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Martedì, 7 Dicembre 2021
Economia Priverno

Sapa di Fossanova, 365 giorni di presidio e nessuna buona notizia

Da un anno i lavoratori sono in protesta dopo i licenziamenti; manifestazioni d’interesse sono giunte al Ministero mentre la Sapa sospende le interlocuzioni. Ieri l’udienza per il ricorso degli operai assistiti dalla Fiom

Un anno è passato dal quel 7 luglio dello scorso anno quando i lavoratori dell’ormai ex Sapa hanno deciso di riunirsi in assemblea permanente all’interno dello stabilimento di Fossanova dopo i licenziamenti da parte della multinazionale Norvegese; un anno in cui le cose, purtroppo, sono cambiate poco.

“Come purtroppo accade, ormai sempre più spesso, nella dimenticanza delle alte Istituzioni si continua a portare avanti la battaglia per il diritto ad un lavoro, nonostante le enormi difficoltà che i lavoratori sono ad affrontare a causa della lunga permanenza nel sito - commentano dalla Fiom di Latina in una nota -.

Una battaglia che potrebbe essere vinta nell’interesse, non solo degli ex lavoratori della Sapa, ma di tutta la collettività pontina, se solo avessimo degli interlocutori saggi e responsabili visto che al ministero dello Sviluppo Economico sono giunte manifestazioni di interesse per la riconversione dello stabilimento e la possibile ricollocazione di una buona parte di lavoratori, o ancora meglio l’acquisizione degli impianti di un grosso estrusore che riporterebbe valore aggiunto la sito di Fossanova.

Sapa invece - proseguono dal sindacato - sceglie di interrompere/sospendere qualsiasi interlocuzione perché sta tentando di risolvere la questione in modo conciliativo extragiudiziale offrendo ai lavoratori “nella ragionevole disperazione” poche migliaia di euro e non poca ubiquità”. E ieri c’è stata l’udienza in merito al ricorso depositato per conto dei lavoratori assistiti dalla Fiom e dai legali Massimo Bellomo, Michelangelo Salvagni e Pietro Libertini dell’ufficio vertenze della CGIL; “abbiamo rappresentato ai Giudici il comportamento ambiguo della società - continuano la sigla sindacale - che, dapprima, ha formulato un’offerta conciliativa per poi ritrattarla subordinandola al rilascio immediato del sito produttivo da parte di tutti i lavoratori.

Vista la poca credibilità delle proposte della società, abbiamo discusso la causa, prospettando ai magistrati di deciderla allo stato degli atti, non rinunciando comunque alla possibilità di un’istruttoria che tuttavia, ove ammessa, compererebbe inevitabilmente un allungamento dei tempi del processo, con aggravio economico delle posizioni dei lavoratori. I giudici quindi, in accoglimento delle nostre richieste, hanno rinviato la causa per la discussione all’udienza del 13 ottobre 2015, ore 10, concedendo alle parti un termine per le note.

Resta inteso - conclude la nota - che come Fiom non ci interessa il ricorso giuridico, che però rimane un atto dovuto rispetto alle anomalie riscontrate, a nostro avviso, nella procedura di licenziamento collettivo, ma il perseguire la risoluzione occupazionale. A tal proposito come struttura Nazionale, interessando direttamente il segretario generale Maurizio Landini, stiamo cercando di coinvolgere direttamente la Ministro Guidi sulla vertenza Sapa“.
 

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