Lunedì, 18 Ottobre 2021
Economia

L’ANALISI - Tasse, stangata Tasi: a Latina tra le più alte del Lazio

E’ quanto studio della Uil Roma e Lazio che ha elaborato i dati della Uil Nazionale analizzando il costo medio della nuova imposta nelle cinque città capoluogo. A Latina si pagherà 132 euro in più dell’Ima 2012

Si pagherà una delle Tasi più alte a Latina, per lo meno nella regione Lazio. E’ quanto emerge da uno studio della Uil Roma e Lazio che ha elaborato i dati della Uil Nazionale mettendo a confronto i cinque capoluoghi di provincia laziali.

Da questa analisi emerge che a Latina, così come a Frosinone, si pagheranno gli importi più alti relativi alla Tasi, la nuova tassa sui servizi indivisibili istituita dalla legge di stabilità 2014, il cui acconto dovrà essere versato entro il 16 ottobre.

L’aliquota sulla prima casa a Latina è pari al 3,3 per mille questo significa che una famiglia con un figlio andrà a pagare 184 euro (132 euro in più rispetto all’Imu). Discorso simile anche per Frosinone, dove l’aliquota al 2,5 per mille ma senza alcuna detrazione porta ad un costo medio della Tasi 2014 pari a 189 euro, ovvero 136 euro in più rispetto all’Imu 2012.

“Questi – spiega in una nota la Uil di Roma e Lazio – alcuni dati che, sulla base dello studio della Uil nazionale, sono stati elaborati dalla Uil di Roma e del Lazio che ha analizzato il costo medio della nuova imposta nelle cinque città capoluogo della nostra regione, prendendo in esame due opzioni: una prima casa di cinque vani con rendita catastale di 450 euro, con reddito Isee di 10 mila euro e reddito Irpef di 20 mila euro e un’abitazione sempre di cinque vani, ma con rendita catastale di 750 euro, reddito Isee di 16 mila e Irpef di 20 mila euro, prosegue la Uil di Roma e Lazio.

Meno drammatica la situazione della Capitale, dove il costo medio della Tasi ammonterà nel primo caso considerato (rendita catastale 450 euro) a 79 euro, con una decurtazione di 99 euro rispetto all’Imu 2012 (differenza che scende a -49 nelle famiglie con un figlio); mentre nel caso di rendita catastale di 750 euro il costo salirà a 285 euro, ovvero meno 145 rispetto alla vecchia Imu per le famiglie senza figli e meno 95 euro per quelle con un figlio a carico”.

TASI: A LATINA PIU' CARA DELL'IMU 2012

“Ciò significa – spiega il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri – che l’importo medio sarà identico per le famiglie, a prescindere dalla presenza dei figli perché la nuova tassa, anche nei casi in cui l’importo è inferiore rispetto all’Imu, come avviene a Roma, è però meno equa della precedente. E non solo in relazione alla presenza dei figli. Chi prima era esente o pagava cifre basse, adesso pagherà un po’ di più, mentre pagheranno in proporzione molto meno i proprietari di abitazioni con rendite catastali molto elevate. Di conseguenza, ancora una volta, la tassazione andrà a colpire soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati. Mentre si avvantaggeranno proprio le fasce sociali che più potrebbero permettersi importi elevati”.

“Un esempio eloquente è rappresentato da Viterbo, dove l’aliquota è pari al 2,2 per mille – sottolinea – Qui la Tasi porterà rispetto all’Imu un risparmio medio di 64 euro per i proprietari di case con rendita catastale di 750 euro, mentre un aumento di 21,48 euro per le rendite catastali di 450 euro. Anche Rieti si colloca sulla stessa scia. L’aliquota al 2,5 per mille e nessuna detrazione comportano per il capoluogo reatino un risparmio, rispetto al 2012, di 99 o 49 euro (senza figli e con un figlio) per le abitazioni con rendita catastale di 450 euro, e rispettivamente di 241 e 191 euro per la rendita più elevata (750 euro)”.

Una sproporzione talmente evidente e marcata da produrre essa stessa disuguaglianza sociale, privilegi e favoritismi – conclude Bombardieri – inammissibili in un Paese civile”.

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