Economia

Latte: cresce il prezzo “spot”, ma le aziende agricole pontine arrancano

L'allarme della Coldiretti; prevista per lunedì 30 settembre un'assemblea: "Il prezzo spot del latte vola alle stelle sul mercato ma le imprese arrancano per far fronte ai costi di produzione insostenibili"

È stata annunciata per il 30 settembre prossimo, alle ore 20.30, presso i locali dell’Alan Farm a Pontinia, un’assemblea per discutere ancora una volta la questione del prezzo del latte. Ad annunciarla la Coldiretti di Latina che commenta amaramente la situazione attuale: “Il prezzo “spot” del latte vola alle stelle sul mercato e tocca il record storico di 52,58 cent/litro, ma le imprese pontine e laziali arrancano per far fronte ai costi di produzione divenuti insostenibili”.

“Parliamo del prezzo di latte spot - sottolineano il presidente e il direttore di Coldiretti Latina Carlo Crocetti e Saverio Viola -, quello cioè non ricompreso nei contratti di fornitura: ma si tratta di un termometro che offre il polso di quelle che potrebbero essere, per le imprese agricole locali, le giuste aspettative dai mercati”.

“L’andamento delle quotazioni sta dunque garantendo ampie rendite alle industrie di trasformazione ma nel frattempo durante assemblee e riunioni che Coldiretti sta tenendo in tutto il territorio provinciale, serpeggia, sempre più evidente, il grande malessere degli allevatori pontini”.

L’obiettivo della riunione è quindi quello di analizzare l’impatto di questo prezzo spot e le ricadute nel tessuto della nostra realtà dove “purtroppo si continua ad essere penalizzati per le retribuzioni di alcuni gruppi industriali che sembra non intendano tener conto dei mutamenti del mercato”.

“Anche per questo Coldiretti, a livello regionale, ormai da circa un mese, ha chiesto la convocazione del tavolo interprofessionale che però, almeno sino ad oggi non è stato convocato” aggiunge il direttore di Coldiretti Latina, Saverio Viola. A crescere su valori massimi sono stati anche i prezzi del latte pastorizzato importato con quello in arrivo dalla Germania che ha toccato il record di 53,61 centesimi al litro. Per Coldiretti “è necessario discutere su basi oggettive e riaprire al più presto la trattativa: per molti allevatori, le condizioni di operatività sono divenute insostenibili: a ciò va aggiunto il particolare valore qualitativo, più volte riconosciuto, del latte munto nel nostro comprensorio, dov’è un importante punto distintivo per l’intero settore primario.

L’andamento crescente delle quotazioni è stato determinato a livello internazionale dalla scarsità dell’offerta nei principali Paesi produttori che ha condizionato le importazioni in Italia dove peraltro è in calo il latte raccolto. Non si è mai verificata una forbice tanto alta e per un periodo così lungo tra il prezzo spot e quello dei contratti. Un guadagno ingiustificato per l’industria a danno degli allevatori che sono costretti ad affrontare un aumento stellare dei costi energetici e dell’alimentazione del bestiame che ha fatto chiudere le stalle: il prezzo fissato dall’accordo va dunque assolutamente al più presto adeguato al rialzo” conclude Coldiretti.

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