Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia

Prezzo del latte, Coldiretti: “Urgente un tavolo in Regione”

L'organizzazione pontina, insieme alle altre provinciali e a quella regionale, chiede la convocazione di un tavolo per raggiungere un accordo sul prezzo del latte che non danneggi gli agricoltori

La Coldiretti torna in campo per la questione del prezzo del latte. Quella pontina, insieme alla sede regionale e alle altre provinciali dell’organizzazione, ribadisce l’urgenza di un tavolo mediante il quale analizzare lo scenario attuale e le grandissime difficoltà delle imprese del settore zootecnico.

“La situazione continua ad essere davvero preoccupante – spiega il direttore della sede pontina Saverio Viola -  e si rende urgentissima la convocazione del tavolo interprofessionale istituito presso l’assessorato Agricoltura della Regione Lazio. Per questo la nostra organizzazione è tornata a chiedere la convocazione del tavolo interprofessionale con l’obiettivo di arrivare quanto prima ad un accordo sul prezzo del latte agli allevatori mediante il quale tentare di ristabilire regole di concorrenza che tutelino la competitività delle imprese laziali”.

Nella nota trasmessa in Regione si sottolinea  che ad oggi – spiega ancora Viola – “si assiste a comportamenti che sembra portino a corrispondere, per latte di dubbia provenienza, qualcosa come 54 centesimi per ogni litro conferito più Iva mentre moltissimi allevatori laziali e pontini tenendo fede a quanto in precedenza concordato a livello interprofessionale, continuano a riscuotere per ogni litro di latte conferito non più di 44 centesimi, sempre più Iva”.

“La situazione è davvero intollerabile e insostenibile – tuona Carlo Crocetti allevatore e presidente di Coldiretti Latina – poiché il problema non è solo di falsificazione dei leali rapporti di concorrenza ma anche il prevalere la regola del più forte a scapito della qualità visto che il latte arriva, come recentemente dimostrato con la nostra manifestazione al Brennero, da paesi che non hanno a che fare con il nostro dopo lunghi viaggi e con scarse assicurazione riguardo la salubrità e la provenienza".

Le aziende così rischiano la chiusura e Coldiretti ancora una volta alza un grido d’allarme con la speranza che si convochi al più presto il tavolo senza dove nuovamente scendere in piazza. “D’altronde – conclude Viola –l’assessorato deve attivarsi per il proprio ruolo propulsore e di mediatore. Sono certo che l’assessore Ricci  non deluda le nostre attese che sono quelle di migliaia di produttori  e delle loro famiglie che con sacrifici, passione e abnegazione, nonostante il momento certamente non favorevole, continuano a garantire un prodotto sano e di qualità oltre che di provenienza certa”.

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