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Cultura

Ferro: il documentario sulla vita del cantautore di Latina

Quasi un’ora e mezza di girato in cui non parla quasi mai di musica, ma che vuole essere un esempio positivo per chi vive un momento di difficoltà

Anche se la vita non è una favola con il lieto fine, non è detto che con l’impegno non si possano raggiungere momenti di vera felicità e una serenità interiore che renda possibile apprezzare tutto ciò che capita, girandolo a proprio favore. Questo il messaggio che Tiziano Ferro vuole trasmettere ai suoi ammiratori ma anche a tutte le persone che attraversano un periodo difficile della propria vita con il documentario "Ferro" in questo periodo disponibile sulla piattaforma Amazon Prime, e annunciato con una diretta Instagram nel giorno del suo lancio.

Il cantautore pontino si racconta al pubblico, quasi fosse in una seduta psicanalitica: i momenti più bassi della sua esistenza, la sofferenza di sentirsi una nullità da adolescente, i problemi con il peso, con l’alcol, con il fatto che agli inizi della sua carriera gli avessero imposto di tenere nascosta la sua omosessualità.

Un passato difficile da cui uscire

Un ragazzo fortemente insicuro, costretto a perdere peso per far decollare la sua carriera, che inizia a bere, ad avere disturbi alimentari e a cadere in un baratro di infelicità e solitudine. Non si deve essere un cantante amato e apprezzato in tutto il mondo, che ha venduto milioni di copie di dischi e ricevuto premi importanti, per conoscere questo tipo di sofferenze e le conseguenze del poco amore verso sé stessi.

E forse Tiziano, oggi libero di esprimere sé stesso, le proprie fragilità, il forte legame con il marito Victor, dopo aver riacquistato l’amore per la vita, vuole raccontare la sua esperienza per tendere una mano a chi sta vivendo situazioni analoghe: se ne può uscire, non è facile, non è veloce, non è indolore ma c’è una luce infondo al tunnel.

Non importa che il documentario sia un susseguirsi di emozioni, pianti e risate, che in alcuni momenti possa sembrare quasi stucchevole, ma ci sono dentro delle profonde verità di chi ha intrapreso un cammino davvero complesso e ora raccoglie i frutti di quanto seminato col duro lavoro.

Dal discorso contro il bullismo tenuto alla trasmissione Che Tempo che fa nel novembre 2019, alla confessione pubblica del suo alcolismo, dal matrimonio con Victor Allen, al trionfo a Sanremo e infine il suo quarantesimo compleanno: due anni pieni di avvenimenti positivi, dopo un lungo periodo di oscurità, caratterizzato certo da tanti successi professionali, ma che Tiziano Ferro non ha saputo gestire, di cui non ha saputo e potuto godere a pieno.

Latina sempre nel cuore

Tre città fanno parte della storia di Tiziano, tre luoghi che sono in un continuo andirivieni tra il suo passato, presente e futuro: Los Angeles, Milano e l’amata Latina.

Ed è proprio la nostra città che ha una parte importante del suo racconto, perché tutto inizia da qui: gioie e dolori di un adolescente insicuro, porto salvo dove ritrovare la famiglia, luogo di amore vero che tutti i suoi concittadini gli hanno dimostrato sin dai primi momenti della sua carriera, posto dove tornare spesso e da cui è partito tutto.

La panchina dei giardinetti”, dove anni e anni fa illuminato dall’ispirazione ha appuntato la parola “Xdono” (la canzone che lo ha portato al successo), è un luogo di culto dove i fan lasciano dei messaggi per lui, dove torna ogni volta che viene a trovare i genitori.  Lo stadio Francioni dove nel 2002 ha tenuto il suo primo concerto importante con oltre 10mila persone che con un solo album alle spalle già lo amavano, perché è bravo, per la sua voce, ma soprattutto perché in fondo, anche se ha girato tutto il mondo, è sempre uno di noi, che ama e odia la sua città. Una città che è giovane ma con una storia molto complessa, che potrebbe essere tanto ma ancora stenta a mostrarsi per quella che è, piena di luoghi comuni e di contraddizioni, ma che nasconde ancora tanti preziosi doni da scoprire.

Perché proprio come dice Tiziano “la provincia o ti intrappola o ne esci fuori, e se ne esci sei sicuramente più forte, soprattutto perché te la porti dentro. Latina per me è una lezione, la musica è partita da qua”.

La musica e le emozioni

La musica che è la vita di Tiziano Ferro entra in punta di piedi in questo documentario che non vuole raccontare il cantautore ma l’uomo.  Il legame con essa però non prescinde dal racconto della sua vita e dunque il canto, la scrittura, le esibizioni, l’emozione di solcare un palco importante come quello di Sanremo non possono mancare in Ferro, ma i successi non ne sono il fulcro. Accantonando ogni riferimento ai suoi successi musicali, in questo documentario Tiziano mette in campo l’emozione in ogni suo aspetto: da quelle più cupe e negative come la paura, l’insicurezza, fino ad arrivare alla commozione (che lo caratterizza sia nei momenti di vita privata che in quella professionale), la gioia e la gratitudine.

Non è un documentario permeato di buonismo, ma il tentativo di tendere una mano verso chi è in guerra con sé stesso, perché proprio come conclude Tiziano “Esiste un lieto fine, basta volerlo. Non importa come cadi, importa solo come ti rialzi. Se non fai nulla, ricorderanno solo la caduta, ma se recuperi alla grande, la cosa che ricorderanno di te è come ti sei rialzato”.

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