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“Le rotte di Circe”: San Felice mette in mostra i suoi reperti archeologici subacquei

L’esposizione in centro storico aperta al pubblico. Guattari, delegato ai Beni Culturali: “Sono le testimonianze di navigatori approdati o naufragati a ridosso del promontorio, a cominciare dal VIII secolo avanti Cristo"

San Felice Circeo mette in mostra i suoi tesori: nel centro storico, infatti, è possibile visitare l’esposizione temporanea “Le rotte di Circe – I rinvenimenti archeologici subacquei”. Si tratta di alcuni reperti – in esposizione dalle 18 alle 22 (ingresso gratuito) nel locale di piazza Vittorio Veneto, angolo salita verso Piazza Lanzuisi – che fanno parte di una serie di ritrovamenti di imbarcazioni e dei loro contenuti avvenuti al largo della costa sanfeliciana. Il Circeo, infatti, oltre a essere legato al mito della Maga Circe e di Ulisse, si trovava sulle rotte degli antichi popoli che resero il Mediterraneo culla della civiltà – Greci, Etruschi, Fenici e Romani – e che lasciarono le misteriose mura ciclopiche, la cinta megalitica che si trova in cima al promontorio, e il prezioso tesoro subacqueo che, da diversi anni, sta affiorando dai fondali marini.

“E’ una piccola esposizione, un assaggio dei reperti raccolti finora – spiega Angelo Guattari, delegato del sindaco ai Beni Culturali – Sono le testimonianze di navigatori approdati o naufragati a ridosso del promontorio, a cominciare dal VIII secolo avanti Cristo, come testimonia l’ancora litica in mostra. Sono stati recuperati numerosi pezzi – continua Guattari – i più importanti sono ancore romane metalliche e un lingotto di rame 40x40 che gli esperti stanno studiando per comprenderne significato e uso. Ci sono anche anfore che presentano indicazioni del titolare della nave o del commerciante cui appartenevano; contenevano prevalentemente vino o salsa di pesce che veniva utilizzata in cucina: una prelibatezza dei tempi. Alcune sono state rinvenute con i tappi originali e i sigilli. Mi auguro – conclude – che i sanfeliciani si appassionino alla loro Storia, il futuro di questa terra è anche nella valorizzazione del suo passato.”

“Il Comune di San Felice Circeo e la Sovrintendenza  ai beni culturali – commenta il sindaco Giuseppe Schiboni – hanno realizzato una serie di campagne di recuperi. Un ringraziamento sentito al Nucleo sommozzatori dei Carabinieri, la Guardia Costiera, la ASSO-Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione, Massimo Martufi,  Operatore Tecnico Subacqueo del porto del Circeo, e la dottoressa Chiara Delpino,  funzionario responsabile del servizio di tutela subacquea della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone, Latina e Rieti.”
Dal 2015, Umberto Natoli, oggi delegato del sindaco all’attività archeologica subacquea, opera sui fondali a largo di San Felice: “Ci sono dei reperti che vanno datati probabilmente dall’VIII secolo avanti Cristo fino all’epoca imperiale. In anni, ho rinvenuto, tra le alte cose, l’ancora litica esposta oggi, un raro esempio di ancora in ferro, alcune anfore vinarie e il grande fasciame di un vascello rinascimentale, apparso cinque anni fa e subito insabbiatosi: questo tratto di mare custodisce una storia tutta da scoprire.”

Il Circeo offre un’affascinante camminata archeologica/storica che parte dal fianco orientale del promontorio – la “Grotta Guattari”, dove furono rinvenuti i resti di uomini di Neanderthal – e arriva al paese, borgo medioevale dove vissero i Templari, passando per la “Villa dei Quattro Venti”, che la tradizione vorrebbe dimora del triumviro Marco Emilio Lepido ma che recenti studi dell’archeologo Diego Ronchi indicano come tempio votivo: 80.000 anni di storia in una camminata di 3 km.

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