Economia Priverno

Chiusura della Sapa, operai di nuovo in strada: bloccata la Monti Lepini

I lavoratori, in assemblea permanente da oltre una settimana, stamattina hanno protestato ancora. Al loro fianco i sindaci del comprensorio; Delogu: “È il momento che le istituzioni facciano seriamente la loro parte"

Alla vigilia dell’importante incontro di domani in Regione hanno protestato di nuovo.

Questa mattina gli operai della Sapa di Fossanova, da oltre una settimana in assemblea permanente, sono scesi ancora in strada e hanno bloccato di nuovo la Monti Lepini.

Il loro futuro rimane sempre più appeso ad un filo, il 21 luglio scadrà la procedura di mobilità avviata dall’azienda intenzionata a chiudere il sito di Fossanova e l'incontro di domani assume un'importanza fondamentale.

Insieme ai lavoratori anche i sindaci del comprensorio, che già in altre occasioni erano scesi in piazza al fianco degli operai.

“È il momento che le istituzioni facciano seriamente la loro parte – afferma il sindaco di Priverno Angelo Delogu -. Apprezzo l'intervento del presidente Zingaretti e la sua volontà di risolvere positivamente il problema, ma c'è bisogno di maggiore incisività. C’è bisogno che il paese reale, fatto di sofferenza e di dolore sociale, irrompa sulla scena pubblica e spazzi via il paese virtuale, con la sua retorica fatta di slogan e di falsi problemi.

I settantacinque giorni previsti dalla Legge per la procedura di mobilità stanno per scadere e i lavoratori della Sapa ancora non sanno se gli sarà concessa una seconda opportunità o meno. Rischiano di andare ad affollare la interminabile lista delle persone in cerca di lavoro, testimoniata, in parte, dai dati intollerabili sulla disoccupazione. Per questo, hanno deciso di lottare a difesa del loro lavoro, entrando in assemblea permanente e sfruttando tutte le possibili forme di battaglia a loro disposizione.

Ora è nostro compito - prosegue Delogu -, in qualità di rappresentanti delle istituzioni e dello Stato, supportarne le lotte e le rivendicazioni, continuando a fare pressioni ai più alti livelli per far sì che l'azienda si decida a sedersi al tavolo delle trattative. Noi non ci siamo arresi e non ci arrenderemo. Per salvare la fabbrica siamo pronti a tutto.

È nostro dovere, inoltre - conclude il primo cittadino di Priverno -, restare al fianco sindacalisti come Tiziano Maronna, il segretario provinciale della Fiom in sciopero della fame da circa una settimana, affinché sulla vicenda non cali un tombale silenzio. A lui va la mia più piena solidarietà”.

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