Cultura

Le abbazie della provincia pontina

Non solo luoghi di culto ma anche poli culturali, che testimoniano le antiche radici del territorio pontino

A testimonianza della varietà e antichità delle origini della provincia pontina, si innalzano da secoli sul territorio importanti abbazie che oggi rimangono importanti luoghi di culto, ma anche luoghi di arte, cultura, storia e architettura.

Tre sono le principali abbazie della provincia pontina: quella di Fossanova a Priverno, quella di Valvisciolo a Sermoneta e quella di San Magno a Fondi. Queste abbazie, di antichissime origini erano luoghi raggiunti dai pellegrini che percorrevano la Via Francigena del Sud, ancora oggi importanti punti religiosi e culturali.

L’abbazia di Fossanova

Sita all’interno di un vero e proprio borgo medievale a soli 5 km da Priverno l’abbazia di Fossanova è stata edificata alla fine del XII secolo ed è uno dei più conosciuti e apprezzati esempi di complesso monastico gotico cistercense d’Italia. Consacrata nel 1208 da Innocenzo III, Fossanova fu ricovero degli ultimi giorni di San Tommaso, che vi morì nel 1274. Il suo nome pare che derivi dal luogo in cui fu edificata: una fossa dove convergevano i canali di scarico del villaggio romano che sogerva nei pressi.
La chiesa ampia, solenne ed elegante si distingue per lo splendido rosone sulla facciata e la grande porta d’entrata a sesto acuto. Accanto ad essa il chiostro, la sala capitolare, il refettorio e l’infermeria dei monaci. Ad oggi questi edifici ospitano concerti, convegni e conferenze. Nelle vecchie scuderie è stato allestito il Museo Medievale.

L’abbazia di Valvisciolo

Sita nel comune di Sermoneta, l’abbazia di Valvisciolo si affaccia sull’agro pontino ed è, insieme all’abbazia di Fossanova, uno dei massimi esempi dello stile romanico-cistercense. Fu edificata nel XII secolo da alcuni monaci basiliani di San Nilo, il suo nome sembra derivi o da "valle dell'usignolo" o da "valle delle visciole" frutto tipico dei Monti Lepini. Nel XIII secolo si racconta che fu occupata e restaurata da alcuni cavalieri templari che vi rimasero stabili fino al XIV secolo quando subentrarono i monaci cistercensi. Accanto alla chiesa, austera e dalle pareti spoglie, ci sono il chiostro dalla Sala Capitolare e il Refettorio, tra essi alcuni locali sono adibiti a incontri, convegni e mostre d’arte. Interessante da visitare anche la Galleria dedicata a Stanislao White ricca di opere d’arte di artisti importanti aperta nei giorni festivi e nel fine settimana.

L’abbazia di San Magno

Situata si piedi del Monte Arcano tra Monte San Biagio e Fondi nel bel mezzo del Parco Regionale dei Monti Ausoni, si erge il Monastero di San Magno. Il complesso monastico comprende la chiesa, una corte, il chiostro, il dormitorio e la mensa per i monaci. Fu edificato nei primi decenni del VI secolo per onorare il martirio di San Magno, che insieme a migliaia di altre persone e a San Paterno fu vittima della persecuzione cristiana voluta dall’imperatore Decio nella seconda metà del III secolo. Il luogo del martirio fu da subito venerato e ben presto vi si costituì una comunità di preghiera e lavoro. Il monastero seguendo la regola benedettina dipendeva da Montecassino. Sul finire del 1400 passò alla congregazione olivetana, in questo periodo l’abbazia fu ricostruita per opera della famiglia Colonna. Nel corso dei secoli ha subito alterne fortune, subendo danneggiamenti, furti e saccheggi. Fa parte del comprensorio dell’abbazia anche il Santuario Madonna della Rocca - Monte Arcano. Ad oggi l’Abbazia è sotto l’arcidiocesi di Gaeta, sebbene luogo di silenzio e raccoglimento può essere visitato tutti i giorni ed è sede di diversi corsi.

Tre abbazie poste in luoghi incantevoli, a contatto con la natura, che facilitano il raccoglimento e la contemplazione, ma che sanno aprirsi al pubblico per appuntamenti culturali.

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