Bassiano “Comune alla Pari”, arriva la certificazione della Regione

Come per Aprilia e Sermoneta, anche per Bassiano arriva l’importante riconoscimento assegnato alle amministrazioni e agli Enti che sostengono la diffusione di una cultura di pari opportunità

Una veduta di Bassiano

Insieme a Sermoneta ed Aprilia, anche Bassiano ha ottenuto la certificazione di qualità di “Comune alla Pari” che la Regione rilascia alle amministrazioni e agli altri enti locali che promuovono e garantiscono la presenza delle donne nel contesto socio-economico e realizzano azioni positive per favorire la parità tra i sessi e le condizioni di conciliazione tra lavoro e responsabilità familiari.

Un riconoscimento, dunque, per le realtà che sostengono la diffusione di una cultura di pari opportunità.

Le opportunità per i “Comuni alla Pari” - “Gli Enti locali in possesso di questa certificazione - spiegano dal Comune di Bassiano -, tra l’altro, hanno diritto ad una maggiorazione del punteggio da 1 a 10 punti nel caso in cui partecipano a bandi pubblici regionali per ottenere finanziamenti. Tale maggiorazione di punteggio sarà prevista nel dispositivo dei bandi della Regione Lazio, che abbiano attinenza per interventi atti a favorire l’integrazione tra le politiche di sostegno all’occupazione femminile nel territorio e le politiche sociali dei servizi, nonché nell’organizzazione del lavoro e nelle politiche di conciliazione.

L’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Bassiano Giovanna Coluzzi ha promosso la candidatura di comune alla Pari all’Assessorato Pari Opportunità, Autonomie Locali e Sicurezza – Osservatorio Regionale sulle Pari Opportunità e la violenza contro le donne. L’ambita attestazione è stata rilasciata dalla Direzione Regionale competente su indicazione dell’Osservatorio”.

Il Comune di Bassiano ha ottenuto l’attestazione dopo aver dimostrato le azioni e le iniziative adottate nell’ambito delle pari opportunità e della conciliazione familiare. Le azioni dovevano essere riconducibili ad almeno uno o più indicatori A,B,C e D. Le iniziative sono state spiegate dal Comune:

A. L’applicazione delle norme. Prevede il rispetto delle quote di genere nelle cariche politiche elettive e nella Giunta dell’Ente, la presenza del CUG, l’adozione del piano triennale delle azioni positive, l’adeguamento dello Statuto ai sensi della legge 251/2012, le commissioni di concorso ai sensi della legge 215/2012 e il rispetto delle quote di genere nelle società controllate dall’Ente ai sensi della legge251/2012.
B. Requisiti di qualità di primo livello. La delega e/o l’Assessorato alle Pari Opportunità, la percentuale di presenza femminile nei ruoli apicali dell’Ente, la consulta comunale delle Pari Opportunità, la diffusione tra il personale della Direttiva del 27 maggio 2007.
C. Requisiti di qualità di secondo livello. La promozione di politiche di conciliazione vita-lavoro, l’analisi, in ottica di genere, del personale dell’Ente. La presenza di sportelli donna e/o convenzioni con altri centri territoriali, consultori, sportello anti stalking, centri e/o sportelli antiviolenza, case rifugio. La promozione di azioni per sostenere l’avvio, lo sviluppo e il consolidamento di attività imprenditoriali a conduzione femminile. Manifestazioni, convegni, corsi di formazione rivolti al personale interno e/o alla cittadinanza per educare alla parità e al rispetto delle differenze di genere.
D. Requisiti di qualità di terzo livello. L’adozione delle procedure per la valutazione in ottica di genere di ogni legge, regolamento, atti amministrativi. L’adozione di un linguaggio non sessista negli atti pubblici e negli atti amministrativi interni. L’adozione della procedura per la valutazione in ottica di genere del Bilancio.
 

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