Arresto Gina Cetrone, le reazioni della politica

Gli interventi degli esponenti locali dopo l’operazione di questa mattina della Squadra Mobile

Arrivano le reazioni della politica dopo la notizia dell’arresto di Gina Cetrone, ex consigliere regionale in forza al centrodestra. Cetrone è finita in manette questa mattina, insieme al marito Umberto Pagliaroli e a tre esponenti dei Di Silvio, il capoclan Armando e i figli Gianluca e Samuele, nell’ambito di un’operazione condotta dalla Squadra Mobile di Latina e coordinata dalla Dda di Roma. Sono accusati a vario titolo di estorsione, atti di illecita concorrenza e violenza privata; reati aggravati dal metodo mafioso.

Deputato del Movimento 5 Stelle Trano

"Mentre continua il tentativo della politica di minimizzare quanto sta accadendo in provincia di Latina, la magistratura entra in profondità sulle possibili connessioni tra politica e metodi criminali, ipotizzando l’aggravante del metodo mafioso” commenta il deputato pontino del Movimento 5 Stelle Raffaele Trano. Per Trano l’arresto di Gina Cetrone “evidenzia ancora una volta che, mentre c’è chi esprime una linea politica chiara e trasparente sul quadro dei rapporti con i propri elettori, ci sono invece altre forze politiche, tutte interne al centro destra, piene di scheletri nell’armadio. La provincia non è un luogo qualunque: è per alcune forze di quello schieramento un vero e proprio polmone con percentuali che hanno una forte influenza anche a livello nazionale e regionale nel risultato finale, in termini di seggi, nelle rispettive competizioni. In questi casi, non si può aspettare il terzo grado di giudizio per esprimere una presa di posizione, anche perché il tessuto sociale, dopo anni di continui condizionamenti, potrebbe non essere più in grado di generare anticorpi. Del resto, in questa provincia ci sono organi di informazione che già in passato hanno scambiato appartenenti a storiche famiglie della camorra per ‘quattro teppistelli’”. 

Dal consiglio regionale alle inchieste: scalata politica e declino di Gina Cetrone

Partito Democratico 

“Occorre proseguire nell’azione di messa in luce dei rapporti tra criminalità organizzata ed esponenti della politica e delle istituzioni” commentano in una nota il senatore Bruno Astorre, segretario regionale del Pd Lazio, il segretario provinciale del Partito Democratico Claudio Moscardelli e i due consiglieri regionali Salvatore La Penna ed Enrico Forte. “Abbiamo espresso apprezzamento per la decisione della Commissione Antimafia di svolgere una nuova missione a Latina, così come ha dichiarato il Presidente Morra. La decisione di impegnare nuovamente la Commissione Antimafia ha riacceso i riflettori su Latina ed è essenziale il suo ruolo per mettere in rilievo la pericolosità dei clan, i loro legami politici e la capacità di incidenza e di condizionamento sulla comunità locale. Ringraziamo il nostro capogruppo, il senatore Franco Mirabelli, per aver sostenuto la richiesta che abbiano avanzato di sensibilizzare la Commissione per la situazione dei clan a Latina e per i legami con la politica come affermato dai pentiti nel processo Alba Pontina. I pentiti sono considerati attendibili e le dichiarazioni processuali iniziano ad avere un seguito. Il Pd è in prima linea da sempre per combattere la presa dei clan sulla città e in provincia e nel denunciare i legami con la politica. La destra ha una responsabilità politica enorme per non aver combattuto a sufficienza il dilagare di queste organizzazioni criminali. Ed anche per il silenzio assordante dei suoi massimi esponenti. I clan, forti anche dei legami con esponenti politici, pensavano di aver messo le mani sulla città. Andremo avanti con determinazione così come negli anni passati abbiamo acceso i riflettori nazionali su Latina sempre con la Commissione Antimafia che ha dato il via alla riscossa dello Stato. Chi era interessato a non smuovere nulla non riuscirà a fermare l’azione della Commissione Antimafia, delle forze dell’ordine e della magistratura che ringraziamo. Emerge con sempre maggior forza ciò che abbiamo denunciato politicamente: Latina era in balia dei clan e con parte della politica e delle istituzioni a braccetto allo stadio con i Ciarelli - Di Silvio, che hanno condizionato, come affermano i magistrati, con metodo mafioso la comunità di Latina. Professionisti, imprenditori, commercianti, cittadini comuni, giovani sono stati esposti all’azione criminale del clan Ciarelli Di Silvio con coperture politiche. Occorre fare chiarezza e qualcosa finalmente torna a muoversi. 

Cambiamo con Toti prende le distanze da Gina Cetrone

Il senatore di Fratelli d’Italia Calandrini 

“In merito all’operazione condotta questa mattina dalla Squadra Mobile di Latina sotto la direzione della Dda di Roma - ha detto il senatore pontino di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini - voglio complimentarmi con le Forze dell’Ordine e la Magistratura attivamente impegnate nel contrasto dei clan criminali presenti in provincia di Latina. Per quel che riguarda l’aspetto politico della questione relativamente all’arresto di Gina Cetrone, le auguro di poter chiarire la sua posizione e la sua estraneità ai fatti”.

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