Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cultura

Festival Letterario Gita al Faro: Guido Garavoglia racconta la decima edizione

Ospiti stranieri, importanti traguardi e anniversari: il presidente dell’Associazione per Santo Stefano in Ventotene ONLUS, ente promotore del festival parla dell’edizione 2021

Prenderà il via il 22 giugno a Ventotene il festival letterario Gita al Faro, giunto alla sua decima edizione. La manifestazione, che prende il nome dall’omonimo romanzo di Virginia Woolf, è ideata e organizzata da Francesca Mancini, Laura Pesino e Vania Ribeca, con la direzione artistica di Loredana Lipperini, promossa dall’Associazione per Santo Stefano in Ventotene ONLUS, in collaborazione con la Libreria Ultima Spiaggia e con il patrocinio del Comune di Ventotene, partner del festival Intesa Sanpaolo.

Alcuni scrittori vengono invitati a ogni edizione a passare qualche giorno a Ventotene e a scrivere un racconto legato all’isola e alla sua storia. In chiusura del festival i racconti realizzati saranno letti al pubblico.

L’Associazione per Santo Stefano in Ventotene ONLUS da anni si batte per il recupero e la promozione dell’ex Carcere di Santo Stefano, e contemporaneamente è ente promotore di varie iniziative culturali sull’isola di Ventotene. Abbiamo incontrato il presidente dell’associazione Guido Garavoglia, per saperne di più di questa decima importante edizione.

L’Associazione per Santo Stefano in Ventotene ONLUS è ente promotore di Gita al Faro. Come nasce questo sodalizio?

CG: “Il sodalizio con il festival è nato quattro anni fa, non contando l’anno scorso quando abbiamo dovuto rimandare l’edizione già organizzata. Sono quattro anni che la nostra associazione promuove il festival, anche se è nato nel 2012 e quest’anno si festeggia il decennale. L’associazione precedente che gestiva il festival si era sciolta ma alcune delle organizzatrici Vania Ribeca, Francesca Mancini e Laura Pesino, insieme a Loredana Lipperini che è la direttrice artistica del festival, erano intenzionate a proseguire, allora la nostra associazione, attiva sul territorio da parecchi anni, ha pensato di rilevare come ente promotore il festival e devo dire che la cosa è andata molto bene. Siamo riusciti a continuare un’iniziativa culturale che negli anni è diventata una delle principali delle isole pontine, tanto che quest’anno abbiamo un’edizione raddoppiata rispetto agli anni precedenti. Nel senso che oltre agli autori che sarebbero dovuti venire l’anno scorso ne abbiamo invitati altri, siamo a 10 partecipanti, non solo scrittori italiani, ma di altri paesi europei. È un’iniziativa che ha preso molto piede e che come associazione siamo stati molto contenti di rilevare, non è l’unica ma indubbiamente la più importante dell’estate di Ventotene”.

Il confino a quanto pare è stato nei secoli motivo di dolore, ma anche spinta propulsiva al cambiamento, alla giustizia, alla carta costituzionale, al sogno di una Europa Unita. Oggi il confino con il festival vuole continuare ad essere un pungolo alla riflessione e alla creatività. Com’è portare avanti una simile eredità e promuoverla edizione dopo edizione?

GG: “È una sfida indubbiamente molto interessante, la residenza artistica letteraria che un po’ è nata in Italia con questo festival, è stata di ispirazione per molte altre realtà. Per esempio a Procida, che l’anno prossimo sarà capitale della cultura, sull’onda della nostra esperienza, da alcuni anni viene organizzato un festival analogo. È un’attività sempre più promossa negli ultimi anni anche a livello europeo. Indubbiamente il fatto di confinare per una settimana un certo numero di autori sull’isola è una cosa di estremo interesse anche perché c’è una interazione con la popolazione, sia residenti che turisti, molto forte. Questi scrittori si trovano tutta la settimana a interagire con il pubblico: la sera vengono fatte le presentazioni dei loro ultimi libri in piazza e poi nelle giornate finali vengono letti i racconti inediti che compongono durante la settimana. E poi gli scrittori sono coinvolti in una serie di attività, visitano i luoghi più importanti delle due isole, c’è interazioni molto forte anche con il territorio. Noi siamo molto contenti di promuovere questa manifestazione, perché può fare da battistrada e da esempio per altre iniziative analoghe non solo letterarie, ma anche artistiche e culturali. Prevediamo che nei prossimi anni, tra Ventotene e Santo Stefano possano essere avviate molte iniziative del genere anche in un periodo dell’anno che non sia estivo. L’idea è quella di ampliare di molto il periodo in cui si possono svolgere queste iniziative da marzo a ottobre. Tra l’altro sono luoghi che per la riservatezza che li contraddistingue, facilitano molto la riflessione e la creatività. Un’ iniziativa che porti sull’isola gli artisti, non per periodi lunghissimi, ma una o due settimane fino ad arrivare a un mese, avrà indubbiamente un grande seguito”.

Ci parli di questa edizione 2021: com’è ripartire dopo un periodo di stop così lungo? Siamo giunti alla X edizione, un traguardo importante che coincide inoltre con gli 80 anni dalla morte di Virginia Woolf e soprattutto con gli 80 anni dalla redazione del Manifesto di  Ventotene di Spinelli, Rossi e Colorni. Cosa significa per il festival? Come saranno celebrati questi importanti anniversari?

GG: “Ci sono effettivamente una serie di eventi importanti quest’anno, gli 80 anni dal Manifesto di Ventotene, per il quale ci saranno molte iniziative nell’isola anche al di fuori del festival, gli 80 anni dalla morte di Virginia Woolf ma soprattutto il 2021 sarà un anno decisivo per lo sviluppo del progetto di recupero del carcere di Santo Stefano. È chiaro che non possiamo imporre agli artisti di scrivere di queste iniziative che saranno ricondotte in qualche modo anche al festival, o trarre ispirazione da un determinato avvenimento. Però la traccia che devono seguire è ispirata alle isole di Ventotene e Santo Stefano. Noi diamo una serie di informazioni, facciamo una sorta di preparazione dando libri, materiale vario agli scrittori che vengono sull’isola, i quali  crivono quasi sempre racconti ispirati alla storia delle due isole. Negli oltre 60 racconti che nel decennio sono stati scritti, e che tra l’atro quest’anno verranno pubblicati in un unico volume edito dalla libreria editrice Ultima Spiaggia, parlano della storia delle due isole, di temi europei, del manifesto, ognuno declinato con la sensibilità propria dello scrittore. È un contributo alla riflessione sulla storia della redazione del Manifesto di Ventotene, che è stato uno dei documenti fondativi dell’odierna Unione Europea. Per esempio uno dei racconti delle ultime edizione era dedicato alla figura di Eugenio Perucatti, direttore del carcere di Santo Stefano negli anni ’50 che ha portato una ventata di innovazione perché è stato il protagonista di un esperimento molto riuscito di rieducazione dei detenuti, che ha fatto molto parlare in tutta Europa sul tema dell’ergastolo. Un argomento di grande attualità, tanto che è stato ristampato da poco il contributo di Perucatti  che sarà presentato durante il festival alla presenza la ministra della giustizia Marta Cartabia. Tutta l’attività del festival si lega profondamente alla realtà e alla storia delle due isole”.

Un’altra realtà virtuosa della nostra provincia, che unisce storia, natura e cultura e permette lo scambio tra scrittore e lettore. Quest’anno inoltre saranno presenti scrittori stranieri, tra cui la spagnola Cristina Morales, una conferma della dimensione europea che l’isola di Ventotene incarna dal lontano 1941.

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