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Sabato, 29 Gennaio 2022
Cultura

Quando storia locale e storia nazionale coincidono: il recital di Mia Indimenticabile Consorte

Al Circolo Cittadino un emozionante recital che racconta le vicende di Antonio Porcelli, uno delle migliaia di Militi Ignoti caduti al fronte

A conclusione degli eventi che si sono svolti a Latina in occasione delle celebrazioni dell’Unità Nazionale, della giornata delle Forze Armate e del centenario del Milite Ignoto, si è tenuto ieri presso il Circolo Cittadino un recital che ha ripercorso le vicende narrate dall’Ammiraglio Massimo Porcelli nel suo libro “Mia indimenticabile consorte. Dall’epistolario di un soldato di Bassiano – La Grande guerra dei bassianesi”.

Il libro, redatto dopo ben quattro anni di ricerche presso archivi famigliari prima e in archivi pubblici e privati poi, prende spunto dalle splendide lettere che il nonno di Porcelli, Antonio soldato del 70° reggimento di Fanteria – III reparto zappatori, scriveva alla moglie Erminia Morelli dal fronte. Antonio Porcelli fu chiamato alle armi i primi del novembre 1915, fu disperso sul Dosso Faiti dopo una terribile battaglia il 27 ottobre 1917.

L’emozionante recital ha visto protagonisti l’autore stesso che ha brevemente introdotto al pubblico i fatti storici legati alle vicende narrate e le vicissitudini dei bassianesi durante la Grande Guerra, Amalia Avvisati che ha letto con passione alcune delle lettere di Antonio Porcelli alla moglie e il maestro Bruno Cifra che ha accompagnato al piano i momenti più commoventi.

La tragica storia di Antonio offre grandi momenti di pathos, ed è facile passare dalla vicenda  personale all’Universale, perché la storia di Antonio è la stessa delle migliaia di Militi Ignoti che hanno perso la vita in guerra patendo la paura, il freddo, il dolore, la solitudine e la costante incertezza della propria vita e della possibilità di riabbracciare i cari.

Il libro “Mia Indimenticabile consorte”, giunto alla sua seconda edizione riveduta e ampliata, diventa così uno strumento per continuare a raccontare una storia che è di tutti: dei giovani partiti come carne da macello per il fronte, delle donne rimaste sole a dover affrontare una vita di stenti a casa, dei bambini rimasti orfani di padri quasi sconosciuti, di amori e vite spezzate in nome della guerra.  “La guerra è infame e maledetta – scrive Antonio – la disciplina, o per meglio dire l’assoggettamento vergognoso dovendo ciecamente ubbidire ad Uomini incoscienti ed incapaci, ci fa diventare cretini e delinquenti”.

Proprio in occasione del Centenario del Milite Ignoto, il recital permette di celebrare questa figura nel suo lato più umano: tutti i padri, i mariti, i figli che hanno perso tutto a causa della guerra, proprio come Antonio innamorato della vita, di sua moglie, dei figli, anche di quello in arrivo che non ha mai potuto conoscere. Tutti i soldati che non hanno fatto ritorno a casa nemmeno come salma e che trovano luogo di memoria nei monumenti ai caduti posti in ogni città.

Il recital, come il libro di Massimo Porcelli, nella sua commovente semplicità, nella verità espressa non con parole forbite, anzi spesso anche in dialetto bassianese, ha saputo rendere vive le emozioni di quel periodo, la tragicità delle esistenze, la vicinanza umana tra coloro che rimanevano a casa: anziani, donne e bambini, in particolare il racconto della comunità di bassianesi che viveva a San Donato, intrecciando così la storia locale con quella nazionale.

Quella di ieri al Circolo Cittadino di Latina è stata una esperienza di forte impatto emotivo, che le nuove generazioni avrebbero diritto di vivere, per mantenere vivo il ricordo, per far sì che le morti di quei giovani non siano state vane, per conoscere la Storia da un punto di vista umano e non come troppo spesso i manuali scolastici la propongono, ovvero come uno sterile elenco di luoghi e date da ricordare.

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