La Casa della Musica: una grande opportunità per Latina

Dopo circa venti anni di richieste e progetti, finalmente la delibera comunale per la realizzazione della Casa della Musica. Ce ne parla il Maestro Claudio Paradiso

Il Maestro Claudio Paradiso, studioso e musicologo, flautista e direttore d’orchestra, fondatore e direttore dal 1990 dell’Orchestra da camera I Fiati di Parma, titolare della cattedra di Musica d’insieme per strumenti a fiato nel Conservatorio di Musica “Francesco Morlacchi” di Perugia, è il motore di un grande progetto che sta prendendo vita in maniera ormai ufficiale a Latina, dopo circa venti anni di richieste, raccolta firme, incontri, progetti presentati. Proprio agli inizi di dicembre l’ambizioso progetto ha visto il suo definitivo avvio con una delibera del Comune di Latina: La Casa della Musica e il DMI (Dizionario della Musica in Italia) sorgeranno presso i capannoni dell’Ex Consorzio Agrario in pieno centro e sono stati stanziati fondi ministeriali e comunali per la ristrutturazione dei locali. Circa 6mila metri quadrati di spazi per realizzare un archivio che conterrà dischi, libri, riviste, strumenti musicali, spartiti, foto d’epoca, locandine e molto altro ancora. Un luogo da vivere appieno, dove organizzare concerti, rassegne, mostre, convegni, con un auditorium e uno studio di registrazione dove la Musica, dalla classica a quella dei giorni nostri, sarà la protagonista.

Tanti sono già i tesori recuperati dal Maestro Paradiso, letteralmente tonnellate di materiale frutto di donazioni di tanti musicisti che ha incontrato durante la sua carriera, di collezionisti e appassionati, alcuni pezzi unici di incredibile rilevanza storica, culturale e sociale. È già partito un monumentale lavoro di digitalizzazione del materiale in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma.

Grande è la sua attività di divulgatore, grandi le capacità comunicative, il Maestro Paradiso ha saputo con grande pazienza e caparbietà raggiungere il suo obiettivo, non senza difficoltà. Lo abbiamo incontrato per capire meglio come sarà la Casa della Musica e cosa vorrà dire per la città di Latina la sua apertura.

Quando e come è nata l’idea del DMI e della Casa dell Musica?

Claudio Paradiso: ho avuto la fortuna di conoscere molti degli autori dei Dizionari dei Musicisti locali, dei singoli che lavorando come matti sono riusciti a elencare e parlare di importanti musicisti per esempio di Messina, nelle Marche, durante il Ducato di Parma e Piacenza. Dunque l’idea è nata osservando gli altri, cercando di salvaguardare il loro lavoro. Ci sono stati due convegni importanti che hanno segnato il punto di convergenza di tante conoscenze strette lungo il mio percorso musicale e il punto di partenza per concretizzare l’idea del DMI: un congresso nazionale di tutti i musicologi che si è tenuto a Bassiano nel 2009, dove analizzammo se il progetto era valido e fattibile. Ritenendo che fosse assolutamente una cosa da fare, è stato organizzato un secondo congresso, che si è tenuto a Roma nel 2010, al quale hanno partecipato anche le Istituzioni: dall’Accademia di Santa Cecilia ai Beni Culturali e molti altri.
Nel frattempo mi sono accorto che mentre noi chiacchieravamo sulle idee e i progetti, molte cose, documenti, spartiti, foto d’epoca e molto altro, venivano buttate via, parcheggiate in luoghi in cui nessuno le sarebbe mai andate a consultare o semplicemente andavano perse. Io avevo cominciato a recuperare del materiale documentario per i libri che ho scritto e sentivo l’urgenza di preservare cimeli, testimonianze di cui spesso molti volevano liberarsi perché ingombravano cantine e garage e invece di buttarle, me le regalavano. Non so dirti quando è cominciata, ma ho iniziato a riempire casa, locali nei quali amici mi facevano poggiare scatoloni di materiale vario. Lo spazio non bastava più e desideravo conservare e catalogare il tutto per bene, per poterlo consultare e condividere con gli altri. Abitando qui vicino, osservavo questo posto da tempo, all’inizio tante erano state le idee per sfruttarlo, c’era chi voleva buttarlo giù, chi ne voleva fare un centro commerciale, io lo osservavo ed ero sempre più convinto che fosse adatto alle varie cose che avevo in mente di fare. Ho preso il coraggio a due mani e ho fatto domande per l’utilizzo degli spazi, che mi è stato concesso. Per occupare questo spazio ci ho messo anni, aspettavo sempre che arrivasse il momento giusto, che i lavori di ristrutturazione fossero compiuti, ma gli anni passavano e il materiale in mio possesso aumentava. Dunque una serie di coincidenze mi hanno portato a mettere in moto la macchina organizzativa per creare il DMI e la Casa della Musica. Erano gli anni ’90 quando ho cominciato a raccogliere materiale e dai primi 2000 ho iniziato a spingere e a insistere per poter mettere in piedi uno spazio condiviso e dedicato alla musica in tutte le sue sfaccettature.

Dopo la delibera del Comune e lo stanziamento dei finanziamenti, quale sarà il prossimo passo?

Claudio Paradiso: Sono molto contento che le cose, dopo circa vent’anni di richieste, presentazioni di progetti, colloqui, riunioni, stiano finalmente andando bene, perché ora c’è questa delibera comunale per cui per prima cosa i locali dell’ex consorzio agrario saranno occupati dalla Casa della Musica, e indipendentemente da quando inizieranno e quando dureranno i lavori, questa è una realtà che non potrà essere cambiata. Seconda cosa importante è che i soldi stanziati dal Ministero (progetto vincitore del bando del MiBACT Cantieri della cultura, ndr.) sono blindati e potranno essere usati solo per realizzare i lavori e mettere in piedi il progetto, che, terza cosa, è riconosciuto dal Comune di Latina che ci comincia a investire su a sua volta. Ora inizia la fase più delicata, che ha bisogno di più attenzione: ci sono due bandi europei da seguire uno per la progettazione della ristrutturazione e adeguamento dei locali e uno per i lavori stessi. Le tempistiche sono lunghe, i tempi tecnici tra domande, commissioni ecc sono lunghi e noi siamo molto in ritardo sui tempi, rispetto al bando del Ministero secondo il quale entro il 2022 dovremmo aver concluso tutto e aprire al pubblico. Io sono comunque ottimista, stiamo lavorando alacremente e da gennaio ricomincerò a stare col fiato sul collo a diversi uffici che dovranno lavorare per portare a termine la parte burocratica in tempo. In questo abbiamo l’aiuto del Politecnico di Milano, che ha risposto a un bando europeo presentando un progetto che ha per tema il ripristino a nuovo uso di alcuni degli edifici di fondazione, focalizzandosi su tre luoghi di Latina che diventeranno la Casa della Musica all’ex consorzio agrario, la Casa della Letteratura e la Casa del Gusto. Probabilmente per gennaio loro arriveranno da Milano con i progetti e il plastico dei locali rinnovati, che potranno essere una buona base di partenza per i lavori futuri.

In cosa consisterà la Casa della Musica?

Claudio Paradiso: il progetto conclusivo della Casa della Musica prevede tutta l’area dell’ex consorzio agrario, dunque anche i locali attualmente occupati dal mercato annonario. Quello che ci apprestiamo a realizzare per ora è solo un terzo di esso, ovvero il primo capannone. Per cui dato che non sapremo mai quando la Casa del Gusto sarà pronta e i commercianti del mercato potranno trasferirsi, dobbiamo per forza di cose iniziare con un progetto che potrà essere autonomo da subito quindi con una sala biblioteca, una sala per attività, mostre, concerti che sia insonorizzata per permettere le registrazioni. Certi accorgimenti (doppi vetri, muri insonorizzati ecc) vanno presi subito durante i lavori di ristrutturazione altrimenti poi non verranno mai ripresi in mano. È chiaro che dovremmo accontentarci per ora di circa 2 mila mq al posto dei 6mila previsti. Non sarà possibile portare tutto il materiale raccolto in questi anni, ma sicuramente cercheremo di portare il più prezioso e importante.

Cosa significherà per Latina l'apertura Casa della Musica e il DMI?

Claudio Paradiso: vorrà dire molte cose, intanto avere un ulteriore spazio pubblico soprattutto per i ragazzi dove fruire la cultura e potersi incontrare in maniera più comoda e rilassata rispetto per esempio a una biblioteca dove si deve rispettare il silenzio. La città di Latina ha una vocazione speciale per la musica, ci sono tantissimi appassionati e collezionisti di ogni età, oltre che tantissimi musicisti talentuosi che purtroppo devono allontanarsi da casa per lavorare. Dunque c’è anche un aspetto più professionale perché la Casa della Musica offrirà un luogo per esibirsi e farsi le ossa con un’acustica consona, rispetto ai teatri di Latina più adatti alla prosa. Per gli studiosi, professionisti, laureandi, dottorandi ci sarà la possibilità di trovare in un posto solo materiale che attualmente si reperisce girando gli archivi di mezza Italia. Ora che i locali sono ancora chiusi, ben quattro sono le tesi lauree conseguite studiando sul materiale conservato qui, in futuro non potranno che aumentare. Qui ci sono enciclopedie del passato provenienti da privati che ormai non si trovano più. La Casa della Musica sarà un vantaggio per tutta la cittadinanza perché si avrà un auditorium di circa 200 posti per ascoltare la musica, con tutte le strumentazioni per fare video e registrazioni, un luogo ad essa deputato invece di accontentarsi di posti o strutture non sempre adatti o montate per l’occasione. Quando si hanno spazi pessimi o non sufficientemente attrezzati, è più difficile e costoso portare in città grandi musicisti. Il mio desiderio è di creare un luogo che diventi prestigioso e di qualità che attiri i grandi nomi e i talenti, che altrimenti non sarebbero mai venuti a Latina.

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