Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Inquinamento a Borgo Montello, ancora una proroga al perito

Si torna in aula a maggio; Legambiente: "Preoccupa l'ulteriore rinvio del processo per i veleni al Montello. Serve fare chiarezza e chiudere finalmente questa fase del giudizio". Nominati intanto altri due periti

Ancora una proroga nell’ambito del processo per l’inquinamento delle falde acquifere di Borgo Montello.
Durante l’udienza che si è tenuta questa mattina presso il tribunale di Latina, il giudice Guido Marcelli ha negato al perito la proroga di ulteriori 6 mesi ed ha nominato due ausiliari del perito stesso, concedendone di fatto solo tre.

Tutto è stato rimandato al prossimo 26 maggio. I reati contestati sono quelli di “omesso controllo circa la sicurezza degli invasi S1, S2, S3 ed S0 e la mancata esecuzione di opere di impermeabilizzazione dei citati impianti benché le stesse carenze strutturali fossero note agli imputati attraverso plurimi atti e documenti comunicati”.

Preoccupa l'ulteriore rinvio del processo per i veleni di Borgo Montello nel quale Legambiente è costituita parte civile; serve fare chiarezza e chiudere finalmente questa fase del giudizio che si protrae ormai da un anno” ha dichiarato Valentina Romoli, vice presidente e responsabile ambiente e legalità di Legambiente Lazio.

“Quello di oggi è comunque un passaggio utile, ma bisogna andare avanti con determinazione e in tempi rapidi e certi per far luce sulla verità, perché i reati contestati nella richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura parlano di fatti gravissimi con ripercussioni dirette sulla salute dei cittadini di Borgo Montello e su tutto il territorio. Pesante l'impatto ambientale determinato sulle falde acquifere, sul fiume Astura e di conseguenza sulla salute dei residenti e rispetto al valore economico delle loro proprietà agricole.

Dagli studi effettuati per accertare la corretta impermeabilizzazione degli invasi, è emerso che almeno uno dei quattro, quello denominato s0, nonché il primo ad essere stato costituito, è collocato proprio sulla sponda del fiume Astura, i cui elevatissimi livelli di inquinamento sono fonte di gravi danni alla salute dei cittadini residenti ed al complesso di imprese agricole diffuse intorno alla discarica.”

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