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Foresta, laghi e dune: tutto questo e di più è il Parco Nazionale del Circeo

Istituito nel 1934 è una delle meraviglie che ci regala la nostra provincia. Cinque gli habitat: la foresta, il Promontorio del Circeo, le dune litoranee, le zone umide e lacustri e l'isola di Zannone

Con i suoi 8.500 ettari di superficie, caratterizza ed impreziosisce l'intera area della pianura pontina; si esente da Anzio fino a Terracina ed è una delle più antiche aree naturali protette d’Italia.

Da togliere il fiato, il Parco Nazionale del Circeo fu istituito nel 1934 quando con la legge che ne sanciva la fondazione, si salvò una parte della "Selva di Terracina", l'odierna Foresta del Parco proprio nel periodo della Bonifica dell'Agro Pontino degli anni '30 che prevedeva interventi di prosciugamento, disboscamento ed appoderamento a tappeto.

Oggi il Parco Nazionale del Circeo è costituito appunto dalla Foresta del Parco che insieme al Promontorio del Circeo, al Lago di Paola ed alla Duna Litoranea, costituisce il primo nucleo a cui nel tempo si aggiunsero i Laghi costieri Caprolace, Monaci e Fogliano, e l'Isola di Zannone che costituiscono un piccolo scrigno del grande patrimonio non solo naturale ma anche storico e culturale grazie anche alla presenza di numerosi reperti testimoniano, al di là del mito che lega il Circeo alla leggenda omerica di Ulisse e della Maga Circe, la presenza di popolazioni preistoriche, tra cui l'Uomo di Neanderthal, di insediamenti umani di ieri e di oggi.

Cinque gli habitat che si possono trovare oggi.

LA FORESTA - La “Selva di Circe”, che conserva parte della vecchia "Selva di Terracina", con i suoi 3.300 ettari rappresenta uno degli esempi di foresta di pianura meglio conservata ricoperta da macchia mediterranea e da alberi tipici delle aree marine, come pini, lecci e querce da sughero. Ancora oggi, è un ecosistema ricchissimo ed estremamente vario in cui esistono tre aree di Riserva Naturale Integrale: la Piscina delle Bagnature, la Piscina della Gattuccia e la Lestra della Coscia. Le “piscine” sono aree paludose che si formano principalmente nella stagione autunnale per l'accumulo di acqua piovana, e le “lestre" sono zone in cui, un tempo, gli abitanti stagionali edificavano i loro precari villaggi. A seconda delle stagioni offre uno spettacolo sempre diverso che passano dalle fioriture primaverili alla frescura estiva fino alle scorribande autunnali dei cinghiali tra frutti di bosco e dai ciclamini in fiore, fino alla magica fioritura invernale del prugnolo. E’ visitabile in tutto il periodo dell’anno.

IL PROMONTORIO DEL CIRCEO - Simbolo del Parco Nazionale del Circeo è la cima del Monte Circeo che raggiunge i 541 metri e che dà il nome allo stesso parco. Il bellissimo e maestoso Promontorio del Circeo con il suo profilo suggestivo è presente nella tradizione antica legata alle gesta di Ulisse e alla leggende secondo la quale proprio qui viveva la maga Circe. Dal punto di vista naturalistico, si divide in due versanti completamente diversi tra di loro: il versante nord, detto "Quarto freddo", caratterizzato da un clima umido e da una fitta foresta termofila, mentre sull’altro versante si trova “Quarto caldo", si affaccia verso sud a ridosso del mare con una vegetazione a macchia mediterranea meno rigogliosa con specie alofile resistenti a salsedine, siccità ed alte temperature. E’ caratterizzato da numerose grotte di straordinaria bellezza sul versante del mare che rendono il promontorio di notevole interesse dal punto di vista speleologico e, per la presenza di numerosi reperti, anche dal punto di vista storico. La più famosa è la grotta dei Guatteri

LA DUNA LITORANEA - Per 25 chilometri lungo la costa, fino a Capoportiere si estende la Duna Litoranea del Parco Nazionale del Circeo, con la sua caratteristica forma a mezzaluna, ambiente unico in Italia e per questo tutelato dall’Unione Europea. La spiaggia è formata da sabbie sottili e, alle spalle di essa, si innalza il cordone dunale che raggiunge una altezza massima di 27 metri e le cui sabbie presentano una rigogliosa vegetazione. L'ambiente costiero dunale è un ambiente particolarmente difficile: le alte temperature, le lunghe siccità, il terreno poco fertile e i forti venti rendono difficile la sopravvivenza delle specie vegetali, che si sono così dovute adattare. Il versante lato mare, fortemente esposto al vento carico di salsedine, è caratterizzato da vegetazione alofila, mentre il versante interno, protetto dai venti marini, è caratterizzato dalla macchia mediterranea, che ospita una ricca e fuggevole fauna. La sommità della Duna è percorsa da una strada che, nel tratto in corrispondenza del lago dei Monaci, è percorribile solo a piedi o in bicicletta.

LE ZONE UMIDE - Parallelamente alla Duna si estende quella che viene detta la “zona umida”, composta dai quattro laghi costieri di Paola, Caprolace, Monaci e Fogliano, piccoli bacini d'acqua salmastra e ideale rifugio per molte specie di uccelli acquatici. I laghi sono in realtà degli stagni costieri, con acque poco profonde (in media circa due metri) che comunicano con il mare attraverso una serie di canali che assicurano il ricambio idrico e costituiscono il più importante ecosistema palustre d 'Italia e formano un complesso territoriale dichiarato "Zona Umida di Interesse Internazionale" ai sensi della  Convenzione di Ramsar (Iran 1971). Sono oltre 260 le specie di uccelli acquatici, che popolano i laghi e gli specchi d'acqua del Parco in primavera e in autunno.

L’ISOLA DI ZANNONE - Terzultima per dimensione dell’Arcipelago delle isole ponziane (Ponza, Ventotene, Santo Stefano, Palmarola e Gavi - è entrata a far parte del Parco nel 1979 divenendone l’appendice insulare. E’ disabitata e ricoperta da boschi di lecci e querce. Presenta motivi di interesse in ogni stagione come le bellissime fioriture dell’erica in autunno o le migliaia di uccelli dei periodi migratori fino alla bellezza dei suoi paesaggi e dei suoi fondali. Dal punto di vista della flora troviamo è una ricca vegetazione mediterranea, rigogliosa e ben conservata, costituendo così il luogo di sosta ideale per migliaia di uccelli migratori. Sebbene l’isola sia stata luogo di insediamento umano sin dall'età preistorica, e qui siano passate grandi civiltà come quella Romana, nessuna si è mai fermata a lungo, a causa delle difficoltà di approdo.

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