Coltivazione della canapa, il Consiglio regionale approva la legge

Sì di 28 consiglieri e 5 contrari. La Regione Lazio promuoverà coltivazione, filiere, trasformazione e commercializzazione della canapa (cannabis sativa) attraverso il sostegno a una serie di "progetti pilota". Vietata la coltivazione per uso ricreativo

"La Regione Lazio promuoverà coltivazione, filiere, trasformazione e commercializzazione della canapa (cannabis sativa) attraverso il sostegno a una serie di 'progetti pilota'”. Il Consiglio regionale nei gironi scorsi ha approvato la legge. Sono stati 28 i voti favorevoli e 5 quelli contrari.  

La normativa è frutto dell’unificazione in un unico testo, compiuta in commissione Agricoltura di due proposte di legge, una presentata da Gino De Paolis di Sinistra italiana – Sel più altri consiglieri di diversi schieramenti e una dal gruppo M5s. Stanziati, su proposta dell’assessore al Bilancio Alessandra Sartore, 100 mila euro per la parte corrente e 200 mila in conto capitale per ciascun anno del biennio 2017-2018.

LE DUE FASI - “C’è un periodo di partenza del settore e c’è un periodo, successivo, in cui il settore della coltivazione della canapa diventa uno dei tanti settori dell’agricoltura”, ha spiegato nel corso dei lavori l’assessore Carlo Hausmann. Proprio il modello dei “progetti pilota” non è piaciuto al M5s, i cui consiglieri - che in sede di dichiarazione di voto hanno comunque annunciato voto favorevole - avrebbero preferito un sostegno più ampio a chi vorrà investire in canapicoltura. A questo proposito, grazie a un emendamento di De Paolis, è stata introdotta la possibilità di riconoscere contributi a ulteriori interventi, differenti dai “progetti pilota”.

I risultati scientifici dei “progetti pilota” dovranno essere pubblicati, un adempimento introdotto su spinta di Fratelli d’Italia, gruppo autore del maggior numero di proposte di emendamento (in gran parte respinte) e che, infine, ha votato contro il testo definitivo.

NO ALL’USO RICREATIVO - Nel corso dell’esame degli “Interventi per promuovere la coltivazione della canapa (cannabis sativa) per scopi produttivi, alimentari e ambientali e relative filiere” è emerso il timore che la nuova normativa potesse aprire però la strada alla legalizzazione della droga leggera. “A questo proposito - spiegano dalla Regione - la legge ha previsto che sia vietata la coltivazione della canapa (cannabis sativa) per uso ricreativo oltre a ‘ogni attività illecita finalizzata alla produzione ed estrazione di sostanza stupefacente’. Ogni anno la Regione acquisirà i dati sui controlli effettuati dai carabinieri forestali. In caso di sanzioni nei confronti di soggetti attuatori dei progetti pilota o destinatari dei contributi le somme erogate dovranno essere restituite”. A prevederlo una norma introdotta grazie a una proposta di Righini riformulata con l’assessore Hausmann.

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LE TIPOLOGIE DI “PROGETTO PILOTA” - Come spiegano dalla Regione, sono numerose e tipologie di “progetto pilota” previste dalla legge regionale che spaziano “dall’uso florovivaistico alla produzione per olio, farine, semi decorticati per uso alimentare e zootecnico. La ‘bacchetta’ potrà essere oggetto di progetti pilota in bioedilizia, bioingegneria, nel settore tessile, cartario e dell’energia. Previsto il sostegno alla ricerca per l’utilizzo delle infiorescenze in campo parafarmaceutico e alimentare. Banca dei semi, campi dimostrativi, formazione degli operatori sono altri tra gli interventi oggetto della disposizione. Prevista la possibilità di coltivazione a fini fitodepurativi per bonificare i terreni inquinati della Valle del Sacco, della Valle Galeria e delle aree vicine agli impianti termoelettrici di Civitavecchia. La canapa così prodotta potrà essere usata in edilizia o come biocombustibile a esclusivo scopo aziendale”.

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