Economia: crescita ancora negativa: i dati dei primi tre mesi del 2015

Rapporto Osserfare: “Anche se con un valore di crescita negativo, Latina mostra la performance migliore rispetto alle province “minori” del territorio laziale, con un valore di decrescita del -0,19%”

Una crescita ancora negativa per le imprese della provincia pontina che comunque, dopo Roma, registra la migliore performance nel Lazio. E’ quanto emerge dai dati Movimprese, relativi al I trimestre dell’anno in corso sulla base dei dati forniti da Unioncamere che Osserfare, l’osservatorio economico della Camera di Commercio di Latina, rende noti.

A livello nazionale, si legge in una nota della Camera di Commercio, “il I trimestre del 2015 si è chiuso con un saldo negativo di -18.685 unità, che tuttavia risulta essere meno consistente rispetto a quanto rilevato nel triennio precedente e che fa sperare in una inversione delle tendenze negative nel breve futuro”.

NEL LAZIO - Il Lazio è l’unica regione a mantenersi su un percorso di crescita positiva, seppur modesta (+0,07% a fronte del -0,31% a livello nazionale). Come sempre è Roma la provincia che emerge su tutte le altre (+0,24%, a fronte del +0,17 del I trimestre 2014) tanto che si posiziona, su base nazionale, al secondo posto subito dopo la provincia di Milano. Anche se con un valore di crescita negativo, Latina mostra la performance migliore rispetto alle province “minori” del territorio laziale, con un valore di decrescita del -0,19%, quando lo scorso anno nello stesso periodo registrava si attestava al -0,25%.

NELLA PROVINCIA PONTINA - “Nello specifico - prosegue la nota - la provincia di Latina conta alla fine del I trimestre 2015 uno stock di imprese pari a 57.342 unità registrate, di cui l’81,5% attive, per un saldo negativo in termini assoluti di -109 unità, determinato dalla differenza tra le 1.175 iscrizioni del I trimestre e le 1.284 aziende cancellate nello stesso periodo. Il tasso di natalità provinciale si attesta al +2,04%, in leggero miglioramento rispetto alle evidenze rilevate nel I trimestre dell’anno precedente (+1,97%), mentre il tasso di mortalità è stato del 2,23%, pressoché in linea con le analoghe risultanze dell’anno precedente (2,22%). Gli esiti di tali dinamiche hanno prodotto a un tasso di decrescita su base trimestrale pari al -0,19%, comunque migliore del dato nazionale (-0,31%) e in recupero rispetto alle risultanze dell’analogo periodo dello scorso anno (-0,25%)”.

L’ANDAMENTO PER SETTORE ECONOMICO - La situazione che si presenta alla fine del I trimestre evidenzia, come facilmente prevedibile vista l’incidenza delle cessazioni in chiusura d’anno, che per motivi amministrativi pesano sul trimestre successivo, una maggioranza di segni negativi in termini di variazioni degli stock relativi ai vari settori.

“Per quanto attiene alle attività tradizionali, l'agricoltura registra una ulteriore decrescita (-1,18% la variazione dello stock), in linea con le analoghe risultanze dello scorso anno e con le dinamiche registrate a livello nazionale. Rimane negativa la performance del comparto manifatturiero: -0,74% la variazione dello stock (laddove in apertura 2014 la flessione era ancora più evidente -0,81%), che si traduce in un saldo negativo in valore assoluto di -35 imprese. Fatta eccezione per l’industria del legno - prosegue la nota -, che mostra il bilancio in rosso più pesante, gli esiti del comparto si distribuiscono uniformemente su tutti i segmenti, senza particolari singulti da segnalare. In ulteriore calo le costruzioni, sebbene più contenuto rispetto ai dodici mesi precedenti (-0,53%, a fronte del -0,79%), condizionate dalla significativa l’incidenza della crisi del comparto artigiano. Diversamente - si legge ancora nel rapporto -, restano stazionarie le attività di riparazione dei macchinari e di installazione di apparecchiature industriali, nonché la fabbricazioni di veicoli e mezzi di trasporto e la consueta industria alimentare.

Si confermano in flessione, peraltro più accentuata, le attività commerciali (-0,41% il tasso di variazione dello stock,a fronte risultanze, pari al -0,25%, relative all’analogo periodo 2014) che mostrano una contrazione condivisa da entrambe le componenti, ingrosso e dettaglio; diversamente crescono le officine meccaniche. Per quanto attiene al settore immobiliare, complessivamente stazionario, registra tendenze divergenti nell’ambito dei diversi segmenti che lo compongono: le più significative si riferiscono alla flessione degli intermediari nella mediazione, controbilanciata dal maggiore appeal delle attività di amministrazione di condomini.

Si accentua la flessione del settore del Trasporto e Magazzinaggio (-0,85%,a fronte del -0,27% del I trimestre 2014); si mantengono su livelli di sostanziale stazionarietà le Altre attività di servizi, mentre le attività artistiche, sportive e di intrattenimento mostrano una più accentuata contrazione (-1,70%, a fronte del -1,44% dei dodici mesi precedenti). Si confermano su di un sentiero positivo di leggera crescita i Servizi di informazione e comunicazione (+0,36%), in linea con le dinamiche restituite nei dodici mesi precedenti; diversamente, tornano a crescere le attività professionali (+0,39%, rispetto al -0,23% rilevato in apertura 2014)”.

LE IMPRESE STRANIERE - Come di consueto, i dati positivi più rilevanti si riscontrano per le imprese straniere che al 30 marzo 2015 hanno raggiunto lo stock di 3.740 unità, rappresentando il 6,52% dell’intero tessuto imprenditoriale. Un dato in continua crescita, ma ancora inferiore a quanto rilevato su scala nazionale e nel Lazio (rispettivamente 8,79% e 10,84%), laddove però la componente romana ha una influenza notevole.

IMPRENDITORIA GIOVANILE - Al termine del I trimestre del nuovo anno le imprese giovanili che risultano iscritte al Registro Imprese della provincia di Latina sono 6.266, delle quali 5.385 attive (85,9%) con il bilancio relativo alla prima porzione d’anno positivo per 210 unità. Il che determina un tasso di crescita del +3,03%, confermandosi estremamente vivace rispetto alle altre componenti imprenditoriale e in accelerazione tendenziale (+2,52% la crescita rilevata nel I trimestre 2014).
“Gli juniores - conclude la nota - rappresentano una percentuale pari al 10,93% del tessuto imprenditoriale pontino, valore superiore a quanto rilevato su scala nazionale e regionale (entrambi intorno al 9,5%), a dimostrazione di una buona propensione all’imprenditorialità dei giovani pontini”.

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