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Lunedì, 16 Maggio 2022
Economia

Dopo 15 anni il Lazio ha una nuova legge sul turismo: tutte le novità

Il Consiglio regionale ha approvato la nuova legge quadro di riorganizzazione del sistema turistico laziale. Legalità, semplificazione, innovazione le parole chiave

Dopo 15 anni il Lazio ha una nuova legge sul turismo. Nella seduta di ieri del Consiglio regionale, “dopo un lungo iter istruttorio scandito dal confronto e dall’ascolto con tutte le parti dell’industria del turismo”, a distanza di 15 anni dalla L.R. 13/2007, è stata approvata la nuova legge quadro di riorganizzazione del sistema turistico laziale.
La riforma della legge, portata a termine dall’Assessorato al Turismo guidato da Valentina Corrado, si pone come obiettivo quello di innalzare la qualità dell’offerta turistica della destinazione Lazio. “L’impianto legislativo finora vigente necessitava di interventi di aggiornamento e semplificazione, tali da fornire a operatori e imprese del settore strumenti adeguati rispetto alle trasformazioni del comparto turistico dell'ultimo decennio e, ancora di più, degli ultimi due anni segnati dalla pandemia” spiegano dalla Regione.

La nuova legge

La legge è composta da 46 articoli che razionalizzano, semplificano e aggiornano le funzioni degli Enti territoriali coinvolti, adeguano la parte normativa e istituiscono una Direzione Regionale preposta al coordinamento delle attività amministrative di competenza regionale in sostituzione dell’Agenzia Regionale del Turismo. “Gli obiettivi sono chiari - proseguono dalla Regione. La legge vuole ridare centralità al turismo favorendone l’integrazione con gli altri settori economici e produttivi della Regione; consolidare e promuovere sui mercati, nazionale ed estero, l'immagine unitaria e complessiva del brand Lazio in tutti i suoi segmenti; favorire il rafforzamento strutturale dell’offerta attraverso la formazione e la riqualificazione degli operatori, dei servizi e delle strutture, nonché attraverso il sostegno all'innovazione tecnologica; garantire la migliore accoglienza ai visitatori, aumentarne la permanenza media e favorire il turismo di ritorno; puntare a modelli di sviluppo che guardino alla sostenibilità”.

Multe salate contro gli abusivi

La legge prevede l’istituzione di strumenti rinnovati, come l'Osservatorio Regionale del Turismo, fondamentale per la raccolta di dati e informazioni necessari a monitorare lo sviluppo del settore, verificare l’efficacia di interventi promossi, realizzare studi di tendenze e fabbisogni. Punto nevralgico della riforma è la disincentivazione delle azioni illegali del settore e il contrasto a tutte le forme di abusivismo: nel comparto ricettivo, nell’esercizio delle professioni turistiche, nello svolgimento di attività di intermediazione. “In merito al contrasto delle attività abusivamente esercitate una novità importante riguarda l’inasprimento delle sanzioni pecuniarie, che passa dai 10.000 ai 20.000 euro fino alla chiusura immediata delle attività, e la vigilanza affidata ai corpi di polizia locale che potranno instaurare forme di collaborazione con la polizia provinciale”. Rilevante è che gli introiti derivanti dalle sanzioni resteranno nella disponibilità dei Comuni, come entrate da destinare al settore sul territorio.

Un nuovo modello di governance del sistema

E ancora, la legge introduce un nuovo modello di governance del sistema che trova la sua espressione nell’istituzione di una Destination Management Organization regionale, strutturata, spiega ancora la Regione, “secondo una linea che supera le divisioni territoriali, attua una visione condivisa, favorisce il dialogo tra pubblico e privato, per progettare prodotti turistici integrati, raggiungere nuovi segmenti di mercato, implementare politiche di turismo sostenibile, supportare lo sviluppo di imprese innovative, al fine di rendere la destinazione Lazio più attrattiva e competitiva agli occhi di investitori internazionali”. Infine, la legge individua anche nuovi ambiti di destinazione per qualificare e valorizzare l’offerta turistica complessiva della Regione come strumento di aggregazione pubblica privata più flessibile e innovativa rispetto ai precedenti sistemi turistici locali. I nove ambiti di destinazione individuati dalla Legge sono: Tuscia e Maremma laziale; Litorale del Lazio; Valle del Tevere; Sabina e Monti reatini; Valle dell’Aniene e Monti Simbruini; Castelli Romani; Monti Lepini e Agro Pontino; Ciociaria; Roma Città Metropolitana.

“Legalità, semplificazione, innovazione le parole chiave”

“A distanza di 15 anni, risultava necessario aggiornare la legge di organizzazione del sistema turistico regionale, un atto dovuto ai nostri operatori e alle Associazioni di categoria, nonché essenziale nel perseguire il rilancio del settore, poiché contribuisce a migliorare l’offerta e a rendere la nostra regione protagonista nei mercati nazionali ed esteri. Legalità, semplificazione, innovazione sono le parole chiave che riassumono i fondamenti attorno ai quali sono state riviste le regole di un settore, quello turistico, che vale il 12% del PIL nazionale e che essendo è centrale per la nostra economia – ha dichiarato Valentina Corrado, assessore al Turismo della Regione Lazio –. Quello di oggi è l’inizio di un percorso perché abbiamo ancora tanta strada davanti per l’aggiornamento di tutti i regolamenti di settore, ma dopo un anno di intenso lavoro vediamo finalmente germogliare i nostri sforzi. Voglio per questo ringraziare la Commissione Turismo, gli operatori e le Associazioni di categoria del settore per il dialogo proficuo che ci ha consentivo di approdare in aula con un testo condiviso e rinnovato. Un ringraziamento va anche all’Ufficio legislativo della Regione e del Consiglio e all’Agenzia Regionale del Turismo che ci hanno affiancato in questo percorso. Abbiamo di fronte ancora tante sfide, ma procediamo con coraggio forti di avere adesso regole certe e aggiornate che consentono di guardare alla ripresa del settore e al rilancio della destinazione Lazio” ha concluso Corrado.

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