Tra le aree protette pontine, il fascino del Parco dei Monti Aurunci

I sentieri, le sue colline rocciose, la sua fauna e la flora, ma anche la storia e la cultura che costituiscono la sua inconfondibile peculiarità: tutto questo e di più è il Parco dei Monti Aurunci

Si trova nella parte più meridionale del sistema delle aree naturali protette del Lazio, a pochi chilometri dal mare e poco distante dal Parco della Riviera d’Ulisse.

Parliamo del Parco Naturale dei Monti Aurunci con i suoi sentieri, le sue colline rocciose, la sua fauna e la sua flora, ma anche la storia e la cultura, che costituiscono la sua inconfondibile peculiarità.

Si estende per 19.374 di territorio tra le province di Latina e Frosinone, ed interessa dieci comuni: Campodimele, Formia, Fondi, Itri, Lenola e Spigno Saturnia nel territorio pontino, Ausonia, Esperia, Pico e Pontecorvo in quello ciociaro. La sede del parco regionale si trova a Campodimele. Gran parte del territorio del parco è costituito dai Monti Aurunci, da cui il parco prende il nome.

LA NATURA - Si presenta come un territorio estremamente eterogeneo che passa da una fascia di pianura - a circa 30 metri sul livello del mare - fino alla quota di 15354 metri del monte Petrella che si erge a poca distanza dalla costa. La particolarità dei Monti Aurunci, che ne costituisce anche il fascino, è quello di essere l'unica catena montuosa laziale ad affacciarsi direttamente sul mare Tirreno con vette che superano i 1.500 metri. Dalle cime più elevate della catena montuosa si possono scorgere le isole ponziane, il promontorio del Circeo, la valle del Liri, i monti del Matese e i monti dell'Appennino abruzzese. Numerose sono anche le grotte, talvolta di proporzioni ragguardevoli, come l'abisso del Vallarocce, profondo circa 560 metri.

FLORA E FAUNA - Il Parco dei Monti Aurici presenta una natura molto varia che passa dalle leccete e le sugherete sui versanti più soleggiati, alle faggete dei settori più freschi ed elevati, senza dimenticare le specie tipiche della macchia mediterranea senza dimenticare la grande varietà di orchidee che ha pochi paragoni in Italia e in Europa.

La fauna è ricca e composta principalmente da mammiferi tra cui l'istrice, il tasso, la lepre, la martora, il cinghiale, la volpe, la donnola, il gatto selvatico ed il lupo mentre a farla da padrone sono soprattutto gli invertebrati - la cosiddetta fauna inferiore -. Molto presente anche l’avifauna in cui resistono rapaci come il falco pellegrino, il biancone, lo sparviere, il gheppio, la poiana, il barbagianni, l'allocco e la civetta; tra gli anfibi sono da ricordare piccole rarità come il rospo smeraldino, il tritone crestato, il tritone italico e la salamandrina dagli occhiali.
GLI ITINERARI - Ma il Parco dei Monti Aurunci è conosciuto soprattutto per i suoi splendidi sentieri da percorrere; la rete di sentieri attualmente in uso si sviluppa per oltre 100 km e consente di

visitare tutto il gruppo montuoso. Oltre ai tracciati da percorrere a piedi, il Parco possiede anche itinerari per gli appassionati della Mountain bike, circa 480 km che girano in lungo e in largo il territorio. Tra i più conosciuti c’è quello del Redentore che porta anche all'eremo di S.Michele Arcangelo, incastonato tra le rocce di M.Altino, meta di pellegrinaggi, ma anche il sentiero escursionistico Tasso - Campo Venza - Comune di Esperia (FR) e Sentiero Natura e Giardino delle farfalle a Campodimele

Ad Itri, l'Ente Parco ha creato un vivaio, per tutelare il patrimonio genetico delle specie più interessanti con annessa una falegnameria dove vengono prodotti componenti d'arredo e oggetti d'artigianato, utilizzando la massa legnosa proveniente dai lavori di manutenzione dei boschi.

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