Tra i "Borghi più belli d’Italia”, Campodimele è il paese della longevità

Oggetto di studio negli anni scorsi dell'Università La Sapienza, a Campodimele è stato trovato "il gene dell'antivecchiaia". Ma il piccolo comune della provincia pontina è anche arte, storia, natura ed enogastronomia

(fonte foto comune.campodimele.lt.it)

E’ il più piccolo paese della provincia pontina che si colloca tra i "Borghi più belli d’Italia” ed è conosciuto soprattutto per essere il paese della longevità. Qui infatti gli abitanti raggiungono età incredibili e sono fieri della loro piccola città.

Parliamo di Campodimele, un “bocciolo” della provincia pontina che si erge sulla sommità del colle, stretta tra le sue dodici torri medievali e si affaccia direttamente sulla valle.

A Campodimele si respira l’aria del piccolo paesino; camminando per le vie del centro si possono ancora vedere le signore anziane sedute sulle scalette in pietra a chiacchierare mentre gli uomini si incontrano al bar o all’ombra dell’olmo secolare.

LA PARTICOLARITA’ - Noto appunto come “paese della longevità”, per gli ultracentenari che vi vivono, Campodimele è stato oggetto di uno studio condotto negli scorsi anni dell’università di Roma la Sapienza coordinato dal professor Marcello Arca del Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche che ha permesso di scoprire il “gene dell’antivecchiaia” proprio tra i cittadini del piccolo comune che conta oggi meno di 700 abitanti.

GENE DELLA LONGEVITA’ A CAPODIMELE - LO STUDIO

COSA VEDERE E FARE A CAMPODIMELE - Ma Campodimele è anche arte, storia, natura, paesaggi meravigliosi ed enogastronomia. Nel borgo ha sede il Parco Naturale dei Monti Aurunci caratterizzato dai suoi su panorami di straordinario di pregio. Il Parco e le faggete, sono infatti mete predilette per lunghe passeggiate di quei turisti in cerca di frescura e di quiete. Da vedere anche il vecchio Mulino del "malo tempo" per starsene nel verde del giardino.

Forte anche il sentimento religioso che connota i cittadini di Campodimele che ospita pregevoli chiese come la Chiesa di San Michele Arcangelo, le Chiese della Madonna del Rosario e della Madonna delle Grazie o il Monastero dedicato a Sant'Onofrio, patrono del Paese. “Il culto di Sant' Onofrio - si legge proprio sul sito del Comune di Campodimele - è particolarmente radicato nella popolazione campomelana e trae origine da tempi molto lontani. Oggi, come mille anni addietro, i fedeli campomelani, siano essi residenti nel paese o emigrati in terre lontane alla ricerca di lavoro e sostentamento per la famiglia, celebrano il loro Protettore secondo le più antiche tradizioni”.

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Ma Campodimele è conosciuta anche per le sue prelibatezze enogastronomiche. Una menzione speciale merita la famosa zuppa di cicerchie e non si può lasciare il paese senza averla assaggiata. La coltivazione della leguminosa di Campodimele per esempio vanta antiche tradizioni ed è riconosciuta D.O.P. Ma gustosissima è anche la "laina", pasta fatta in casa con sola farina e acqua, senza aggiunta di uova e condita con le cicerchie cotte con sugo di pomodoro, cipolla, aglio, brodo, e servita con ricotta essiccata di capra o le "ciammotte" che sono delle chiocciole molto gustose, che a Campodimele vengono cucinate con la menta e altre erbe aromatiche.

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