Cultura

Adorazione: l’adolescenza vissuta in provincia secondo Alice Urciuolo

La nuova generazione in una piccola cittadina di provincia raccontata dall’autrice pontina candidata al Premio Strega 2021

Foto tratta dalla pagina Facebook della casa editrice 66Thand2ND

Tra i 12 finalisti del Premio Strega 2021 e tra i 10 finalisti del Premio Pop per l'opera prima, c’è anche l’autrice pontina Alice Urciuolo con il suo romanzo d’esordio Adorazione edito dalla 66Thand2ND.

Nelle circa 300 pagine di questo romanzo si raccontano i mesi estivi di un gruppo di adolescenti che vive a Pontinia. Tra di loro ci sono le inseparabili amiche Diana e Vera, il fratello di Vera, Giorgio, e loro cugina, la bella e infelice Vanessa. Questa che si apprestano a vivere è la prima estate dopo la morte di Elena, migliore amica di Vanessa e amore segreto di Giorgio, uccisa dal fidanzato Enrico. Lo spettro di questo femminicidio, di questo rapporto malato si aggira tra questi ragazzi come un qualcosa di cui non si deve più parlare perché doloroso, indicibile. Un tragico evento sul quale non bisogna soffermarsi per non mettere a nudo le mancanze di molti, certe dinamiche malate che si perpetuano nel tempo. Un sistema di passività e rassegnazione femminile ormai consolidato che sarebbe sconvolto da domande e riflessioni che, per tacito accordo tra adulti e ragazzi, è meglio non porre e non porsi. Ma questo evento è purtroppo capitato e, malgrado gli sforzi di lasciarselo alle spalle, sconvolge le loro esistenze, porta dubbio, sofferenza e sbandamento in tutti. Soprattutto in chi cerca di crescere e trovare sé stesso, in una routine di provincia in cui l’individuo è appiattito, standardizzato e instradato verso un destino ben preciso di “normalità”.

Alice Urciuolo, attraverso uno stile asciutto, ricco di dialoghi e un ritmo serrato che è tipico dei giorni nostri, racconta una generazione che conosce bene data la sua giovane età (è nata nel 1994). Il suo è il racconto di chi ha osservato con occhio attento non solo i ragazzi ma anche i loro genitori, quasi assenti, sempre sullo sfondo, ma che segnano in maniera indelebile caratteri, comportamenti, desideri e sogni dei loro figli.

Ai miei tempi era tutto diverso

È inutile dire che qualcuno, leggendo il romanzo, non potrà esimersi dal pensare la classica frase “Ai tempi miei era tutto diverso”. Parole che fanno inorridire ogni giovane ma che molti adulti, come se non fossero mai stati adolescenti, si trovano a ripetere scuotendo la testa. Alcuni potranno pensare che il modo di vivere di questi ragazzi sia superficiale, leggero, avventato, privo di valori, “sempre con questi telefonini in mano”. Soprattutto come affrontano il sesso: non più, come una volta, atto coniugale cui non ci si può sottrarre, non più atto liberatorio per emanciparsi, quasi mai atto d’amore, diventa una moneta di scambio per ricevere attenzione, per cercare conferme, per spazzare via ogni insicurezza. Con l’ovvio risultato di non ricevere (né cercare) alcuna gioia, alcuna soddisfazione, alcun appagamento, alcuna intimità. Ma andando di là da ogni superficiale stereotipo, resta che i tormenti tipici dell’adolescenza, il senso di inadeguatezza, di incertezza, la ricerca di sé stessi, il desiderio di provare emozioni, sperimentare situazioni, di divertirsi, non cambia di generazione in generazione. L’importanza dell’amicizia, il bisogno di avere almeno “un alleato” per affrontare insieme il mondo intero, al quale raccontare tutto e nel quale trovare conforto, non sono cambiati. Cambiano forse le modalità con le quali si cercano risposte, la presenza o meno di punti di riferimento, la tipologia di modelli ai quali guardare, ma le emozioni, le incertezze, i bisogni sono sempre gli stessi.

Genitori e figli

Questi ragazzi, in bilico tra l’infanzia e l’età adulta, iniziano in questo momento ad affinare gli strumenti per comprendere la realtà, le persone, i rapporti. Stanno imparando come comportarsi, come affrontare le emozioni che prepotenti e tiranne li fanno agire senza riflettere. Non c’è accoglimento, comprensione, guida: i nostri protagonisti hanno genitori che non si pongono come solide colonne portanti, o come accoglienti consiglieri e nemmeno severi giudici. Hanno genitori irrisolti a loro volta, che conducono esistenze imposte dalle consuetudini, più o meno soddisfacenti, distanti, in alcuni casi quasi inesistenti se non per far danno, e mai davvero partecipi ai drammi che stanno vivendo i figli. Tragedie reali come la morte di una loro coetanea uccisa da uno dei loro amici e le conseguenze di questo terribile gesto sulle loro vite, come incide nel modo di gestire i rapporti d’amore, di amicizia, il rispetto verso sé stessi e verso l’altro. Questi genitori si prodigano per non far mancare alcun bene materiale, per salvaguardare ogni apparenza ma da un punto di vista emotivo e relazionale sono apatici, lontani. Non c’è più nemmeno lo scontro generazionale che un tempo faceva sbattere porte, volare parole, partire punizioni ed escogitare fughe strategiche. Uomini e donne così presi dal quotidiano, così poco presenti a sé stessi, così legati alle convenzioni da non prestare attenzione né ai propri sentimenti tantomeno a quelli dei figli. Quarantenni che forse hanno dimenticato i “tormenti dell’adolescenza” tanto da non comprendere più i figli, o talmente concentrati su sé stessi da non vederli proprio.

Pontinia, Sabaudia e la vita di provincia

Durante la lettura di Adorazione si percorrono vie e strade di Pontinia, Sabaudia e in piccola parte anche di Latina e Roma. Luoghi che tanti pontini potranno riconoscere: piazze e spiagge; situazioni vissute da molti di noi come percorsi in pullman, falò in spiaggia, baci rubati, bagni di mezzanotte, uscite serali per le vie del centro, la festa del santo patrono, i fuochi d’artificio e la folla per la strada. Situazioni tipiche della gioventù di provincia, che non cambiano da generazioni e che si fondono alle dinamiche moderne: i messaggi sulle chat private dei social sostituiscono le occhiate furtive per le vie dello “struscio”, il corteggiamento via Whatsapp accorcia tempi e distanze. Ma rimangono il vestito della festa, la ricerca del vip in vacanza, le canzoni di Battisti cantate in spiaggia, l’apparenza rispettabile di intere famiglie che nascondono infelicità, tradimenti e mancanza d’amore.

Alice Urciuolo con poche semplici parole mostra un affresco della vita di provincia, gli stereotipi, i pettegolezzi, che si ripetono immutabili o quasi. E sebbene non sia il caso di scomodare Holden Caulfield, si può ben dire che Adorazione racconta una parte dei giovani di oggi, come una generazione fa, lo fece “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”.

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