Dopo Formia, “Se Ci Fosse Luce” in scena all’auditorium Costa di Sezze

Dopo la replica tenutasi a Formia, la compagnia Le Colonne torna a casa per portare in scena anche per il pubblico setino lo spettacolo Se Ci Fosse Luce scritto, diretto e interpretato da Giancarlo Loffarelli. Infatti la pièce sarà replicata presso l’Auditorium Mario Costa, proprio domenica 11 maggio alle 18.00.

Se Ci Fosse Luce tratta una delle pagine più buie della nostra storia recente: il rapimento e poi l’omicidio di Aldo Moro e il periodo degli anni di piombo, su cui ancora oggi non è stata fatta, per l’appunto, luce, rispetto al quale rimangono ancora tanti misteri e tanti fatti poco chiari.

Lo spettacolo nasce con l’intento di raccontare i fatti ai giovani, a chi quel periodo, sebbene non molto lontano, non l’ha vissuto, porre interrogativi, svegliare le coscienze che, per torpore o per la mancata conoscenza dei fatti, non chiedono che sia rivelata la verità. Proprio per questo è scritto in modo che tutti, anche chi non ha mai sentito nominare Aldo Moro, possa seguirne lo svolgimento.

Molti sono gli interrogativi ancora aperti sul caso Moro, lo spettacolo non nasce per dare risposte, ma per amplificare la voce che pone domande a cui non  è mai stata data risposta. Nasce per ricordare dei fatti importanti, per porre di nuovo interesse su una questione nodale mai risolta, di cui non si è più discusso.

Il testo di Loffarelli è frutto di oltre quattro anni di studi, durante i quali l’autore si è documentato attingendo alla cronaca di quegli anni, al materiale processuale e avvalendosi della consulenza dell’Archivio Flamigni. Il titolo è tratto da una frase che Moro stesso scrisse nell’ultima lettera alla moglie che i brigatisti le fecero recapitare: “… vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo”.

In scena sei attori: oltre a Loffarelli, Marina Eianti, Elisa Ruotolo, Luigina Ricci, Emiliano Campoli e Maurizio Tartaglione, che racconteranno i fatti senza mai identificarsi con un personaggio preciso, ma divenendo parte di un flusso mentale, di un ragionamento che racconta i fatti effettivamente accaduti e si interroga per capirne le motivazioni e i meccanismi più profondi.

Uno spettacolo che in soli sessanta minuti, grazie a un ritmo serrato e a momenti di forte impatto emotivo, riesce ad essere un pugno nello stomaco, un risveglio della coscienza e un’importante testimonianza, proprio per questo è proposto ininterrottamente nei teatri dal 2007 e ha ricevuto molti riconoscimenti e premi.
 

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