Selex di Cisterna, sciopero e presidio di due ore dei dipendenti

Lo sciopero indetto dalla Rsu Fim, Fiom, Uilm e Ugl Metalmeccanici, per denunciare la situazione di precarietà del nuovo piano industriale

Sciopero e presidio di due ore davanti lo stabilimento di Cisterna questa mattina per i dipendenti della Seles Es.

La serrata indetta dalla Rsu Fim, Fiom, Uilm e Ugl Metalmeccanici, per denunciare la situazione di precarietà del nuovo piano industriale presentato il 05 aprile con la dichiarazione dei 1938 esuberi strutturali dichiarati su tutto il territorio nazionale.

“In particolare sul sito di Latina – spiega Maria Antonietta Vicaro, segretario provinciale dell’Ugl - si prevedono trasferimenti di alcune attività (IRS e Meccanica) su altri siti e da parte governativa la sospensione dei programmi in essere,  con conseguente riduzione dei finanziamenti  e prevedibile ridimensionamento”.

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LA NOTA DELL’UGL METALMECCANICI - SEGRETERIA NAZIONALE, SEGRETERIE PROVINCIALI ED RSU
"Il giorno 5 aprile si e’ svolto presso l’Unione industriali di Roma l’incontro tra una delegazione della Direzione Aziendale di Selex Es, guidata dall’ AD Fabrizio Giulianini e le Segreterie nazionali, provinciali ed Rsu della Ugl metalmeccanici. Nell’incontro l’Azienda ha voluto definire i termini della riorganizzazione prevista dal piano industriale, per poter competere meglio con i maggiori players internazionali. In particolare ha premesso che l’efficientamento passerà attraverso: la razionalizzazione dei siti, la riduzione dei costi controllabili, il dimensionamento degli organici e la formazione. L’Azienda si è dichiarata disponibile ad approfondire i temi legati al nuovo piano industriale, focalizzando le tematiche relative all’Ingegneria, al Manufactoring e al Procurement, con incontri specifici con i responsabili delle strutture aziendali di primo livello.
La razionalizzazione della presenza geografica, è stata indicata come una necessità per Selex Es, al fine di eliminare dispersione delle competenze in molti siti e riduzione di costi degli affitti.
In particolare ci saranno 22 siti chiusi di cui 16 in nelle aree metropolitane: di Milano, Genova, Firenze e Roma. Per quel che riguarda gli organici, l’Azienda intende ottimizzare le strutture di staff indirette, ritenute attualmente sovradimensionate, sparse geograficamente e duplicate.
Selex Es intende aumentare l’efficienza operativa centralizzando il 70% dello staff di ingegneria, reinternalizzando gran parte delle attivita’, stessa cosa per le attivita’ di produzione, migliorando l’utilizzazione degli impianti e reinternalizzando attivita’ date a terzi. Attualmente Selex ES è distribuita in Italia su 48 siti e 16 in UK, entro il 2014 ne saranno chiusi 22 in italia e 6 in UK. La razionalizzazione a detta dell’AD porterà alla creazione di centri di eccellenza, concentrando attività simili in un unico sito per aumentare produttività ed efficienza oltre a razionalizzare gli investimenti. Prevedrà inoltre la concentrazione delle funzioni di staff in quattro centri di competenza, Roma, Genova, Milano e Firenze, al fine della riduzione dei costi. Per quel che riguarda la produzione, sono stati definiti centri di eccellenza: Latina, Nerviano e Campi Bisenzio.
Per i lavoratori interessati a trasferimenti di sito, l’Azienda prevede attraverso un confronto con le O.O.S.S. di trovare un accordo finalizzato a ridurre l’eventuale disagio economico causato dal trasferimento, tenendo conto di due criteri:
1) Un sostegno economico per i trasferimenti da un comune all’altro
2) La definizione di fasce chilometriche a cui associare le misure dell’ intervento economico
Per la parte relativa agli organici, sono stati indicati 1938 esuberi in Italia, di cui 840 diretti e 1098 indiretti. Nel totale sono già inclusi gli 810 lavoratori, interessati dagli accordi di mobilità volontarie già firmati per 230 ex Selex Elsag, previste entro dicembre 2013 e 580 per ex Selex SI e Selex Galileo con le uscite previste fino a fine 2014.
Il dimensionamento degli organici sarà pertanto definito attraverso la mobilità e con la nuova legge 92 (legge Fornero), che prevede per i lavoratori che dal 2015 compiranno 58 anni di età, il raggiungimento della pensione con meno di 4 anni. Inoltre nel piano di ristrutturazione è prevista la Cigs a zero ore per tutte le risorse indirette (1098) in esubero strutturale e per le risorse dirette (840) con i requisiti di mobilità, oltre a Cigs collettiva per diretti e indiretti senza i requisiti di mobilità. La Ugl metalmeccanici ha ribadito alla direzione aziendale, che il piano è si sfidante per poter continuare ad essere presenti sui mercati interni e internazionali, ma necessita di maggiore attenzione sia nei riguardi delle persone che dei territori tenendo conto delle professionalità e delle situazioni familiari. L’azienda può ottenere risparmi equivalenti, riducendo altri capitoli di spesa e percorrendo soluzioni condivise con le O.O.S.S. per evitare impatti sociali che potrebbero essere devastanti per tante famiglie. E’ risultato inoltre necessario che il Governo Italiano, qualunque esso sarà, dovrà garantire il mantenimento e lo sviluppo dei programmi in corso: Sistri, Tetra, Agenda Digitale, Forza Nec, Soldato Futuro, M 346, Radar Escan, che altrimenti nonostante tutti i buoni propositi per il rilancio di Selex Es, saranno vanificati.
Il Governo, attraverso il Ministero dell’Economia azionista di riferimenti di Finmeccanica, dovrà porre in atto tutte le azioni necessarie a garantire adeguati sostegni economici alla capogruppo per ridare a tutte le aziende controllate, la forza economica per ottenere un completo rilancio. In un momento così pesante per il Paese, bisogna far ripartire le imprese, le industrie ad alta tecnologia come Selex Es. E solo lo Stato può mettere in campo le risorse necessarie, investendo nelle infrastrutture pubbliche, nelle nuove tecnologie, rifinanziando la legge 808. Ci auguriamo poi una rivisitazione della riforma Fornero che ha bloccato il mercato del lavoro, con una rimodulazione in termini più favorevoli, dei requisiti pensionistici. Entro il 24 aprile è stato programmato un nuovo incontro nel quale verranno definiti gli aspetti non ancora chiariti del piano industriale, come la definizione della struttura aziendale, non ancora completamente esplicitata. Noi come Ugl metalmeccanici, saremo al tavolo, pronti a discutere su proposte che evitino pesanti ricadute sociali e a condividere così come concordato, percorsi per la messa in sicurezza dell’azienda che non passino solo attraverso i sacrifici dei lavoratori e gli ammortizzatori sociali
".

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