#insiemecontroilcoronavirus: l’appello di Fed.It.Art per i teatri e le piccole realtà culturali

Anche diverse realtà pontine sottoscrivono l’appello di Fed.It.Art per la creazione un fondo speciale salva spazi culturali

L’epidemia di Coronavirus, come ormai tutti sappiamo, ha portato alla chiusura di ogni attività che non sia strettamente legata alle esigenze basilari come cibo, farmaci e beni primari. Grande è la preoccupazione, oltre che sanitaria, anche economica, per chi ha perso il lavoro o è costretto a una chiusura forzata tanto che il Governo ha dovuto varare il decreto Cura Italia, per aiutare lavoratori, famiglie e aziende in difficoltà.  

Tra le chiusure ci sono ovviamente anche quelle di teatri, scuole pubbliche e private di formazione artistica e spazi culturali che per loro natura sono luoghi di aggregazione, che oggi soffrono enormemente. Da qui l’appello della Fed.It.Art. (Federazione Italiana Artisti) al Presidente del Consiglio e ai Ministri dell’Economia e della Cultura al fine di creare un fondo salva spazi culturali.

L’appello di Fed.It.Art.

Il testo dell’appello lanciato attraverso la pagina ufficiale della Federazione “Le giuste misure del decreto Cura Italia hanno definitivamente chiuso teatri, scuole pubbliche e private di formazione artistica, ma migliaia e migliaia di piccole realtà locali che pullulano in tutta Italia, col prolungarsi del blocco scompariranno per sempre. Siamo scuole di musica, teatro e danza, piccole sale o teatri. Siamo gli animatori culturali territoriali, dislocati capillarmente in tutta Italia, che garantiscono occasioni di aggregazione, coesione sociale, senso di comunità. Siamo volano di economia, garantiamo un presidio ed una formazione culturale evoluta ed aperta a tutti. Siamo noi. Siamo stati i primi a chiudere le porte. Saremo gli ultimi a riaprirle, ma siamo importanti. Siamo strangolati da affitti con proprietari privati, da tasse locali, da quote di iscrizione e abbonamenti da restituire. Per noi che ci fondiamo sull'aggregazione fisica sarà difficile ripartire. Non lasciateci soli. Non ce la facciamo! Presidente Conte, ministri Gualtieri e Franceschini create un fondo speciale salva spazi culturali da inserire nell’annunciato decreto governativo di aprile, che ci aiuti a non chiudere”.

La filiera del cibo per la mente e per il cuore

È chiaro che in tempi di emergenza vanno privilegiati degli aspetti della vita come la salute delle persone e la possibilità di sopperire a necessità primarie. Ma quanti di noi senza libri, senza film, senza musica e senza l’intrattenimento che arriva dalla rete (letture, approfondimenti, spettacoli) potrebbe trascorrere le proprie giornate in casa? Dunque anche gli attori, gli autori (e di conseguenza costumisti, scenografi e tutte le maestranze) sono necessari, loro sono la filiera che produce il cibo per le nostre menti, le emozioni per i nostri cuori, dunque non vanno preservati e tutelati, come un bene prezioso? Quante tournée teatrali sono state interrotte in questo periodo? Quanti laboratori e corsi? Quanti abbonamenti disdetti e spettacoli cancellati?

Le realtà locali

Tanti piccoli teatri, compagnie teatrali, scuole di danza e artisti stanno sottoscrivendo l’appello di Fed.It.Art.  circa 400 realtà provenienti da tutta Italia, tra cui diverse, operose e talentuose realtà pontine come OperaPrima Teatro e Matutateatro, il Teatro Bertolt Brecht di Formia, il Fellini di Pontinia, Spazio Colori nel Mondo di Aprilia, il Teatro di Priverno, che da anni portano a Latina e provincia spettacoli di grande spessore autoprodotti e ospitando altre compagnie. Spazi piccoli che ce la fanno con le loro forze, pieni di passione e amore per ciò che fanno, che si occupano e preoccupano generosamente del loro pubblico pensando ai bambini come agli adulti, occupandosi di cultura a 360° dal teatro alla danza, dalla musica alle letteratura, incoraggiando e dando linfa alle nostre fantasie, alla nostra cultura, fornendo tanti punti di vista per ampliare il nostro modo di vedere, se non addirittura di vivere. Realtà che ora sono ferme, alcuni hanno intrapreso delle attività on line, gratuite, senza il minimo guadagno se non la stima e l’affetto del pubblico. Ma così non può continuare a lungo, affitti, tasse, assicurazioni e spese varie rimangono da saldare, anche se non ci sono le entrate di corsi, laboratori, abbonamenti e spettacoli a dare sostentamento a chi nella cultura ci crede e ogni giorno con sacrificio e costanza cerca di farne anche un mestiere.

Abbiamo avuto modo di parlare di questo difficile momento con Titta Ceccano di Matutateatro di Sezze “È una situazione drammatica per tutto il Paese – afferma – in particolare il teatro vive del contatto diretto con il pubblico, oggi ovviamente impensabile. Si nutre di un rapporto costante che le piccole realtà in tutta Italia, e sono veramente tante, mantengono vivo attraverso il lavoro di decenni sul territorio, in uno scambio continuo con il pubblico, di arricchimento reciproco. Oggi questo è non è possibile: siamo stati i primi a chiudere per tutelare la salute delle persone e probabilmente saremo gli ultimi a riaprire. Occorre che le piccole realtà vengano tutelate in qualche modo, perché quando tutto sarà finito, dopo tante settimane e probabilmente diversi mesi di lontananza e di isolamento vissuti nel timore di contagiarsi a vicenda, bisognerà ricostruire la fiducia nella relazione umana, nella vicinanza, nel contatto umano, scacciare i pensieri negativi e le paure. E noi saremo fondamentali, saremo uno strumento potente per ricostruire questa vitalità, questo senso di appartenenza e di comunità. È importante che questo periodo di stop forzato non uccida quanto costruito in tanti anni e che, una volta finito questo periodo, si sia in grado di tornare a lavorare, a ricostruire quanto perduto”.

Anche Agnese D’Apuzzo, Zahira Silvestri e Andrea Grassi di OperaPrima Teatro di Latina hanno commentato l’appello di Fed.It.Art “Il Teatro è il luogo di incontro, di studio, di fatica, di abbracci, di idee, di necessità. Ecco... il Teatro è una necessità il Teatro aspetterà e riaprirà, il Teatro non si è fermato. Siamo pronti ad andare avanti: lo dimostra il grande impegno concreto, la  grande forza sia di moltissimi artisti  singoli,  sia di quelle associazioni come la Fed.it.Art di cui facciamo parte, che si impegna ad essere portavoce delle istanze di tutti i lavoratori dello spettacolo. In questo momento di grande difficoltà e di emergenza, i cuori sono pieni di speranza ma i piedi sono in terra. Ci sarà un domani molto difficile, faticoso, per tutti. Il nostro lavoro ci insegna l’importanza dell’AGIRE, ma per farlo, ora come non mai, abbiamo bisogno che le Istituzioni ci aiutino. Abbiamo bisogno che le Istituzioni non facciano scomparire il Teatro sotto il peso delle tasse, degli affitti. E parliamo anche dei teatri piccoli, privati di periferia, di piccole e grandi realtà. Il nostro lavoro ci insegna a LAVORARE INSIEME e per farlo abbiamo bisogno di essere ascoltati. Attori, Registi, Tecnici si prendono con sé tutti gli oneri ed onori del vivere DI QUESTA ARTE, di essere creativi anche probabilmente nella necessità di dare forma ad “NUOVO TEATRO”. Attori, Registi, Tecnici sono pronti a CREDERE E A DAR VITA CONCRETAMENTE AL TEATRO, ma non possono farlo da soli, le Istituzioni sono chiamate ad entrare in questo cammino, E NON LASCIARCI SOLI. Lasciate che il Teatro sia uno strumento di fortificazione e crescita per chi abita questa terra. BUON TEATRO SEMPRE!

Dunque la cultura e il teatro saranno uno strumento importante per “ritornare alla normalità” quando l’epidemia sarà finita. Quando si potrà ricominciare a incontrarsi, ad abbracciarsi e a condividere esperienze al di là della rete, delle tecnologie moderne, che oggi aiutano ma che a lungo andare non potranno mai sostituire il calore di un pubblico che si emoziona, che assiste assorto allo spesso spettacolo e prorompe in un applauso fragoroso che cerca di ringraziare chi è sul palco di avergli donato qualcosa di prezioso e irripetibile. Dunque oggi è doveroso aiutare chi fa della cultura il suo lavoro, per l’importanza che ha la Cultura per una società sana, equilibrata e moderna e per l’importanza che avrà la cultura nel “dopo coronavirus”. Sarà doveroso per tutti noi domani, appena si potrà, tornare a teatro, tornare ad assistere agli spettacoli dal vivo e a frequentare i luoghi della cultura tutti.

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