Contro odio e omofobia: Tiziano Ferro si racconta durante Domenica In

In collegamento da Los Angeles Tiziano Ferro ha rilasciato una lunga intervista a Mara Venier durante la quale ha toccato importanti temi di attualità

Tiziano Ferro in collegamento da Los Angeles con Mara Venier per Domenica In

Tiziano Ferro ospite di Mara Venier durante la puntata di Domenica In dello scorso 15  novembre incanta il pubblico con una lunga chiacchierata che più che una intervista sembra un incontro tra amici. Ed è così che il nostro Tiziano parla ai suoi fan: come fossero suoi amici.

Con l’uscita su Prime Video del documentario “Ferro” e dell’album “Si Accettano Miracoli, le Esperienze degli Altri”, il cantautore pontino racconta tutto di sé: l’infanzia, l’adolescenza difficile, la sua lotta per perdere peso, la dipendenza dall’alcol e le discriminazioni sessuali. Un racconto emozionato di come ha sconfitto molti dei suoi demoni e si impegna ogni giorno per superare ogni difficoltà.

Odio e discriminazione

Nella lunga intervista con Mara Venier, Tiziano ha raccontato dei primi momenti della sua carriera.  Quando è arrivato il successo aveva solo vent’anni e ancora non sapeva niente di sé stesso, di quello che voleva dalla vita, di che uomo sarebbe diventato.
Agghiacciante il suo ricordo  di quel periodo “Appena il successo diventò internazionale, il problema diventò uno solo. C’erano queste riunioni su di me, tra le varie case discografiche, e il tema era sempre: ‘Sembra troppo gay’. Quando andavo in promozione nei vari paesi, non mi facevano nemmeno uscire dall'aeroporto, mi portavano in bagno e con uno stilista mi rivestivano con vestiti ritenuti più idonei e maschili e poi mi facevano iniziare la promozione”.

Una violenza psicologica più sottile di quella fisica ma non meno grave, che soprattutto quando si è giovani, fa mettere in discussione sé stessi e fa pensare di essere sbagliati. Tiziano Ferro racconta su Rai1 i suoi traumi, le sue battaglie non certo per mettersi in mostra ma per dire a chi sta vivendo le stesse situazioni, che se ne può uscire, il percorso è difficile e in salita ma le cicatrici che queste violenze lasciano, sono un simbolo di forza e non di debolezza.  Allo stesso tempo ribadisce come sia importante che ci sia una legge contro l’omofobia e le discriminazioni in generale, “Se inizi a spiegare che legalmente non è possibile discriminare, licenziare, manipolare, attivare alcuni tipi di violenza anche psicologica nei confronti di una persona che non corrisponde a idee preconcette, allora forse le persone e inizieranno a dire 'magari non capisco, però non si fa’ e dall’azione forzata si passerà alla comprensione”.  

Importante per Tiziano Ferro è anche il tema dell’odio, soprattutto sui social network, spesso così violento e gratuito “Non dedicare tempo a chi ti odia, dedica un minuto a chi ti ama – afferma Tiziano – Ogni  volta che leggo un messaggio brutto sui social, invece di rispondere a quella persona mi impongo di rispondere a chi invece mi ha scritto un bel messaggio”.

Un ragazzo come tanti

Nonostante il successo, l’aver girato il mondo, il vivere a Los Angeles in una realtà totalmente diversa dalla nostra, Tiziano Ferro resta un ragazzo come tanti, negli atteggiamenti, nel mostrare con sincerità le proprie emozioni quando si commuove parlando della nonna che non c’è più, ricordando quando andava a messa insieme a lei a Cori, di come gli ha insegnato che esiste un modo positivo di intendere la  religione, come credo che accoglie, che rende più uniti e che ti permette di ringraziare per gli affetti e le piccole cose, non l’imposizione di un Dio punitore, ma la consapevolezza di far parte di un tutto armonico.
Come sempre, Tiziano non dimentica mai Latina, che lo ama ed è fiera di avergli dato i Natali, e la sua famiglia che in questo periodo di lockdown sembra ancora più lontana.

La lunga intervista si è conclusa con uno splendido omaggio che Tiziano ha reso a Giuni Russo, cantando la splendida Morirò d’Amore. La canzone, testamento musicale della compianta canutrice siciliana, è all'interno del nuovo album di cover che Tiziano Ferro ha registrato durante i primi mesi del lockdown per omaggiare i cantautori che più ha amato.

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