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Rifiuti, gli obiettivi: porta a porta spinto e differenziata al 90%

Questi gli obiettivi dei consiglieri del Pd De Marchis e Mattioli che chiedono di aprire la discussione sul nuovo Pef e sul nuovo sistema di gestione dei rifiuti nelle Commissioni Ambiente e Bilancio

Aprire la discussione nelle commissioni competenti sul nuovo Pef e sul nuovo sistema di gestione dei rifiuti. Questa la richiesta del capogruppo del Pd Giorgio De Marchis e del consigliere Fabrizio Mattioli che spingono il piede sull’acceleratore per l’avvio di percorso virtuoso di consolidamento e sviluppo delle pratiche e dei risultati di raccolta differenziata.

“Sul potenziamento della raccolta differenziata siamo pronti a raccogliere la sfida ed anzi chiediamo che si possa arrivare al più presto a un confronto su un documento programmatico e sul piano economico finanziario per far diventare il nuovo sistema operativo già dal 2014” commentano i due consiglieri del Partito Democratico.

“L’impostazione di potenziare la raccolta differenziata per liberare il sistema di gestione dei rifiuti cittadino dalla schiavitù degli impianti – affermano i due esponenti democratici - non può che vederci consenzienti sia per quanto attiene gli aspetti economici sia per il nuovo approccio alla gestione del sistema dei rifiuti che rappresenta un cambiamento culturale profondo”.

Su questo fronte De Marchis e Mattioli ritengono non ci sia tempo da perdere e per questo chiedono che venga subito aperta nelle Commissioni Ambiente e Bilancio una discussione sul nuovo piano economico finanziario con l’obiettivo di valutare un nuovo modello di raccolta differenziata che preveda un porta a porta spinto su tutto il territorio cittadino quale “unico metodo – sottolineano i consiglieri Pd - per incentivare e spingere al massimo le percentuali di raccolta differenziata, da troppi anni ferme al 30%. In questa direzione – aggiungono De Marchis e Mattioli – andrà senza dubbio valutato l’impatto economico derivante da tali politiche, ma siamo convinti che ulteriori costi di gestione potranno essere compensati dalla riduzione del conferimento dei rifiuti negli impianti di trattamento meccanico-biologico e dall’aumento dei ricavi derivati dal maggiore conferimento di multimateriale nei consorzi per il recupero”.

“Riteniamo che questo – concludono i consiglieri - sia il primo passo per consentire una gestione dei rifiuti maggiormente libera e non schiava del rapporto con gli impianti Tmb che restano, con le tecnologie attuali, un punto gestionale inevitabile ma che è comunque opportuno ridurre nell’uso incrementando la differenziata”.

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