Economia

Sciopero balneari, stabilimenti chiusi e spiagge deserte il 3 agosto

La serrata indetta dalla SIB - Confcommercio e dalle altre Organizzazioni di Categoria. Oltre 300 le imprese della provincia pontina che aderiranno allo stop tenendo gli ombrelloni chiusi

Sono oltre 300 le imprese balneari del litorale pontino che hanno deciso di aderire allo sciopero proclamato dalla SIB – Confcommercio e dalle altre Organizzazioni di Categoria contro il Governo Italiano.

Pomo della discordia ancora una volta la cosiddetta Direttiva Bolkestein, e il mancato intervento del Governo che ancora non ha assunto le necessarie decisioni atte a scongiurare la messa a Bando con evidenza pubblica delle concessioni demaniali marittime alla scadenza del 31.12.2015.

Braccia ed ombrelloni incrociati, quindi venerdì 3 agosto fino alle 11 con circa 130 chilometri di spiagge deserte.

“La cosiddetta Direttiva Bolkestein – fa sapere la Confcommercio Latina - costituisce una spada di Damocle su tutti gli operatori del settore e già ha determinato enormi danni alla economia turistica poiché le imprese balneari in assenza di certezze sul loro futuro hanno smesso di investire per migliorare le loro strutture, con enormi danni all’intero indotto”.

“Gli operatori balneari non chiedono altro che il riconoscimento delle loro professionalità e dei loro diritti acquisiti – dichiara Italo Di Cocco, presidente Fipe Confcommercio Provinciale di Latina – e stupisce la grave sottovalutazione ed il ritardo del Governo, che tra l’altro mette in discussione un altro elemento costitutivo del nostro Made in Italy".

"Sono molto soddisfatto della larga adesione alla iniziativa di protesta da parte di tutti gli operatori di Minturno, Formia, Gaeta, Sperlonga, Fondi, Terracina, S. Felice Circeo, Sabaudia e Latina - dichiara Mario Gangi, Presidente Provinciale del SIB-Confcommercio di Latina”.

“E’ importante che numerosi sindaci delle Amministrazioni Comunali costiere abbiano accolto l’invito rivolto loro dal presidente regionale Sib, Fabrizio Fumagalli e – continuano dalla Confcommercio -, per manifestare la loro preoccupazione per il futuro delle imprese balneari e delle loro famiglie, hanno deciso di esporre a mezz’asta le Bandiere Comunali a sostegno della iniziativa di protesta degli operatori”.

“Ai turisti, chiediamo comprensione per le ragioni che ci hanno spinto a questa protesta nel pieno della stagione estiva, che sicuramente avremmo voluto evitare – concludono -. La chiusura degli ombrelloni in Provincia di Latina vuole essere perciò un segnale per il Governo e per tutte le forze politiche affinché si trovi al più presto una soluzione giusta ed equilibrata per uno degli elementi che contribuiscono in maniera significativa alla economia turistica della Regione Lazio e dell’Italia”.

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