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Spese legali, la Corte dei Conti assolve il sindaco di Aprilia Terra e il responsabile dell'avvocatura

Ribaltata in appello la sentenza di primo grado che aveva condannato il sindaco e l'avvocato Sesselego: cadono le accuse di danno erariale

Il sindaco di Aprilia Antonio Terra e il responsabile del servizio avvocatura del Comune, Massimo Sesselego sono stati assolti dalla Corte dei Conti per la vicenda legata ai rimborsi per le spese legali risalente al 2014.

Il pronunciamento della magistratura contabile ribalta il precedente giudizio con il quale nel 2019 primo cittadino e funzionario comunale erano stati condannati per danno patrimoniale e ad un risarcimento rispettivamente di 3mila e 20.500 euro. Una sentenza contro la quale Terra e Sesselego avevano presentato ricorso. Ora il parere definitivo della Corte dei Conti stabilisce che non si possa ravvisare ‘alcuna prova o argomentazione idonea ad individuare nella condotta di Sesselego e Terra gli estremi tipologici e contenutistici della negligenza, imprudenza o imperizia nonché superficialità e leggerezza del comportamento significative di una patente disaffezione per le vicende della cosa pubblica’.

“Siamo finalmente alle battute finali di questa vicenda – commenta il Sindaco di Aprilia – abbiamo manifestato il massimo rispetto per il lavoro della magistratura di fronte alla condanna e ribadiamo oggi la massima fiducia nella giustizia, quando si è consapevoli e convinti della propria innocenza. Voglio ringraziare e complimentarmi anche con l’avvocato Sesselego, che in tutti questi anni ha mostrato estrema professionalità, anche di fronte alle accuse e alle diverse fasi del processo.

Quella di oggi è chiaramente una buona notizia. Spiace solo per il tempo speso dietro ad una questione che infine si è rivelata del tutto infondata. E per il costo per la collettività, dal momento che una parte delle spese legali (anche per effetto della condanna) saranno a carico del Comune”.

La sentenza della Terza Sezione della Corte d’Appello, infatti, accogliendo il ricorso, stabilisce anche la liquidazione di onorari e diritti di difesa, per complessivi 3mila euro per ciascun imputato.

“Oltre alle considerazioni tecniche e processuali, poi – conclude il primo cittadino – mi sia permesso oggi di fare alcune considerazioni di natura politica. In questi anni, ci sono state persone che su questa vicenda hanno provato a costruire percorsi e carriere, tutti basati sulla delegittimazione e poco sui contenuti e sui programmi. La sentenza di oggi credo sia anche una cartina di tornasole per questo modo di fare politica. E un invito a concentrarsi sulla Città, sulle criticità e le potenzialità, sulle idee e le proposte, anziché su accuse e denunce non supportate dai fatti”.

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