Economia

Stangata tra Irpef e Tares, Uil: “Da rivedere la fiscalità locale”

Luigi Garullo: "Penso che il sistema economico e occupazionale non sia in grado di reggere ad un ulteriore pressione diretta su imprese e lavoro"

Se da un lato plaude alla decisione di non ricorrere a nuovi aumenti della pressione fiscale per finanziare i crediti delle imprese verso la Pubblica Amministrazione, dall’altro mette sempre in guardia dallo spauracchio per la nuova tassa sui rifiuti, la Tares.

Il mancato ricorso a nuovi aumenti della pressione fiscale, infatti, scongiura la possibilità di un rialzo del 40,4%, delle Addizionali Regionali Irpef, che si sarebbe sommato all’aumento del 28% del 2012.

Questo è quanto emerge da un’analisi dell’Osservatorio periodico sulla fiscalità locale della UIL Servizio Politiche Territoriali, sugli effetti delle Addizionali Irpef nelle Regioni.

“L’ipotesi avanzata ieri dal Governo, di dare la facoltà alle Regioni di anticipare al 2013, la manovrabilità dell’imposta di un ulteriore 0,6%, avrebbe significato un aumento medio di 138 euro portando il peso complessivo dell’Addizionale a 480 euro, che porterebbe un extragettito di 4,1 miliardi di euro – spiega la Uil -. Questa imposta ha subito diversi “restyling” nel corso degli ultimi due anni: il Decreto Salva Italia aumenta l’aliquota di base dallo 0,9% all’1,23%; mentre il Decreto Attuativo del federalismo fiscale da la facoltà di aumenti di aliquote dello 0,6% e un ulteriore 1% dal 2015, portando la possibilità di aumenti fino al 2,1%”.

Nel 2012 l’aliquota media applicata nelle Regioni è all’1,49% a fronte dell’1,19% dell’anno precedente, mentre il gettito passa dagli 8,9 miliardi di euro dello scorso anno agli 11,3 miliardi di euro di quest’anno, con un aumento di 2,4 miliardi di euro. E, guardando dalle nostre parti, nel Lazio, come in Abruzzo e in Sicilia è stata applicata l’aliquota dell’1,73%; ma in altre realtà, come Campania, Calabria e Molise, si è arrivati anche al 2,03%.

“Dall’indagine risulta -  spiega Guglielmo Loy, segretario confederale UIL - come ormai si stia consolidando il dato degli aumenti generalizzati delle aliquote delle imposte locali, dovuti solo in parte anche ai tagli dei trasferimenti subiti nel corso degli anni. E non è finita: aumento dell’Iva a parte, c’è il tema del prelievo sui rifiuti: Tares o non Tares, la tassa sui rifiuti sarà oggetto di rincari più o meno annunciati. Per questo è fondamentale, ripensare l’intera politica economica e fiscale del Paese, che metta al centro la questione di una diversa ripartizione del carico fiscale, permettendo alle famiglie, con un reddito fisso, di “riavere” parte di ciò che gli è stato prelevato rimettendo in moto quei consumi che sono una parte importante della nostra economia.

LA PROVINCIA PONTINA - “Inoltre - aggiunge Luigi Garullo segretario generale UIL Latina – qualora la Regione Lazio dovesse decidere di applicare l’ulteriore aumento dell’addizionale Irpef Regionale, per la nostra regione ed in particolare per Latina, si aprirebbero davvero problemi seri, infatti – continua Garullo – non bisogna dimenticare che il Lazio sconta già una delle aliquote Irap fra le più alte d’Italia, in relazione al deficit sanitario regionale, oltre ad una aliquota addizionale Irpef, sempre fra le più alte del paese”.

“Penso – conclude Garullo – che il sistema economico e occupazionale non sia in grado di reggere ad un ulteriore pressione diretta su imprese e lavoro, credo e spero che di questo se ne renda conto anche il nuovo corso della politica regionale.”

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