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Sabato, 21 Maggio 2022
Economia

Pensionati, Uil: anche a Latina 8 su 10 non arrivano a mille euro

Confermati i numeri nazionali dell'Istat; secondo lo studio di Uil Pensionati, in base ai dati Inps, l'83% delle pensioni nel capoluogo non supera i mille euro e oltre il 50% i 500 euro

Sono numeri allarmanti che non possono non destare preoccupazione. Anche nella provincia di Latina 8 pensionati su 10 ( circa l’83,6% del totale) non arrivano a mille euro e 5 su 10 (circa il 54,7% del totale) non arrivano ai 500 euro.

Sono i risultati di uno studio condotto dalla Uil Pensionati che ha elaborato i dati Inps sulle pensioni erogate nel territorio pontino nel 2011. E sono dati in perfetta concordanza con la drammatica realtà nazionale che è stata dipinta ieri dall’Istat.

“A Latina -, spiega Francesca Salvatore segretario generale della Uil Pensionati di Latina -, gli oltre 143 mila pensionati ricevono mediamente un assegno mensile pro capite di 670 euro mensili, più basso della media nazionale (746 euro)”.

I DATI - Nel dettaglio, come commenta il segretario della UILP di Latina, l’8% dei pensionati (11.250 persone), vive con meno di 250 euro al mese ricevendo mediamente un assegno di 121 euro; il 46,7% del totale dei pensionati (66.859 persone) vive con meno di 500 euro ricevendo mediamente un assegno di 412 euro mensili; il 20,3% (29.087 persone) vive con meno di 750 euro (mediamente un assegno mensile di 601 euro); l’8,5% (12.237 persone) non supera i mille euro al mese ricevendo mediamente un assegno mensile di 865 euro; il 5,4% (7.748 persone) ricevono mediamente di 1.114 euro al mese; il 3,4% (4.907 persone) riceve un assegno di 1.364 euro; il 2,3% (3.292 persone) riceve un assegno mensile medio di 1.619 euro; l’1,7% (2.382 persone) riceve un assegno medio di 1.869 euro; mentre soltanto il 3,7% del totale dei pensionati (5.127 persone) ricevono un assegno mensile sopra i 2 mila euro.

“Questi dati confermano -, aggiunge Francesca Salvatore -, quanto fossero sbagliati ed iniqui i provvedimenti del Governo inerenti il blocco della rivalutazione delle pensioni al di sopra dei 1.400 euro. Occorre mettere subito rimedio a questa situazione, che permetta di recuperare il potere di acquisto delle pensioni, sia livello nazionale con la rivalutazione di tutte le pensioni, insieme ad una riforma fiscale che premi i redditi fissi, sia a livello locale con politiche sociali e fiscali a sostegno dei pensionati”.

“Per questo chiediamo ai sindaci di tutta la Provincia che proprio in questi giorni stanno discutendo i Bilanci di previsione per quest’anno, di coinvolgere il sindacato dei pensionati in questa discussione per ricercare insieme soluzioni più eque per i pensionati, a partire dall’Imu”.

Si, perché l’altro tasto dolente è proprio quello dell’Imu, la nuova tassa sulla casa che va a sostituire la vecchia Ici e che per i contribuenti pontini potrebbe rivelarsi una vera stangata. “Per quanto riguarda l’Imu chiediamo aliquote ridotte sulla prima casa (al di sotto del 4 per mille), per i pensionati, legate al reddito Isee; maggiori detrazioni (50 euro) per i pensionati senza figli a carico; l’equiparazione delle detrazioni di 50 euro per le famiglie con disabili over 26 anni; l’equiparazione a “prima casa” delle abitazioni di anziani e disabili ricoverati in strutture socio sanitarie – afferma Francesca Salvatore -. Sono queste le priorità, conclude il Segretario della Uilp di Latina, da affrontare, oltre ad evitare tagli alla “spesa sociale”, per ripristinare azioni volte all’equità e sostenibilità sociale”.

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