Selex Es, quattro ore di sciopero e presidio davanti il sito di Cisterna

In protesta anche i dipendenti del sito pontino contro i tagli annunciati dall'azienda. Sono 105 i lavoratori in esubero a Cisterna

Sciopero di 4 ore e presidio davanti lo stabilimento della Selex Es di Cisterna anche da parte dei lavoratori pontini.

La serrata è stata indetta dai sindacati nazionali di categoria, Fim Fiom e Uilm, in seguito all’incontro con l’azienda che ha presentato un piano che prevede, oltre alla conferma degli esuberi già dichiarati negli incontri precedenti di 1938 lavoratori su tutto il territorio nazionale, anche l'utilizzo della cassa integrazione straordinaria collettiva per 24 mesi nell'ordine di 4 ore settimanali per i restanti 10784 dipendenti, e ulteriore utilizzo dello strumento della cassa integrazione ordinaria, nei vari siti, per gestire situazioni contingenti di vuoto lavorativo.

Per quanto riguarda il sito di Cisterna, che comprende 557 dipendenti, i numeri parlano di un totale di 105 esuberi: oltre alle 21 eccedenze già gestite con i precedenti accordi, ne sono state dichiarate ulteriori 84.

Ma a creare ulteriore apprensione, sono anche le ore di cassa che verrebbero utilizzate per un ammontare di 4.486.144 che tradotte in forza lavoro corrispondono a circa ulteriori 1000 esuberi a livello nazionale, di cui circa 50 a Cisterna).

"Questo piano di riorganizzazione mette in evidenza che di industriale c'è poco, e appare più di facciata per l'esterno quasi nel tentativo di riorganizzazione esclusivamente finanziaria - commenta in una nota Tiziano Maronna, segretario della Fiom Cgil di Latina -. Come Fiom Cgil respingiamo la proposta dell'azienda ribadendo la volontà di affrontare una discussione che preveda l'utilizzo di strumenti che non penalizzano i lavoratori e ribadiamo la volontà di cercare una condivisione del piano di riorganizzazione e degli strumenti per supportarlo con il minor impatto possibile per i lavoratori di Selex Es, uno strumento utile all'obbiettivo, ad esempio, potrebbe essere l'utilizzo dei contratti di solidarietà."

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“In questa particolare situazione non può mancare l'intervento del governo sulla capogruppo Finmeccanica e l'intervento delle Regioni che dovrebbero in tal senso riconvocare urgentemente la conferenza Stato-Regioni” conclude il segretario Fiom.

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