Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

"Stati generali dell'edilizia": perse 600 imprese e 5mila lavoratori

L'incontro organizzato dalla sezione pontina dell'Ance è in programma giovedì 22 febbraio alle 16,30 al Teatro Moderno di via Sisto V a Latina

Seicento imprese perse e 5mila addetti in meno. La crisi dell'edizilia in provincia di Latina ha dati e numeri allarmanti. E proprio delle difficoltà vissute dal comparto si discuterà giovedì 22 febbraio alle 16,30 al Teatro Moderno di via Sisto V nel corso del convegno “Gli Stati generali dell’Edilizia della provincia di Latina” organizzato da Ance Latina (Associazione Nazionale Costruttori Edili) d’intesa con le organizzazioni sindacali dei lavoratori della Feneal Uil Latina, Filca Cisl Lazio Sud, Fillea Cgil Frosinone Latina, la Cassa Edile, l’Esel-Cpt, con la stretta collaborazione degli ordini professionali degli Architetti, Avvocati, Geometri, Commercialisti, Ingegneri, Periti Industriali e con il patrocinio della Provincia di Latina, della Camera di Commercio di Latina, di Unindustria e Anaepa Confartigianato.

"Il convegno - dichiarano il presidente di Ance Latina Pierantonio Palluzzi, il segretario generale della Fillea Cgil Frosinone Latina Francesco Chiucchiolo, il sub commissario della Filca Cisl Lazio Sud Attilio Vallocchia, Feneal Uil Latina Salvatore Pastore - è aperto alla partecipazione delle Imprese e lavoratori edili della provincia, stazioni appaltanti, Ordini professionali, enti ed istituzioni della provincia, ai candidati alle elezioni regionali e politiche del 4 marzo 2018, ed è finalizzato ad evidenziare le ragioni della crisi dell’edilizia dal 2008 ad oggi, ma anche a promuovere le azioni da mettere in campo per rilanciare tutta la filiera. Per tale motivo, verrà chiesto ai candidati alla presidenza della nostra Regione che parteciperanno all’evento di indicare le azioni incluse nei loro programmi elettorali che possano dare finalmente slancio al nostro settore, che rappresenta storicamente una delle principali attività economiche del nostro territorio, un asset fondamentale per l’economia del prodotto interno e in chiave export"

"Il nostro settore - proseguono - ha subito una crisi devastante ed allo stremo; in provincia si è passati da circa 10.000 operai iscritti in Cassa Edile a poco più di 5.000, da 1.900 imprese a 1.300, da una massa salari di 80 milioni di euro a circa 48 milioni. Pertanto, è arrivato il momento, non più rinviabile e procrastinabile, che la classe dirigente dia risposte chiare e urgenti al nostro settore, che oltre ad essere il motore principale della nostra economia, è l’unico in grado di creare occupazione su tutto il territorio in tempi rapidi e determinare per ogni miliardo investito un giro d’affari di 3,374 miliardi e 17.000 nuovi posti di lavoro."

"Per rilanciare l’edilizia - concludono - è necessario un Piano Marshall; occorrono investimenti che possano tradursi subito in cantieri. Solamente così si può riportare il comparto delle costruzioni ai livelli produttivi e occupazionali pre-crisi e fare in modo che anche per l’edilizia così come per gli altri settori, quella luce in fondo al tunnel che si comincia a intravedere rappresenti la vera ripresa e non la luce di un treno". 

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