Economia

Prezzo del latte, battaglia di Coldiretti: “Pronti a scendere in piazza”

Duri Crocetti e Viola nei confronti della "non disponibilità dell'industria a riconoscere l'aumento del prezzo del latte nonostante la netta ripresa del mercato lattiero caseario"

Sono pronti a scendere di nuovo in piazza. La Coldiretti annuncia ancora battaglia per quanto riguarda il prezzo del latte che già lo scorso anno li aveva visti a capo della protesta.

Il rifiuto, per parte industriale, di riaprire i tavoli di confronto sul prezzo del latte è inaccettabile per le imprese della provincia di Latina. Le mancate risposte circa la necessità di organizzare incontri tesi a far confrontare nuovamente i rappresentanti delle industrie e organizzazioni rischiano di pregiudicare lo sviluppo di un segmento importante e vitale del settore primario” commentano Carlo Crocetti e Saverio Viola, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti.

“È chiaro che, sul territorio, siamo pronti ad ogni azione in difesa delle imprese e del futuro di un territorio che non può essere ulteriormente strozzato da vetuste logiche di potere” continuano Crocetti e Viola facendo riferimento alle criticità nella vertenza relativa al prezzo del latte che pone, ancora in evidenza, “la non disponibilità dell’industria a riconoscere l’aumento del prezzo del latte nonostante il mercato lattiero caseario oggettivamente dimostri una netta ripresa sulle quotazione dei prodotti”.

“Coldiretti Latina, nelle scorse settimane aveva interessato il Prefetto di Latina impegnandosi, prima di porre in essere qualsiasi iniziativa, ad attendere gli esiti delle rivendicazioni che la sede regionale di Coldiretti sta portando avanti a Roma. Se non ci saranno novità – chiosa Viola – siamo pronti a far ripartire i presidi per far conoscere la provenienza del latte che viene lavorato nella nostra provincia e disponibile, ancora una volta, a tutelare le imprese di quanti come allevatori sono rimasti invischiati in consegne non retribuite negli ultimi mesi da caseifici che non si sono e ancora oggi non si comportano correttamente”.

“I mercati sono caratterizzati, da un lato, da costi di produzione divenuti insostenibili per le imprese e, in opposto, da una mutata condizione commerciale che vede il settore industriale lattiero caseario col vento in poppa. Tutto ciò – spiega Viola - rende inderogabile la ripresa delle opportune trattative, che possono dare risposte alle attese degli allevatori senza intaccare il prezzo al consumo finale: tutti sanno ormai che il prezzo pagato “franco stalla” si moltiplica a dismisura una volta che quello stesso latte viene acquistato dai cittadini nei consueti canali di distribuzione commerciale. L’atteggiamento degli industriali è inaccettabile perché si stanno rimangiando un impegno assunto a luglio in sede contrattuale. Basta con le buone intenzioni ed i proclami, se non ci saranno risposte scenderemo in piazza di nuovo, dobbiamo tutelare il reddito delle nostre imprese e i consumatori”.

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