito lo stato di calamità naturale”

L’appello che arriva da Coldiretti alla Regione: pesanti gli effetti dell’ondata di maltempo che ha colpito nei giorni scorsi la provincia con alberi da ulivo stracciati e serre distrutte: “La situazione è drammatica”

Sono ingenti nelle campagne gli effetti della straordinaria ondata di maltempo che si è abbattuta sulla provincia di Latina ed in particolare sul litorale, nella notte di Ferragosto. Una tromba d’aria e un vero e proprio nubifragio che hanno inferto un altro duro colpo al settore agricolo locale; tra i comuni più colpiti oltre al capoluogo anche Sabaudia, Fondi e San Felice. A fare una prima conta dei danni, invocando subito lo stato di calamità naturale è stata la Coldiretti di Latina. 

“La situazione è drammatica - spiega il direttore di Coldiretti Latina, Carlo Picchi - al punto tale che chiederemo alla Regione Lazio lo stato di calamità naturale. Le nostre aziende sono in ginocchio”. 
In queste ore si sta procedendo, anche attraverso gli uffici di zona della federazione provinciale, ad una stima dei danni subiti, che vanno da alberi di ulivo sradicati a causa del forte vento, alle coperture delle serre divelte con strutture fortemente danneggiate. Distrutte anche le coltivazioni, colpite soprattutto le piantagioni di mais e le orticole. 

“Le nostre aziende non fanno in tempo a sollevarsi da un’emergenza - prosegue Picchi - che se presenta subito un’altra. Dalla pandemia al conflitto in Ucraina, con le ripercussioni sull’aumento delle materie prime e il caro carburante, fino alla siccità e ora ai danni causati dal maltempo. Le aziende hanno bisogno di un aiuto concreto ed urgente per far fronte all’ennesima difficoltà. 

Eravamo in attesa della pioggia per combattere la siccità nelle campagne - conclude il direttore di Coldiretti Latina - ma nubifragi come quello che si è abbattuto sul litorale pontino, con tale intensità e violenza, causano solo ulteriori danni, che vanno ad aggiungersi a quelli esistenti. I terreni arsi dalla siccità non riescono ad assorbire l’acqua e il forte vento ha letteralmente sradicato molti alberi e danneggiato culture tipiche di quest’area che rappresentano le nostre eccellenze”.
 

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