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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Politica

Dalla Regione Lazio oltre 54 milioni per la disabilità grave e gravissima

I fondi stanziati serviranno per dare continuità ai servizi

Spesso il servizio si interrompe per mancanza di fondi o perché la burocrazia si rivela il peggior nemico del cittadino. Per questo motivo è molto importante che la regione Lazio abbia stanziato 54 milioni di euro per garantire la continuità dell’erogazione dei servizi e degli interventi sociali da parte dei distretti sociosanitari in favore delle persone con disabilità grave e gravissima. Una buona notizia non solo per gli operatori ma, soprattutto, per gli utenti ed i loro familiari, troppo spesso costretti a vivere con la paura di non sapere, di preciso, cosa riservi loro il futuro.  

Interventi finanziati

Le risorse sono quelle del fondo nazionale per le non autosufficienze. I 54 milioni verranno utilizzato per finanziare i piani distrettuali Alzheimer da assegnare ai sovrambiti territoriali e per sostenere le persone con disabilità gravissima. Questo intervento potrà realizzarsi con il ricorso al servizio di assistenza domiciliare oppure con il riconoscimento di un assegno di cura o un contributo di cura. Infine, è previsto anche il potenziamento dei “leps”, livelli essenziali delle prestazioni sociali, in favore di disabili gravi. Questo intervento si lega a quello effettuato per il progetto “Durante e dopo di noi”, con il quale la regione Lazio e le ATER del territorio regionale hanno stipulato una convenzione per ampliare l’offerta di alloggi destinati alle persone con disabilità.

“Vogliamo garantire la continuità della presa in carico delle persone più fragili, tutelando il loro benessere quotidiano e offrendo una prospettiva di futuro quanto più possibile autonoma – spiega, in una nota, l’assessore regionale alle politiche sociali, welfare, beni comuni Alessandra Troncarelli - allo stesso tempo, sosteniamo anche le famiglie che ogni giorno si prendono cura di un parente vulnerabile, evitando che tutto il nucleo familiare si senta marginalizzato o isolato rispetto alla comunità di riferimento”.

Molto importante sembra essere l’aspetto legato al benessere degli utenti disabili, in particolare per quanto il potenziamento dei servizi svolti direttamente presso le abitazioni di determinate categorie di persone. “Potranno essere incrementati servizi come quello dell’assistenza domiciliare – spiega ancora la Troncarelli - promuovendo processi di deistituzionalizzazione in modo da privilegiare la permanenza a domicilio della persona in condizioni di disabilità”. Potenziato anche il “servizio sociale professionale, con operatori specializzati che si prendono cura dei cittadini, in una logica di integrazione di risorse e di coesione sociale”. Fondi anche per il pronto intervento sociale, “per una valutazione puntuale e tempestiva della singola situazione di bisogno, in modo da poter pianificare una misura precisa e concreta”.

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