Cultura

Il Sistema Integrato delle città di Fondazione: i primi risultati

Dopo aver firmato la convenzione nel 2019 i sindaci delle otto sorelle hanno messo in pratica quanto siglato sulla carta, sono stati illustrati oggi i primi risultati del progetto, tra questi l’accreditamento alla Regione Lazio

Il Sistema Integrato delle Città di Fondazione, un progetto ambizioso, complesso ma rivoluzionario incentrato sullo sviluppo culturale, economico e sociale di vari Comuni della provincia pontina e di alcuni della provincia di Roma, oggi compie un altro importante passo: l’accreditamento alla Regione Lazio.

Il Sistema integrato dei servizi culturali: Città di Fondazione dell’Agro Pontino e Romano, siglato nel dicembre 2019, non è affatto rimasto solo sulla carta. Dopo la firma della convenzione dei sindaci di sette città (Latina comune capofila, Aprilia, Colleferro, Guidonia Montecelio, Pomezia, Pontinia, Sabaudia) chiamate da quel momento le sette sorelle alle quali si è aggiunta poco dopo anche l’ottava Ventotene, sono stati messi a frutto i primi finanziamenti ricevuti partecipando al bando La Cultura fa Sistema, che hanno permesso la fondamentale mappatura dei luoghi di interesse culturale delle città aderenti, l’ideazione e creazione di un brand del sistema; un portale web, totem multimediali, mappe digitali di promozione culturale-turistica dei luoghi di cultura delle Città e la definizione percorsi tematici e turistici.

Presenti alla conferenza stampa che si è tenuta stamattina al Palazzo della Cultura di Latina il sindaco di Latina Damiamo Coletta, affiancato da Silvio Di Francia assessore alla Cultura ed Elena Lusena RUP del progetto, l’assessore Gianluca Fanucci in vece del Sindaco di Aprilia Antonio Terra, Pierluigi Sanna (Colleferro), Michel Barbet (Guidonia), Adriano Zuccalà (Pomezia), Carlo Medici (Pontinia), Giada Gervasi (Sabaudia) e Gerardo Santomauro (Ventotene).

Unire le forze per crescere

I sindaci hanno ribadito la loro soddisfazione nel trovarsi a questo punto del progetto che permetterà di integrare servizi culturali e turistici. Consapevoli delle mancanze strutturali di molti Comuni, hanno scelto intelligentemente di unirele forze per ottenere più fondi, più attenzione e un mutuo scambio di buone pratiche.
Si è così creato il primo modello di servizio turistico integrato e aperto a tutti coloro che vorranno unirsi alla rete. Grazie al quale si potranno sviluppare forme di cooperazione tra Enti, associazioni, fondazioni al fine di ottenere servizi più efficienti, di qualità e accessibili al pubblico. Come ha ribadito il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile mettere in campo ben otto amministrazioni per un progetto valorizzazione del territorio. Fortunatamente negli ultimi anni è totalmente cambiato l’approccio alla cultura, che può e deve diventare un punto cardine dello sviluppo economico anche dei piccoli Comuni, troppo spesso intenti in mille problemi pratici, che fanno mettere da parte una risorsa così preziosa.

Obiettivi e finalità ben precisi

Grazie al Sistema Integrato musei, aree archeologiche, biblioteche, archivi, siti di interesse naturalistico e culturale e istituzioni nel settore dello spettacolo e della cultura potranno avvalersi di un potenziamento dei mezzi, dei servizi, delle attività scientifiche e culturali oltre che la condivisione di risorse, il tutto finalizzato a una ricaduta positiva sul turismo, sull’economia e la socialità delle zone interessate. Come ha ribadito il sindaco Coletta, la provincia pontina risente della posizione geografica che la pone tra due importanti città metropolitane Roma e Napoli, che accentrano attività e turismo. Il sistema integrato potrà essere uno strumento efficace per ritagliare un piccolo spazio in questi ambiti, per mostrare a chi viene da fuori che anche nella provincia pontina c’è molto da vedere e da fare.

Quanto già realizzato

Elena Lusena, in quanto Coordinatrice del Sistema Integrato delle Città di Fondazione, ha illustrato le varie attività messe in campo finora che hanno portato a questo primo risultato: dai complessi passaggi amministrativi e burocratici, alla partecipazione al bando La Cultura Fa Sistema, dalla firma della convenzione alla mappatura dei siti culturali che hanno permesso di mettere a sistema ben 13 musei, 3 biblioteche e un archivio fino ad arrivare a 84 punti di interesse mappati.
Grazie alla collaborazione di otto amministrazioni comunali e nonostante la burocrazia e la pandemia che hanno reso più difficoltosi incontri, riunioni e i vari lavori, a distanza di due anni si può ben dire che gli sforzi profusi stanno mostrando i primi frutti. Ne sono prime testimonianze il portale dedicato, la realizzazione di mappe interattive e multimediali che grazie alla presenza di QR permetteranno di accedere a ulteriore materiale di interesse turistico. La realizzazione di totem che sfruttando l’idea di rete, di mappe cittadine illustrano i punti di forza di ogni Comune che ha aderito al Sistema.

Un sistema dalla governance ben definita

Poco prima della conferenza stampa si è tenuto l’insediamento dell’Assemblea degli Amministratori che sono tutti i sindaci delle otto sorelle, diretti dal presidente che rimarrà in carica tre anni, ruolo che sarà ricoperto a rotazione dagli otto sindaci. Il sistema sarà supportato da un ricco comitato tecnico ovvero responsabili dei musei, delle biblioteche e degli altri luoghi di interesse.

Ribadendo che questi sono solo i primi passi di un modello virtuoso, Elena Lusena ha concluso il suo intervento citando la frase di Henry Ford che ha mosso in questi due anni tutti i partecipanti al progetto “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo” alla quale il sindaco Coletta ha aggiunto un proverbio africano citato a sua volta da Papa Francesco “Se vuoi andare veloce cammina da solo. Se vuoi andare lontano cammina con gli altri”.

Il Sistema integrato delle città di fondazione ha iniziato le sue attività, a breve parteciperà a ulteriori bandi per intercettare fondi e si pone come esempio virtuoso, capace di sovvertire il triste enunciato “con la cultura non si mangia”.

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