L’Oliva di Gaeta ottiene il marchio Dop

E' stata iscritta nel "registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette" come D.O.P. Entra così a far parte delle 288 denominazioni di origine Italiane riconosciute dall'Unione Europea

L'oliva di Gaeta è un prodotto Dop – Denominazione di origine protetta. A darne notizia è Maurizio Simeone, presidente del Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dell’Oliva di Gaeta D.O.P., organismo titolare del procedimento avviato presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

“Con Reg. (UE) 2016/2252 della Commissione del 1° dicembre 2016, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea numero L 340/47 del 15 dicembre 2016 - si legge in una nota -, la denominazione ‘Oliva di Gaeta’ è stata iscritta nel ‘registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette’ come D.O.P”.

L’Oliva di Gaeta entra così a far parte delle 288 denominazioni di origine Italiane riconosciute dall’Unione Europea, di cui 165 D.O.P. e 123 I.G.P., oltre a 2 S.T.G.  e si fregia definitivamente del marchio D.O.P., rappresentato dal noto bollino caratterizzato dalla grafica gialla e arancione.

“Con la pubblicazione sulla GUUE termina la fase di protezione transitoria a livello nazionale dell’Oliva di Gaeta (autorizzata dal MiPAAF con decreto del dicembre 2015) - si legge ancora nella nota - e inizia la fase definitiva della protezione a livello comunitario; ciò significa che, da oggi, possono essere vendute, con la denominazione di Olive di Gaeta, solo le olive da mensa, derivanti dalla cultivar Itrana, dichiarate conformi al disciplinare di produzione a seguito delle verifiche dell’Organismo di Controllo nominato dal MiPAAF (3A - Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria)”.

“La grande qualità delle nostre produzioni olivicole e il forte legame col territorio di origine ha generato il successo di una nuova eccellenza agroalimentare italiana. Questo riconoscimento favorisce il sistema produttivo e l'economia del territorio, tutela l'ambiente (perché il legame indissolubile con il territorio di origine esige la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità) e sostiene la coesione sociale dell'intera comunità. E’ peraltro una certificazione comunitaria che offre maggiori garanzie ai consumatori con un livello di tracciabilità e di sicurezza alimentare più elevato rispetto ad altri prodotti, in quanto tende ad inibire i fenomeni di sofisticazione alimentare attuata con prodotti di scarso pregio imitativi delle eccellenze agroalimentari da tutelare”.

“Un sentito ringraziamento - prosegue Simeone nella nota - va all'Arsial, alla Regione Lazio, alla Regione Campania e al MiPAAF per la preziosa collaborazione prestata, rivelatasi essenziale al perseguimento di questo risultato fondamentale per l'agricoltura di tutto il territorio interessato dalla D.O.P.”

Si tratta di un territorio di produzione che abbraccia 44 comuni estesi, senza soluzione di continuità, sulle tre province laziali di Roma, Latina e Frosinone, compresi i comuni contigui campani di Cellole e di Sessa Aurunca:

Provincia di Latina: Bassiano, Campodimele, Castelforte, Cori, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Lenola, Maenza, Minturno, Monte S. Biagio, Norma, Priverno, Prossedi, Roccagorga, Roccamassima, Roccasecca dei Volsci, Sermoneta, Sezze, Sonnino, Sperlonga, Spigno Saturnia, SS. Cosma e Damiano, Terracina e parte del territorio del Comune di Cisterna di Latina.

Provincia di Frosinone: Amaseno, Ausonia, Castelnuovo Parano, Coreno Ausonio, Esperia, Pico;

Provincia di Roma: Castel Madama, Castel S. Pietro, Palestrina, Labico, Valmontone, Artena, San Gregorio da Sassola, Casape, Poli e Tivoli.

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Provincia di Caserta: Sessa Aurunca e Cellole.

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